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Germania, ReteDonne e. V. di nuovo protagonista

Germania, ReteDonne e. V. di nuovo protagonista

Identità femminili nell’era della mobilità: incontro annuale della rete italiane all’estero. La sintesi e la testimonianza della Presidente Lisa Mazzi

Mercoledi, 27/12/2017 - “Interrogarsi su identità e appartenenza è un passaggio inevitabile per chi lascia il paese di origine per scelta, curiosità, necessità, amore, con un sogno, una speranza o un progetto: l’incontro di Braunschweig è stata l’occasione per rifletterne insieme intorno a questo tema”.
Così le organizzatrici dell’incontro di ReteDonne e. V. - l’associazione di donne italiane residenti all'estero nata nel 2009 e che si propone quale piattaforma europea di discussione - a conclusione dell’incontro svoltosi il 18 novembre a Braunschweig, in Bassa Sassonia, presso l’Hausder Kulturen ospiti di Maria Cristina Antonelli.
Il tema di questo appuntamento era, infatti, “Identità femminili nell’era della mobilità”, argomento “che più rappresenta ed esprime la nostra esperienza di vita”.
Molto sentiti i saluti istituzionali di Barbara Tarulli, agente consolare d’Italia a Wolfsburg, Nicoletta de Blasi, direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di Amburgo, e Laura Garavini, parlamentare italiana, rivolti a donne di varia provenienza e storia, di età differenti, immigrate di prima seconda o terza generazione, da sempre o da poco residenti in Germania, con diversi ruoli, conoscenze e aspettative.
Tra le relatrici invitate, Vjoela Alkanjiari, giurista albanese, cresciuta in Italia e da tempo residente in Germania, racconta del suo impegno nel direttivo di Damigra, coordinamento tra varie associazioni di donne migranti in Germania, sovvenzionato in parte dallo stato tedesco e istituito a favore di iniziative che promuovano la partecipazione alla vita civile di donne migranti.
Dora Balistreri, di Wolfsburg, legge alcuni passi dal suo libro “Italiane a Wolfsburg: tre generazioni alla ricerca di identità”, storie che vogliono essere esemplari, ma colmano il salto tra destini e scelte individuali e storia collettiva e racchiudono due mondi e un terzo che sono loro, le donne protagoniste: storie di mille passi per costruire una nuova identità, di legami da sciogliere e altri da stringere.
Un focus è stato dedicato all’espressione artistica grazie al contributo di Valentina Sartori, artista di Berlino, che ha organizzato un laboratorio parallelo sull’identità invitando le presenti a completare un proprio ritratto con colori e pennelli a partire da un disegno a da lei abbozzato. La tecnica è stata messa a punto dall’artista ed è stata sperimentata in numerose occasioni a Berlino dove ha coinvolto famiglie di rifugiati e bambini nel rappresentare sé stessi in grande formato, modificando e completando uno schizzo precedentemente da lei tracciato con pochi tratti. Questo suo sommario ritratto iniziale è come quell’approssimativa impressione, quel primo sguardo e giudizio dell’altro che a volte è invece così difficile correggere e integrare.
Sempre nel campo artistico, l’incontro ha lasciato uno spazio a Barbara Bernardi, video artista di Berlino che ha presentato il suo ultimo video “Me, the foreigner”, in cui rielabora le testimonianze di alcune donne che vivono tra Germania e Italia e che si interrogano sulla propria identità in un mondo nuovo. “Mi devo tradurre, mi devo giustificare” dice una delle voci fuori campo del video: un concetto più volte citato e ripreso nella partecipata discussione a fine giornata.
Abbiamo raccolto la testimonianza di Lisa Mazzi, presidente di ReteDonne e. V, che vive a Berlino, che è intervenuta delineando un quadro del flusso migratorio italiano verso la Germania.
“Negli ultimi cinque anni si è assistito ad un vero e proprio picco dell’emigrazione italiana in Germania con una notevole presenza femminile che, per quel che riguarda Berlino, ha superato due anni fa anche quella maschile. Abbiamo un’emigrazione variegata, quindi non solo di accademiche/ci, ma anche di persone che, dopo la maturità, approfittano qui in Germania della possibilità di una formazione professionale e scolastica triennale per poter accedere -parificate ai tedeschi- al mondo del lavoro. I settori sono vari, sicuramente interessanti quelle in ambito sanitario e paramedico e quelle nel settore turistico-alberghiero. È chiaro che la conoscenza della lingua è importantissima, ma non dimentichiamo che i corsi di lingua e di integrazione per chi vuole seriamente intraprendere qui una professione sono gratuiti. Berlino comunque non è più l’isola felice di alcuni anni fa, vale a dire il costo della vita, soprattutto gli affitti, sono sempre più elevati e comunque vivere in Germania è una sfida quotidiana e anche se il governo federale ha fatto davvero passi da gigante per favorire l’inserimento e l’integrazione dei nuovi arrivati, è necessario avere pazienza, spirito d’adattamento e serietà d’intenti. L’identitá delle singole persone alla fine però si arricchisce di esperienze nuove e importanti, cosi si rinsalda anche il sentimento di essere in primo luogo cittadine/i d’Europa”
Eleonora Cucina, residente da anni ad Amburgo ma con solide radici familiari in Italia, con occhio preciso e affettuoso ha raccontato le attività dell’associazione attraverso una carrellata di foto, confermando che l’incontro annuale di Rete Donne, momento di scambio tra nuove idee e generazioni, “è sempre qualcosa di più di un convegno: è occasione per le donne che vi prendono parte di ritrovarsi o conoscersi, gettare uno sguardo su temi comuni da prospettive diverse, di interrogarsi e confrontare esperienze. Si tocca ogni anno una città diversa e si affronta un argomento nuovo, la rete si estende e è ogni volta è una premiante sorpresa.“

Si ringrazia Veronica Scortecci per il contributo alla sintesi e per le foto © Eleonora Cucina

Note
ReteDonne e. V. è nata ad Amburgo come organismo sovrapartitico, indipendente e non confessionale è un’associazione di donne italiane residenti all'estero che si propone quale piattaforma europea di discussione, iniziativa e scambio di informazioni. Aderiscono a Rete Donne singole persone e associazioni già radicate nel territorio come ReteDonne Berlino, il Coordinamento Donne Italiane di Francoforte e.V., il DICA (Donne Italiane Coordinamento Amburgo). L’evento del 18 novembre 2017 è stato organizzato con il sostegno di Damigra nell’ambito del progetto Mut. Dalla fondazione nel 2010 sono ormai dodici gli incontri organizzati a livello federale in sei diverse città.

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