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Perché sembravano sempre una bella coppia?

Perché sembravano sempre una bella coppia?

“Ti ho dedicato tutta la mia vita. Ti amo” ha scritto Simone Cosentino poco prima di uccidere Alice Bredice, sua moglie. Ma non si uccide per amore....

Martedi, 30/04/2019 - “Ti ho dedicato tutta la mia vita. Ti amo”.
Non si uccide per amore, ma l’amore c’entra, sostiene Lea Melandri, perché ad uccidere le donne sono quasi sempre mariti, compagni, fidanzati o ex. L’amore c’entra perché con la scusa dell’amore gli uomini riescono a convincere le donne a rimanere con loro. L’amore c’entra perché è per amore che le donne rimangono.
Ma è amore?
Amare, voler bene, vuol dire prima di ogni altra cosa volere appunto il bene dell’altra persona, volere la sua felicità. E come può questo intrinseco, evidente, significato dell’amore essere conciliato con l’uccisione?
“Ti ho dedicato tutta la mia vita. Ti amo”. L’ha scritto Simone Cosentino su Facebook poco tempo prima di uccidere Alice Bredice, sua moglie.
“Erano una bella coppia”, “Non avremmo mai pensato”, “Nessuno poteva aspettarselo”, “Era un uomo allegro e innamorato, senza problemi”. I commenti di parenti, amici, colleghi e vicini di casa sono monotoni in modo triste e perfino disturbante. Forse sarebbe meglio non commentare. Perché le possibilità sono due: o noi non siamo bravi a vedere, o loro sono molto bravi a dissimulare. O entrambe. Loro sì, sono molto bravi a non mostrare all’esterno la cruda realtà dei propri comportamenti patriarcali. E noi non guardiamo bene, ci accontentiamo dell’apparenza, non ci interroghiamo su cosa si cela dietro la porta di casa altrui.
E cosa rimane oggi dietro la porta di Simone e Alice? Rimangono due bambine, di soli 6 e 7 anni, che hanno subito l’ingiustizia di perdere per sempre l’affetto della propria mamma. Che hanno subito l’aberrante ingiustizia di trovare il corpo senza vita della propria mamma e del proprio papà. E chi ha voluto questo? Il loro papà. Simone sapeva che sarebbero state le bambine a trovare i loro corpi senza vita, e neppure questo l’ha fatto desistere dalla volontà di distruggere, di eliminare sua moglie, la donna che diceva di amare.
E questo sarebbe amore? Amore per le proprie figlie?
La compianta professoressa Anna Costanza Baldry ha dedicato uno dei suoi ultimi lavori proprio agli orfani di femminicidio, “orfani speciali” li ha chiamati. Su newsicilia.it leggo che le bambine sono “rimaste illese, sono state risparmiate dai colpi di pistola”. Ma sono davvero rimaste illese queste due bambine? È più corretto dire che sono state devastate, irrimediabilmente distrutte dalla criminosa azione del loro papà, che ha scelto volontariamente di eliminare Alice, e con lei anche l’infanzia e la serenità delle sue figlie.
Nel testo della professoressa Baldry si stima che in Italia tra il 2000 e il 2014 ci siano stati 1.600 nuovi orfani che hanno perso la madre perché uccisa dal padre, poi suicida o successivamente detenuto. Minori o già maggiorenni sono "orfani speciali" perché sono speciali i loro bisogni, i loro problemi, la condizione psicosociale in cui si trovano. In un attimo la loro vita è stata stravolta come in un terremoto. Non solo: come in una guerra, l'omicidio è stato spesso l'epilogo di una lunga serie di violenze domestiche.
Che non si parli di disperazione, di folle gesto, come spesso la stampa continua vergognosamente a fare. Qui di disperazione c’è solo quella delle bambine. Qui di follia c’è solo quella di uno Stato che continua a contare le donne uccise rinunciando a impegnarsi seriamente nel fare l’unica cosa che potrebbe davvero curare questo cancro patriarcale: insegnare agli uomini - e insegnare alle donne - che non è un diritto degli uomini decidere della vita altrui, neanche con la scusa dell’amore. La fine della violenza maschile verrà da un esercito di maestre elementari, non da una legge, non da prigioni più grandi. Verrà solo da quel profondo rinnovamento culturale che renderà tutte e tutti finalmente libere e liberi da ogni stereotipo, da ogni pregiudizio, e che consenta a tutte e tutti di fare della propria vita ciò che solo il proprio istinto e il proprio sogno desidera.


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