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GIU' LE MANI DALLA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

GIU' LE MANI DALLA CASA INTERNAZIONALE DELLE DONNE

Ma allora il Movimento 5Stelle vuole proprio togliere il Buon Pastore alla Casa Internazionale delle Donne? E le dichiarazioni, gli impegni a rispondere alle proposte della Casa erano soltanto pretesti per prendere tempo?

Lunedi, 14/05/2018 - GEMMA GUERRINI GIU' LE MANI DALLA CASA DELLE DONNE
Ma allora il Movimento 5Stelle vuole proprio togliere il Buon Pastore alla Casa Internazionale delle Donne? E le dichiarazioni, gli impegni a rispondere alle proposte della Casa erano soltanto pretesti per prendere tempo?
La Presidente 5Stelle della Commissione delle Elette ha presentato insieme ad altre colleghe del suo gruppo una mozione, già all’ordine del giorno del consiglio comunale di martedì 15 maggio. La mozione chiede “impegno per la Sindaca e la Giunta a riallineare e a promuovere il progetto Casa Internazionale della Donna alle moderne esigenze dell'Amministrazione e della cittadinanza, attraverso la creazione di un centro di coordinamento gestito da Roma Capitale e prevedendo con appositi bandi il coinvolgimento delle associazioni”
Non sappiamo che fine abbia fatto il tavolo di confronto con le assessore al Patrimonio, alle Pari opportunità e alle Politiche sociali, che loro stesse avevano convocato.
La Casa, in risposta alle richieste del Comune, ha da mesi presentato una proposta documentata in cui si descrivono i crediti che la Casa ha accumulato in anni di manutenzione di un edificio del '600, in anni di prestazione di servizi sociali e culturali , e un piano di rientro ragionevole e sostenibile. Non c’è stata nessuna risposta e il tavolo è sparito. Noi restiamo in attesa di essere convocate.
La Casa non costa un euro al Comune, a parte una mancata entrata parziale per un affitto che da anni abbiamo denunciato come irragionevolmente oneroso e insostenibile. La Casa è aperta, agibile e ben mantenuta da oltre trenta anni, è frequentata da 30000 donne l’anno, senza nessun finanziamento pubblico alla gestione.
Con questi atti, il Comune si pone contro i movimenti e le associazioni delle donne e continua a negare il valore politico, sociale e culturale di centinaia di realtà che, come la Casa delle Donne, sono impegnate volontariamente a sostegno dei diritti e del benessere della cittadinanza.
La Casa Internazionale delle Donne non si può chiudere.
Noi non ce ne andiamo.


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