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Francesco e il povero

Francesco e il povero

In occasione del suo onomastico S. Giorgio celebrato il 23 aprile Papa Francesco ha ricordato con sentimento, pensiero e azione, come “una carezza a chi è nel bisogno”distribuendo gelati ai tanti poveri e bisognosi

Martedi, 01/05/2018 - Il 23 aprile si è celebrato S. Giorgio martire di Lydda e, in occasione dell’Onomastico di Papa Francesco; ricordato dalla tradizione popolare come il cavaliere romano cristiano martire a Lydda, vissuto sotto Diocleziano e, vessillo della fede intrepida, esempio di carità, fratellanza e misericordia incondizionata (che trionfa sulla forza del male) a cui si deve l’uccisione del drago. In questa occasione Papa Francesco ha voluto così ricordare e, festeggiare il suo onomastico con un gesto definito dall’Elemosineria Apostolica come “una carezza di Papa Francesco a chi è nel bisogno”; distribuendo dai 3mila fino ai 5mila gelati consegnati durante la giornata: nelle mense, nei dormitori e, nei centri gestiti partendo dalla “Caritas” dalla “Comunità di S.Egidio” dal “Centro Astalli” e, dal centro di accoglienza per richiedenti asilo di Castelnuovo di Porto che, accoglie circa 900 profughi, doni distribuiti anche presso le docce sotto il Colonnato di S. Pietro nella mattinata. Questi “piccoli gesti”di cui parla l’Elemosineria “vengono accolti con grande gioia perché vengono dal cuore” e, sono pensieri e gesti amorevoli che, Papa Francesco rivolge a queste persone con sentimento e, dal canto loro ricambiano questi doni ricevuti con, un ringraziamento, un sorriso, una preghiera. Nelle parole di Papa Francesco anche, in occasione della “giornata mondiale dei poveri” che si è commemorata il 19 novembre 2017, Papa Francesco durante la Santa Messa aveva ricordato la parabola del Vangelo che, parlava di doni e, dice “noi siamo destinatari dei talenti di Dio secondo le capacità di ciascuno” (Mt. 25, 15) e ancora aveva ricordato “L’omissione a carico dei poveri assume un nome preciso: indifferenza” annoverando la frase del Vangelo di Gesù riportata dall’apostolo Matteo “tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt. 25, 40). “Questi fratelli più piccoli da lui prediletti” che aveva ricordato nell’omelia “sono l’affamato, l’ammalato, il forestiero e, il carcerato, il povero e, l’abbandonato, il sofferente senza aiuto e, il bisognoso scartato” e, ancora Papa Francesco aveva rimarcato “sui loro volti possiamo immaginare impresso il suo volto; sulle loro labbra, anche se chiuse dal dolore le sue parole, questo è il mio corpo” (Mt.26 v.26) e, a conclusione dell’omelia Papa Francesco aveva esortato “non cerchiamo il superfluo per noi, ma il bene per gli altri” e ancora “Il Signore, ci doni la sapienza di cercare ciò che conta e, il coraggio di amare, non a parole ma coi fatti”; e anche in occasione del 40mo Convegno Nazionale delle Caritas diocesane che si è aperto il 17 aprile ad Abano Terme e si è concluso il 19 aprile 2018 in un messaggio inviato alle Caritas diocesane, Papa Francesco ha ricordato l’importanza nel promuovere “una dedizione sempre più piena alla causa degli ultimi e, dei poveri giungendo fino alle periferie umane ed esistenziali, dell’odierna società per essere autentici apostoli della carità”. I siti di interesse da consultare sono: www.vaticannews.va, m.vatican.va, www.santodelgiorno.it e www.santiebeati.it

Nel tweet di ieri @Pontifex_it Papa Francesco ci invita “siate sempre di Cristo nella preghiera, nella cura dei fratelli più piccoli, nella ricerca della pace”

Domenica Ricci

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