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Un passo in più verso le donne nell’esercito egiziano? Forse si o forse no

Un passo in più verso le donne nell’esercito egiziano? Forse si o forse no

Cresce il numero delle donne che chiedono di diventare militari. Che si tratti di amore o meno nei confronti della propria patria, se la legge verrà modificata si tratterà di un passo in avanti nella lotta contro la disuguaglianza di genere

Mercoledi, 28/10/2015 -
Il Cairo. Jihad El Komi è una ragazza di 20 anni che da due anni guida la campagna “La donna militare egiziana” (in arabo Moganada Masreya) con cui si chiede che anche le donne possano accedere alla carriera militare su base volontaria. “Le donne egiziane hanno prestato il loro servizio per decenni nell’esercito, ma i loro ruoli sono sempre stati limitati ad impieghi amministrativi e medici. Siamo qui per cambiare questa situazione”, dice Jihad.



In Egitto i giovani tra i 18 ed i 30 anni devono obbligatoriamente prestare servizio militare. Sono esonerati solo i ragazzi con disabilità o quelli che hanno un fratello che ha già assolto agli obblighi di leva. Se la presenza delle donne nell’esercito egiziano non è mai stata necessaria dal momento che non c’è mai stata una effettiva carenza di uomini che prestassero servizio, per Jihad il punto su cui riflettere è però un altro “anche noi vogliamo aiutare il nostro Paese. E lo vogliamo fare avendo la possibilità di arruolarci ed essere formate per combattere in stati di emergenza accanto agli uomini”.



Dall’inizio del suo lancio la campagna ha goduto dell’appoggio da parte del governo come afferma la giovane “ci sono stati molti incontri con il Capo delle Forze Armate Mohie El Din Abdel Alim sotto il beneplacito di Al Sisi, che già prima di diventare Presidente si era detto pronto all’arruolamento delle donne nell’esercito”. Secondo Jihad El Komy la strada da fare però è ancora molto lunga “in questi due anni abbiamo incontrato persone importanti che ci hanno rassicurato che la proposta di modifica della legge è già al vaglio del Presidente. Speriamo bene”.

Oltre all’appoggio della gente comune, di recente la campagna ha anche ricevuto l'approvazione da parte di Mervat Tallawi, la presidentessa del Consiglio Nazionale per le donne Egiziane (NCW) che il 15 maggio scorso ha detto pubblicamente di sostenere l’iniziativa.



In poco tempo la pagina Facebook del gruppo ha ottenuto oltre 20.000 firme per la petizione di modifica della legge al fine di consentire l’arruolamento delle donne, dare loro una formazione adeguata e istituire accademie militari destinate alle future militari ci dice Jihad, che però non nasconde anche alcune reazioni contrarie alla modifica della legge. Tra queste c’è quella di Dalia Abdel Hameed dell’organizzazione “Iniziativa Egiziana per i Diritti Personali” (EIPR), secondo la quale “il desiderio di arruolarsi è paradossale visto l'aumento della violenza di genere anche a causa di una forte militarizzazione del Paese. E’ spaventoso vedere come questo folto gruppo di donne invece di chiedere la fine del reclutamento forzato, si batte per entrare a farne parte. Per non parlare poi del fatto che la maggior parte delle organizzazioni militari sono maschiliste e patriarcali ed incoraggiano la violenza, cioè tutti valori anti-femministi.”



Ma Jihad non si abbatte e continua per la sua strada “alcune persone continuano a dirmi che è impossibile, ma tutte insieme siamo in grado di cambiare il nostro destino e rendere possibile l'impossibile”. Un cambiamento questo che ha già coinvolto ad esempio i Paesi del Golfo che nel 2014 hanno introdotto una legge che impone sia il servizio militare obbligatorio per i maschi adulti e sia il diritto del servizio militare volontario per le donne che vogliono arruolarsi. “E’ stata un’esperienza entusiasmante vedere Mariam Al Mansouri, la prima pilota emira, partecipare ai raid aerei contro i militanti dell’ISIS l’anno scorso. E non è detto che non ci sarà molto presto la prima pilota egiziana”.



Tra il coraggio e la determinazione, Jihad El Komy non si ferma e a chi scrive frasi sessiste sul profilo Facebook della campagna risponde: “Ho portato la Rivoluzione sulle mie spalle. Lasciate che anche le ragazze entrino a far parte dell’ esercito”.

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