Martedi, 07 Settembre 2010
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Mondo
Luglio 2010
Federica Rigliani
La mia Bolivia esiste
Il viaggio come metafora, esperienza, attraversamento di mondi noti e ignoti...
Il viaggio come metafora, esperienza, attraversamento di mondi noti e ignoti è un tema logoro e troppe volte reiterato in tanta, troppa narrativa contemporanea, ma Rigliani compie un’operazione intelligente e sensibile, nell’uso di un espediente narrativo post-postmoderno (internet e le e-mail), in cui raccoglie e racchiude, come in teche, racconti di una tradizione antica e ancestrale, giunti identici a se stessi fino a noi. Il viaggio di Fedequerida, la protagonista, è intro-esplorativo: vi si combinano, in un insieme armonico, staticità e dinamismo. È fisico attraversamento spaziale dei luoghi narrati, preciso resoconto etnografico di riti di passaggio, quello descritto nelle mail spedite dalla Bolivia all’amica Amalia! È spirituale immersione nei propri gorghi e meandri, in cui echeggiano stati d’animo paralleli, suoi e dell’amica. La narrazione è avvincente ed evocativa di emozioni, luoghi, odori, sapori vissuti dalla protagonista. E la lettura se ne giova, risultando godibile dall’inizio alla fine. Sotto l’ombrellone o in valigia, un compagno ideale per le prossime vacanze.
(26 luglio 2010)
(26 luglio 2010)
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“Questo lavoro è dedicato al viaggio, allo spostamento, alla migrazione. A chi crede che viaggiare possa ridurre distanze, abbattere frontiere, permetterci di dialogare con ciò e con chi è diverso da noi, e diventare per questo più ricchi.” Così Federica Rigliani apre il suo libro sull’“altrove” boliviano. Un viaggio nel viaggio, nella scrittura, nei simboli, dove si incontrano umanità e linguaggi, passato e futuro.