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Metti una scrittrice e un'artista, e nasce il progetto Decostruire contro gli stereotipi

Metti una scrittrice e un'artista, e nasce il progetto Decostruire contro gli stereotipi

Un libro bilingue e illustrato per raccontare l'altro volto delle storie per l'infanzia. E' l'iniziativa di Silvia Favaretto e

Martedi, 14/05/2019 - Il Progetto “Decostruire” unisce gli sforzi di una scrittrice e di una artista.
Il libro bilingue “E vissero infelici e contente” (Este cuento no se ha acabado) è un volumetto scritto in entrambe le lingue da Silvia Favaretto che ne ha curato anche le illustrazioni. Pubblicato lo scorso febbraio in Messico dalla Casa Editrice Morgana, diretta dalla poeta Marisol Vera Guerra, il libro si propone di raccontare, tra i versi, una storia differente, che prende vita proprio dalle parole di Biancaneve, Cenerentola, la Bella Addormentata, Cappuccetto Rosso, La Bella e la Bestia, Ariel, Wendy e Campanellino.
Esiste un sottile filo, impercettibile che scorre tra le parole, i versi della scrittrice Silvia Favaretto e le tele ispirate a “E vissero infelici e contente” della pittrice Irene Manente.
Amiche e collaboratrici nella diffusione della cultura ispano-americana, attraverso le iniziative dell’Associazione culturale Progetto 7LUNE della provincia di Venezia Silvia Favaretto e Irene Manente sono attive nella sensibilizzazione intorno alle questioni e problematiche di genere; mediante questa contaminazione artistica hanno cercato di mettere in discussione stereotipi radicati nella coscienza collettiva.
Il potere delle fiabe viene piegato da uno sguardo legato ad un diverso punto di vista.
Le protagoniste secolari, le quali nel corso degli anni hanno affollato i disegni di molte bambine, prendono coscienza del loro lato “oscuro”, la loro consapevolezza si esprime attraverso i versi ironici, poeticamente “irriverenti” della poeta e la tavolozza vibrante e sensuale della pittrice. Il lirico risveglio percorre le tele, si insinua tra le vesti, sovverte i paesaggi e viene messo in risalto dal simbolismo sprigionato dalle protagoniste raffigurate.

Irene Manente vive e lavora in provincia di Venezia. Si forma all’Università Ca’ Foscari, nella sua città natale, e si laurea in Storia dell’arte contemporanea, con una tesi sul ruolo della Donna nell’arte durante il ventennio fascista ed i suoi rapporti con il potere. Impegnata dal 2000 nella sua appassionata ricerca storica di genere, in ambito artistico, segue le iniziative della Società delle Storiche Italiane di cui è socia ed inizia a collaborare, in qualità di autrice al progetto Enciclopedia delle donne. Inizia a frequentare corsi di disegno di nudo presso gli studi di alcuni pittori locali. Si avvicina all’arteterapia e frequenta corsi propedeutici nel bolognese. Sviluppa una pittura legata ai moti interiori, inizia ad approfondire la sua conoscenza in merito alle teorie della psicoanalisi, al surrealismo e alle sue principali tecniche espressive. L’interesse verso il disegno automatico ed in un secondo momento verso quello onirico la guiderà a spostare le sue ricerche e i suoi studi verso l’America Latina ed i suoi legami con gli artisti surrealisti esuli durante l’ascesa del nazismo, del fascismo e l’affermazione del franchismo in Europa.
Silvia Favaretto si laurea e porta a termine un dottorato di ricerca in letteratura Ispanoamericana presso l’Università Ca’ Foscari presso la quale esercita la docenza grazie ad un assegno di ricerca. Ha pubblicato una decina di libri tra prosa e poesia, il penultimo dei quali, pubblicato in Honduras, s’intitola MINOTAURA ed è una versione al femminile del mito greco. Come Presidente dell’associazione Culturale Progetto 7LUNE è attiva dal 2014 nella promozione di eventi contro la violenza di genere come il festival annuale Grito de Mujer. L’associazione ha inoltre proposto mostre sul tema delle Sirene, Santas, Matriarcas, Streghe ecc. per gettare nuova luce su archetipi antichi. Ha partecipato a molti eventi come “La violenza non è il mio genere” (Candiani, Mestre, 2015) e “Shamofficine eventi” (Museo E. Greco, Catania, 2017, con Amalia Zampaglione e Graziella Priulla).

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