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Orange the World per combattere la violenza contro le donne. Luci accese sul tempio di Abu Simbel.

Orange the World per combattere la violenza contro le donne. Luci accese sul tempio di Abu Simbel.

Strade e monumenti illuminati con il colore arancione per dire NO alla violenza contro le donne.

Venerdi, 27/11/2015 -
Il Cairo. In occasione della giornata mondiale contro la violenza di genere anche l’Egitto si tinge di arancione, il colore scelto dalle Nazioni Unite per sensibilizzare, lottare e prevenire la violenza contro le donne e le ragazze di tutto il mondo, egiziane comprese.

La campagna Unite-Orange the World si pone l’obiettivo di sensibilizzare le società civili del mondo sul problema attraverso eventi che si terranno da nord a sud del mondo.

Per pubblicizzare e segnalare anche quest’anno la propria adesione alla campagna mondiale, l’Egitto ha scelto di illuminare per 16 giorni dal 25 novembre fino al 10 dicembre prossimo il tempio di Abu Simbel nel sud del Paese. Nel 2014 erano state le Piramidi e la Sfinge a risplendere di color arancione.

Secondo le recenti ricerche, ultima in ordine di tempo la pubblicazione di Amnesty International del 2015, il 99% dell' egiziane ha subito una qualche forma di violenza, fisica o verbale. Con “Circles of Hell” la Ong che da anni lavora attivamente nel Paese per i diritti umani negati, propone in modo approfondito i dati elaborati dall’Onu nel 2013.



Il 17% delle donne ha sperimentato molestie sessuali da parte delle forze di sicurezza durante il periodo post rivoluzionario. A queste poi si aggiunge il 47% delle donne che ha subito violenze domestiche e quelle che hanno subito una mutilazione genitale femminile che secondo l’Indagine governativa sulla Demografia e la Salute del 2014 tocca il 91% delle donne con un’età compresa tra i 14 e i 49 anni.



Tuttavia a che punto è l’Egitto nel contrasto alla violenza, o meglio, alle violenze contro le donne? Per Amnesty International e le altre ong che si occupano di questioni femminili ancora molto deve essere fatto. Tutte sono unite nel chiedere al governo uno sforzo maggiore nello sradicare il problema della violenza contro le donne. Non basta emanare le leggi. Serve soprattutto che le leggi siano applicate e i colpevoli di queste violenze siano assicurati alla giustizia senza se e senza ma. E che soprattutto le vittime siano tutelate e seguite nel loro percorso di riabilitazione fisica e psicologica. L’attenzione accesa sul problema sta molto lentamente portando dei risultati.



Da un anno infatti il Ministero dell’Interno egiziano sta lavorando affinché in ogni stazione di polizia sia operativo un ufficio che si occupi della violenza di genere raggiungibile attraverso un numero telefonico dedicato. Ma non si deve dimenticare il lavoro che ogni giorno svolgono le associazioni femminili egiziane attraverso progetti di sensibilizzazione del problema e di sostegno alle vittime di violenza che a volte non vengono aiutate dalle famiglie di origine e lasciate affrontare da sole l’abuso subito. Tra queste ricordiamo la Società egiziana per la Salute delle Donne che non solo pone l’attenzione sull’importanza della salute femminile, ma è impegnata ad aiutare le ragazze che vivono per strada e che sono vittime di abusi e violenze.



C’è poi la ong Nadeem che lavora per la riabilitazione fisica e psicologica delle vittime di violenza fisica. La ong Plan che si batte per eliminare le violenze di genere di altro tipo come la pratica dei matrimoni precoci e delle mutilazioni genitali femminili.

Le ong I Saw Harassment e HarassMap entrambe in prima fila per sradicare la piaga delle molestie e degli abusi sessuali in Egitto, creando una rete di assistenza e prevenzione affinché la violenza di genere non sia più tollerata.



Foto: UN Women

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