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Al 72esimo Festival di Locarno 4 premi per “Maternal”

Al 72esimo Festival di Locarno 4 premi per “Maternal”

Successo di pubblico e critica per il film di Maura Delpero, ambientato in una casa famiglia per ragazze madri a Buenos Aires

Martedi, 03/09/2019 - Adolescenti-bambine con passati difficili, neonati spesso indesiderati, suore più o meno materne: questa la realtà raccontata nel film ‘Maternal’, presentato al Festival di Locarno e diretto dalla regista, sceneggiatrice ed insegnante Maura Delpero, unica italiana in concorso per il Pardo d’Oro, opera che si è aggiudicata ben quattro premi: la Menzione speciale della giuria del Concorso internazionale, il premio Europa Cinemas Label, il premio della Giuria Ecumenica e il secondo premio della Giuria dei Giovani.
Il film racconta l’esperienza personale della regista, Maura Delpero, che per molti anni ha lavorato a Buenos Aires, insegnando cinema in una casa d’accoglienza italo-argentina per madri adolescenti, l’Hogar, gestita da suore, un luogo in cui la maternità precoce di ragazze madri convive con il voto di castità delle suore che le hanno accolte, tra regole rigide e amore cristiano. Bambini nati ‘quasi per caso’, talvolta respinti dalle giovanissime madri - segnate da storie difficili o da inesperienza della vita - vengono cresciuti dall’amore delle suore (di alcune in particolare), donne cui la maternità (quella fisica almeno) rimasta inespressa può trovare compimento nella missione di amare bimbi non propri, come nel caso di Suor Paola una giovane suora appena arrivata a Buenos Aires dall’Italia per finire il noviziato e prendere i voti perpetui, che diventa una seconda mamma per la dolce bambina di Luciana, detta Lu, giovanissima poco incline alla maternità.
“Per tanto tempo ho lavorato a Buenos Aires in un istituto religioso italiano per madri adolescenti - racconta Maura Delpero - non mi sono fermata sulla soglia a spiare dai corridoi ma sono entrata nelle loro stanze, le ho ascoltate e osservate, condividendo le loro inquietudini. Mi è piaciuto raccontare questa esperienza, come anche la realtà delle suore migranti, dato che anche io faccio su e giù tra l’Italia e l’Argentina. Forse mi era necessario raccontare questa storia, perché in ‘Maternal’ c’è tanto di me, del mio presente e del mio passato: l’odore d’incenso della bambina cattolica, le amicizie e gli amori di adolescente assetata di passioni, il senso di maternità della donna. Da questa posizione interna, personale ed emotiva ho iniziato a scrivere un film sulla loro singolare storia di giovani donne: ne deriva un cinema di realtà, volevo raccontare ciò che conoscevo profondamente. Il cast è da film neorealista: Lu non aveva mai recitato, mentre Fa aveva un po' di esperienza di teatro”.
Lu(ciana) e Fa(tima), due diciassettenni bruscamente trasformate in madri, insieme a Suor Paola, la giovane novizia che scopre in questo luogo l’amore materno, sono le tre protagoniste del film, tre donne molto diverse che influenzeranno reciprocamente le loro vite e il proprio rapporto con la maternità, poiché, sembra voler dire la regista, ci sono molte forme di maternità, molte chiavi interpretative dell’essere madre, per descrivere ciascuna delle quali l’opera sceglie un approccio non-giudicante.
La regista segnala infatti, come chiave interpretativa del film, la scena in cui Lu, dopo una fuga, fa ritorno nella casa famiglia: nell’ufficio della madre superiora chiede di essere accettata nuovamente, ma le suore non sono d’accordo, si pongono molto duramente nei suoi confronti, spiegandole che è venuta meno ai suoi doveri di madre, alle regole dell’Hogar e che esistono delle leggi anche riguardo l’abbandono di minori. Senza risultato Lu si ribella, rimproverando alle suore di non avere cuore. La regista definisce questa scena “prismatica” perché desiderava mostrare i tanti punti di vista e le tante verità dei suoi personaggi ‘che tutti, ognuno a modo proprio, hanno ragione’.
“Una sedicenne incinta impressiona lo sguardo - continua la regista - un viso di bambina che allatta porta con sé una contraddizione commovente. Ciò nonostante, è stata l’immagine epifanica di una giovane suora che cullava uno dei loro figli che ha messo in moto il film: in quel momento ho realizzato tutta la potenza del cortocircuito emotivo di un mondo femminile chiuso, paradossale e affascinante in cui la maternità precoce delle ragazze convive con quella assente delle religiose. La scrittura ha seguito il desiderio di evocare la complessità e le contraddizioni di questo universo singolare”.
Per la scelta delle attrici sono stati realizzati diversi tipi di casting: uno in Italia, con attrici professioniste, per trovare l’interprete di suor Paola, due in Argentina con giovani ragazze non professioniste, ma vicine alle questioni della maternità in adolescenza o ragazze madri. “Il personaggio più difficile da trovare è stato quello di Luciana, Agustina Malale, che poi ho scoperto per caso proprio in un ‘hogar’. È stata dura anche convincerla ma appena l’ho vista ho pensato che solo lei potesse interpretare Luciana”. I ruoli di Suor Paola e Fatima sono interpretati da Lidiya Liberman e Denise Carrizo.
Accolto con grande calore dalla critica italiana e internazionale e salutato da un successo di pubblico cresciuto ad ogni proiezione (fino a quella aggiuntiva resa necessaria dal sold out delle repliche), “Maternal” è stato prodotto dalla ‘Vivo Film’ di Marta Donzelli e Gregorio Paonessa, in coproduzione con Campo Cine, con il sostegno di Rai Cinema, del Fondo Regionale per il cinema e l’audiovisivo e di Roma Lazio Film Commission.

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