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Concorso Lingua Madre 2018: per le donne, sulle donne

Concorso Lingua Madre 2018: per le donne, sulle donne

Si è svolta ieri al Salone del libro di Torino la premiazione del Concorso nazionale Lingua Madre 2018.

Martedi, 15/05/2018 - Il concorso si rivolge alle donne straniere o di origine straniera desiderose di esprimersi attraverso la scrittura in lingua italiana.

L’iniziativa, ideata e diretta da Daniela Finocchi, è alla tredicesima edizione e nel tempo ha raccolto testimonianze di centinaia di donne, tra cui anche alcune scrittrici oggi parte integrante del panorama letterario italiano, come Ubah Cristina Ali Farah, Laila Wadia e Gabirella Kuruvilla.

I racconti selezionati sono pubblicati ogni anno in un’antologia edita da Seb27. Il concorso accetta anche sodalizi letterari tra donne straniere ed italiane, prevede altresi' una sezione dedicata alla fotografia sempre rivolta allo sguardo di donne di origine non italiana, mentre un’altra sezione è riservata alle donne italiane che narrino quelle straniere.

Un'idea tutta al femminile con l’intento, sinora ben riuscito, di dar voce a quella parte di umanità che, nell'affrontare un’esperienza migratoria, risulta essere la più vulnerabile ed esposta a maggiori sofferenze.

Quest'anno il primo premio incarna perfettamente lo spirito del concorso, in quanto Aicha Fuamba, giovanissima congolese, si è guadagnata le preferenze della giuria narrando la propria storia grazie all'aiuto della professoressa di italiano, Sofia Teresa Bisi di Rovigo.

"Solo quando le ho chiesto «Qual è la lingua che parlavi da bambina?» e lei non ha saputo cosa rispondere, ho avuto il desiderio di avvicinarmi a lei, di conoscere il suo passato."
Dichiara la docente nell'introduzione al racconto scritto a quattro mani con la sua allieva.

Un sodalizio dunque alla base di questo primo premio ricco di umanità. Una storia dura, tristemente vera, un dramma che emerge dalle fratture di un’incomprensione linguistica all'interno della stessa famiglia:

"Io mi rendo conto di non capire la lingua di mia madre, ma quando mi chiama le basta sentire la mia voce, nel dialetto Jarma che uso con la nonna."
[…]
"A un controllo perdiamo le speranze. Le guardie non credono alla nostra parentela, perché mamma parla in francese e noi in dialetto e temono che ci abbia rapite."

Un conflitto religioso all'origine del dramma familiare narrato nel racconto.

"Mia mamma Leonnie è nata e cresciuta in Congo, cattolica; papà è del Niger, musulmano. Si sono conosciuti e innamorati in Congo; nel 1992 sono nati due gemelli: i miei fratelli hanno nomi islamici, Hassan e Housseini, e altri con cui li chiamava mamma: Rolly e Roland. Nel 1994 sono nata io e nel 1996 mia sorella Kerene."

Daniela Finocchi, responsabile del CLM, si sta adoprando per intitolare una strada di Pantelleria alla mamma di Aicha, deceduta in un naufragio avvenuto alle coste dell’isola.

Provengono rispettivamente dalla Polonia e dall'Argentina la seconda classificata (Premio Consulta Femminile Regionale del Piemonte) e la terza: Dorota Czalbowska e Marcela Luque.

Poiché il premio prevede anche alcune sezioni speciali, anche Colombia, Croazia e Serbia hanno avuto una loro rappresentanza alla cerimonia. Per la fotografia il Premio Speciale Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha selezionato un'immagine di incontro interculturale scattata da Madeleyn Eugenia Mendoza Márquez (Colombia); per il Premio Speciale Slow Food-Terra Madre è stata premiata Melita Ferkovic (Croazia), mentre per il Premio Speciale Torino Film Festival Dunja Badnjević (Serbia).

Per la Sezione Speciale Donne Italiane si è classificata Valeria Rubino.

Sul sito del CLM è possibile leggere gli incipit dei racconti vincitori.

Giovanna Pandolfelli

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