Arti, Musica e Cultura

Poesia/Barbara Carle

Toccare quello che resta

Essenzialità di forme come accensione e incandescenza

Benassi Luca

Non c’è ingegnere svizzero che potrebbe migliorare la perfezione primordiale di una ciotola o di un bicchiere, la compiutezza di una forchetta, l’essenziale praticità di un pettine. Vi sono forme apparentemente connaturate all’essere umano, in grado di travalicare millenni e civiltà, penetrando nel contemporaneo tecnologico con forza e funzionalità immutate. Sembra questo il nocciolo di “Tangible Remains - Toccare quello che resta”, l’ultimo libro della poetessa americana Barbara Carle, nel quale una realtà frantumata come da un gigantesco blackout lascia le tracce di forme, sapori e odori a essa legati. Cinquanta poesie, ognuna ispirata a uno o più oggetti, cinquanta tasselli, reliquie che “esistono da centinaia o migliaia d’anni e sono sopravvissute ai vari crolli di civiltà” compongono un mosaico di vitale compiutezza. Più che uno spoon river degli oggetti e delle cose, questo libro pare costituito come un romanzo imploso, lacerato in pezzi fatti di profumi, sogni, desideri, colori. Ogni oggetto, infatti, è colto come relazione con l’umano, come aggancio per una riflessione che distanzia questa poesia dal minimalismo tanto comune nella letteratura contemporanea italiana. Ne emerge una poesia fatta di continue discese, di osservazioni e rapporti con le cose, come mezzi di contrasto per far emergere emozioni, inquietudini, attraverso il filo della narrazione quotidiana. Nei versi di Carle, vi sono un rigore linguistico, un’essenzialità di forme che è accensione e incandescenza, profonda discesa dentro se stessa. Domenico Adriano, nella breve nota al volume, parla di “feroce eleganza” come tratto distintivo, in grado di rendere questa voce “subito riconoscibile”; in effetti, in questi versi vi è la capacità di modellare il linguaggio come l’acqua dentro l’anfora. Ecco allora poesie verticali e puntute, se parlano di una penna o un candeliere; e versi che si dispiegano mollemente in lunghe volute, quando descrivono un broccato o il colore di un fiore. Tutto però si coagula intorno alla capacità di sentire, toccare e vivere il nocciolo delle cose, con profonda, coraggiosa umanità.
Barbara Carle è poeta, traduttrice e critica. È docente alla California State University di Sacramento. Ha pubblicato “Don’t waste my beauty/Non guastare la mia bellezza” (2006, traduzione di Antonella Anedda), “New Life/Vita nuova” (2006), “Tangible Remains/Toccare quello che resta” (2009).


(libro)

La sua copertina rigida
contiene
angoli
che si aprono
al tocco.
Offre pagine
che bisbigliano
tra le mani.
Attira le dita
completamente
ma non si completa
senza essere toccato.


(sciarpa)

Una fibrosa delicatezza scivola tra le dita
avvolge il corpo di seta
mentre armonizza fini infiniti
nella sostanza del suo fascino.
Sfila impercettibilmente fra le mani
si strappa deliziosamente quando è tirata
sa adattarsi a tutto come una carezza
si muove come una lunga treccia azzurra di cielo.


(cucchiaio)

La bocca culla la piccola scodella
la lingua lecca il suo fondo rotondo
si annida allegramente nel finto grembo
volteggia gioiosamente nella paletta concava
strettamente appoggia la sua pancia d’argento.


(finestra)

Incornicia la luce.
Filtra la morte.
Chiude.
Sbatte.
Si apre.
Danna.
Tace.

Ti fa uscire
dalla mente.


| 30 Settembre 2011







COMMENTI (5)

Il 11 Ottobre 2011 carle barbara ha scritto:


...

Il 12 Ottobre 2011 Scuderi Antonio ha scritto:

Come i migliori haiku giapponesi, i poemetti di questa raccolta trasmettono quei sentimenti che a volta ci colpiscono attraverso le immagini e le esperienze quotidiane. È un vero piacere di leggere.

Il 20 Ottobre 2011 ha scritto:

Amo questa raccolta bilingue, dove i testi si traducono e si completano a vicenda.
Sono poesie che incantano con la loro ingannevole semplicità, in cui ogni parola diventa una pietra preziosa.
Elegante e giocosa, la scrittrice distilla il nostro ordinario per rivelarci un mondo straordinario.

Il 24 Ottobre 2011 Luciano Bernadette ha scritto:

Bellissima e commovente raccolta di poesie che nascono dall’osservazione e riflessione sul quotidiano e sull’intimo, poesie che ci portano per mano attraverso gli spazi esterni e interni di vita passata e presente. Immagini e parole che riflettono l’appassionato, infaticabile impegno del poeta che riordina la vita regalandoci un catalogo, un ritratto di altissima sensibilità artistica e umana.

Il 12 Dicembre 2011 carle barbara ha scritto:


L'editore di questo libro, che non viene segnalato
in questa recensione, è GHENOMENA.
Il loro sito si trova a:

http://www.ghenomena.it/

Grazie a Luca Benassi e a noidonne per la possibilita'di chiarire questo punto.

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