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Rappresentanza e rappresentazioni di genere: il progetto, lo studio e il sito

Rappresentanza e rappresentazioni di genere: il progetto, lo studio e il sito

Elette ed eletti è il progetto che con uno studio, una mostra e un sito analizza e racconta le disparità e le discriminazioni delle donne in politica

Mercoledi, 13/03/2019 - Disparità e discriminazioni nei confronti delle donne sono ancora molto presenti, determinati da radicati pregiudizi che non è facile estirpare nonostante anni di lotte e numerose conquiste. Un vasto e articolato progetto ha studiato il tema nell’ambito specifico della rappresentanza di genere nelle istituzioni, partendo dall’esame di 35 testate giornalistiche dal 1945 al 1970 (quotidiani, periodici delle associazioni di donne, giornali satira politica ecc) e corroborando l’analisi attraverso i diari, fonti inedite che raccontano in che modo la narrazione pubblica è stata interiorizzata dalle singole persone.
Il progetto “Elette ed eletti. Rappresentanza e rappresentazioni di genere nell’Italia Repubblicana” dell’Archivio diaristico nazionale di Pieve Santo Stefano, coordinato dalla professoressa Patrizia Gabrielli, (videointervistaha promosso un ampio e approfondito lavoro di ricerca allo scopo di studiare “le pratiche discorsive sulla ‘donna politica’ e sull’’uomo politico’”. Si è avvalso del cofinanziamento della Struttura di Missione per gli Anniversari di interesse nazionale presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, prevedendo “la produzione di strumenti utili alla comprensione del presente attraverso la valorizzazione e la divulgazione della storia anche al fine di favorire il superamento delle discriminazioni di genere”.
Una mostra, un convegno internazionale (Roma, 21 e 22 febbraio) presso l’Archivio Storico della Presidenza della Repubblica e un sito internet sono il risultato di un lavoro unico nel suo genere perché teso ad aprire nuove prospettive di studio. Il sito www.eletteedeletti.it, che è parte integrante della ricerca, intende “ disseminare e divulgare” i suoi contenuti offrendo alla consultazione una notevole mole di dati e materiali originali, organizzati in una struttura ampia e al tempo stesso chiara attraverso macroaree: Rappresentazioni, Eventi, Voci dall’Italia Repubblicana. Nelle otto Categorie interpretative (maternità e paternità, sessualizzazione, privato, oratrici e oratori, coppie, inversione di genere, virtù fisiche, abiti lusso e acconciature) sono ordinati articoli, vignette, appunti che testimoniano in modo eloquente umori e sguardi sulle donne in politica. Di particolare interesse, inoltre, le biografie delle prime 70 elette nell’Assemblea Costituente e delle donne entrate in Parlamento nelle successive tornate elettorali fino al 1968.
“Questo progetto nasce dalle domande che abbiamo posto al presente e al passato - spiega Patrizia Gabrielli -, quindi si è sviluppato con un approccio storico ma tenendo ferma l’attenzione alla situazione odierna rispetto alle discriminazioni e alla rappresentazione della donna. Per questa ragione è stato importante raccogliere le testimonianze di esperte ed esperti di altri contesti nazionali e di altri percorsi storici dell’Occidente. Ne è scaturito un confronto utile e il convegno è stata una tappa importante che ha aperto nuove prospettive. Sappiamo bene che in Italia le cose sono cambiate con gli interventi legislativi via via approvati, ma non possiamo non osservare che continuiamo ad avere una rappresentazione non autorevole delle donne in politica. Ecco perché è importante e utile, attraverso questo percorso, studiare le differenze della rappresentazione dell’Uomo e della Donna in politica. Abbiamo fatto un lavoro di spoglio assai accurato e alcuni materiali preziosi come i diari ci hanno permesso di valutare come è avvenuta l’interiorizzazione di grandi figure, maschili e femminili, dell’Italia repubblicana. Questi diari, inoltre, raccontano le grandi tornate elettorali e i messaggi che si sono depositati nella cultura popolare. È un grande affresco autentico della storia del nostro Paese”.

Con il coordinamento scientifico dalla Prof.a Patrizia Gabrielli, un folto gruppo di esperti ha lavorato per un lungo periodo. Come responsabili del progetto di ricerca si sono impegnati: Camillo Brezzi (Direttore scientifico Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano) Natalia Cangi (Direttrice organizzativa Archivio Diaristico Nazionale Pieve Santo Stefano). Del gruppo di ricerca hanno fatto parte: Daniela Bartolini, Caterina Breda, Giulia Cioci, Laura Ferro, Maria Antonietta Serci, Antonella Torre, Alessandro Zanelli. Massimiliano Bruni, Luigi Burroni, Filippo Massi hanno contribuito come gruppo tecnico.

A completamento del percorso progettuale sarà stampato un volume con la raccolta dei materiali, ma quello che è già disponibile è una restituzione più che sufficiente a dare la misura del peso che hanno avuto stereotipi e resistenze culturali nel faticoso processo di emancipazione delle donne. Resistenze che ancora oggi condizionano e limitano una più equa organizzazione della nostra società.

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Interventi e relatrici al convegno del 21 e 22 febbraio 2019
Palazzo Sant’Andrea (Roma)
Barbara Poggio (Prorettrice alle Politiche di Equità e Presidente del Comitato Unico di Garanzia dell’Università di Trento) ha parlato di “Squilibri di rappresentanza. Asimmetrie di genere nei luoghi della politica”.
Maria Antonietta Serci (Archivista e studiosa di Storia del movimento politico delle donne e del sindacalismo femminile del Novecento) è intervenuta sul tema “Tra privato e politica. Coppie in Parlamento”.
“Il guardaroba politico: la rappresentazione del ‘corpo politico’ attraverso l’abito” è stato il contributo di Giulia Cioci (dottoranda in Studi storico-letterari di genere presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza).
Barbara Montesi (docente di Storia contemporanea e Storia dei processi economico-sociali per l’Università Carlo Bo di Urbino) ha trattato “Una monarchica fiera e straccione: Maria Rygier”.
Elvira Valleri (docente si Storia e Filosofia presso il Liceo Niccolò Rodolico di Firenze e consulente della Fondazione Museo Salvatore Ferragamo per le mostre) ha relazionato sul tema “Un’associazione per le elettrici tra New York e Roma”.
Caterina Liotti (storica e archivista, Centro Documentazione donna di Modena) ha tenuto un discorso su “Un paltò per l’onorevole. Gina Borellini tra ricerca storica e rappresentazione filmica”.
Maria Emanuela Piemontese (già docente Dipartimento Scienze documentarie Università La Sapienza) è intervenuta su “Le donne nella storia linguistica dell’Italia repubblicana”.
Stephen Gundle (docente storia del Cinema presso l’Università di Warwick) ha parlato di “La mascolinità del leader politico: problemi, contesti e confronti difficili”.
Anna Villari ( professoressa di Museologia e Storia della critica artistica e del restauro persso Uninettuno, Roma) è intervenuta su “Iconografia e propaganda”.
Laura Branciforte (insegna Storia contemporanea presso l’Universidad Carlos III de Madrid) si è pronunciata su “Immagini dal passato: ‘las constituyentes’, pioniere della Transiszione”.
“Fra realtà e propaganda: la donna politica nella stampa femminile della DDR” è stato il campo affrontato da Monica Fioravanzo (professoressa di Storia contemporanea presso Università di Padova).
Raffaella Baritono (insegna Storia e Politica degli Stati Uniti d’America presso la Scuola di Scienze Politiche dell’Università di Bologna) si è impegnata sul tema “Un pase latecomer? Donne e rappresentanza politica negli Stati Uniti contemporanei”.



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