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Il documentario sulle Mutilazioni Genitali Femminili vince al FESPACO con AIDOS

Il documentario sulle Mutilazioni Genitali Femminili vince al FESPACO con AIDOS

La vera storia di Charity Reasian Nampaso, oggi regista impegnata contro le MGF, conquista il Festival panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou

Mercoledi, 13/03/2019 - Il FESPACO, il Festival panafricano del Cinema e della Televisione di Ouagadougou, in Burkina Faso, è una manifestazione di grande importanza per le eccellenze della cinematografia africana, e si svolge ogni due anni fin dal 1969: oltre a rappresentare un’occasione di lancio per tanti giovani cineasti, il Festival - che ha festeggiato quest’anno i suoi 50 anni - prevede spazi per incontri e dibattiti legati all’attualità africana, anche al fine di promuovere e risvegliare le coscienze dei popoli africani attraverso l’utilizzo del cinema.

Fra le 165 pellicole selezionate nella 50esima edizione, un primo premio molto ambito del FESPACO, quello della sezione dedicata ai cortometraggi e documentari è stato assegnato al documentario “Against All Odds” (che significa ‘contro ogni previsione’ e riprende il titolo di una canzone di Phil Collins), promosso da AIDOS, Associazione Italiana Donne per lo Sviluppo, sul tema tristemente noto delle mutilazioni genitali femminili.

Nel film si racconta la vera storia di Charity Reasian Nampaso, regista dell’opera insieme ad Andrea Iannetta, e prima ragazza del suo villaggio a dire no alle mutilazioni genitali femminili quando aveva solo 12 anni. Il film mostra il complicato percorso di Charity, dal rifiuto da parte della famiglia e della comunità, alla fuga dal suo villaggio nel Masai Mara, in Kenya, fino ad arrivare al suo impegno in favore dei diritti delle ragazze in Africa e in Europa ed al lungo e difficile riavvicinamento con il padre.

La ribellione di Charity e la sua consapevolezza iniziano un giorno, poco prima dell’evento dell’escissione da lei atteso con impazienza per diventare come le ragazze più grandi, quando a scuola vede un video che mostra i rischi e le conseguenze legate alle mutilazioni genitali femminili. Improvvisamente cambia idea sulla pratica e ne parla con i genitori. La madre la ascolta e la sostiene nella sua scelta, mentre il padre teme la reazione del villaggio: Charity è dunque costretta a fuggire all’età di 12 anni.

“Questa è la mia storia – ha raccontato Charity, ringraziando durante la premiazione - e quella silenziata di milioni di donne che convivono con le MGF: io sono l’esempio del coraggio e della forza che hanno molte di queste donne e ragazze. Noi combattiamo per i nostri diritti e per quelli di tutte le donne, io sono una voce, tu puoi essere una voce, insieme possiamo porre fine alle MGF e alla violenza di genere”.

Il film è stato realizzato nell’ambito del progetto “Costruire ponti tra Africa ed Europa per fermare le mutilazioni genitali femminili (MGF)”, coordinato da AIDOS e sostenuto dal Programma congiunto UNFPA/UNICEF sulle MGF. Il progetto mette in campo l’approccio di “costruzione di ponti” (Building Bridges) che prevede lo scambio e il confronto, nonché lo svolgimento di attività sia nei Paesi di origine delle persone migranti sia in quelli di arrivo. Fra gli obiettivi del progetto: migliorare la qualità dell’assistenza psicosessuale per donne e ragazze che hanno subito MGF in Africa e in Europa; contribuire all’abbandono a livello globale delle MGF; aumentare la partecipazione delle/dei giovani in Europa e delle comunità nei Paesi di origine, affinché si impegnino insieme per fermare le MGF.

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