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2015 2016/ Fra possibile e impossibile

La società, l’attualità, la cultura raccontata sempre dal punto di vista delle donne

Elena Ribet

Per riassumere gli ultimi due anni di NOIDONNE, prendo a prestito il titolo dell’editoriale di Giancarla Codrignani di ottobre 2016: “I terremoti e i sistemi. La crisi del capitalismo, la dittatura della finanza e la globalizzazione irreversibile, un mondo nuovo che la sinistra non sa governare. E neppure i progressi delle donne”. Già a gennaio 2015 la stessa Codrignani si interrogava su come uscire dalla crisi e dai fallimenti in un sistema dominato dalla corruzione, anche se “nelle carte non sono comparsi nomi di donna. Non perché siamo migliori, ma perché non gestiamo alcun potere”. La prospettiva di genere e l’impatto delle donne in politica ci ha fatto interrogare sul vero potere delle parlamentari e sulla loro efficacia legislativa. L’altra faccia della medaglia (i conflitti, le guerre, le ingiustizie) è, come scrive Tiziana Bartolini, il “paradosso del 50 e 50”, riferito alle uccisioni di Valeria Solesin e Giulio Regeni, alla ricerca di “quel ‘noi universale’ che è stato smarrito”.
Le negligenze e i crimini dei “poteri forti” e del patriarcato non sono riusciti a spegnere le nostre istanze per la parità e per i diritti. Gli intrecci di NOIDONNE hanno raccontato nuovi percorsi e nuove utopie, ma anche movimenti, modi di pensare e di agire che hanno fatto la storia (quella di ieri e quella di oggi), nonostante tutto.
Ciò che esiste e resiste, anche oltre di noi, è un nuovo movimento delle alleanze, che vuole condividere le conoscenze nel presente, fra le generazioni e i diversi femminismi del passato. Una nuova resistenza dal basso che, in Italia, può e deve essere prima di tutto culturale. Una nuova resistenza che ha avuto spazio in questo giornale e che ci parla di pacifismo, laicità, libertà, tutela dell’infanzia, parità, legalità, cura e dono, diritti civili, toponomastica femminile e felicità possibili, alternative al mercato, alle guerre, al patriarcato, alla violenza, alla tratta, alla mafia e ai femminicidi.
Corpi ed extracorpi. Una ricognizione su “corpi” ed “extracorpi”, intesi come elementi politici fuori e dentro di noi, ha portato sulle pagine di NOIDONNE riflessioni e testimonianze sul controllo biopolitico del corpo e su diversi temi: adolescenza, vecchiaia, paure e nichilismo, empowerment giovanile, libertà di scelta, salute riproduttiva, maternità, eutanasia, testamento biologico, accanimento terapeutico. Il contributo di NOIDONNE si è concretizzato nel progetto ‘Donna&Salute, un ponte tra buone pratiche’, sinergie e informazione sulla medicina di genere, partito con il Festival a San Giuliano Terme e proseguito per due anni con oltre 20 appuntamenti in tutta Italia e più di 50 soggetti e Istituzioni coinvolte.
Le rubriche “Parliamo di Bioetica” (inaugurata nel 2008) e “Salute bene comune” hanno affrontato rispettivamente i temi della salute, aspettativa di vita, rianimazione neonatale, diritti dei caregiver familiari, bellezza, identità, biobanche, reati ambientali, umanità in ambito medico-ospedaliero, animalismo, vegetarismo e, in riferimento ai percorsi nascita, hanno analizzato gli sprechi in ambito sanitario, la qualità e trasparenza dei servizi, il ruolo dei consultori, l’aborto, l’ostetricia, il parto, il puerperio, la maternità e l’allattamento.
Lavoro. Come è concepito e descritto il lavoro da NOIDONNE? Moltissimi gli spunti, dal coaching alle proposte di analisi di Well_B_Lab: “idee nuove e politiche al femminile: un lusso?”. Una domanda, una visione, una speranza, tre elementi che aprono a mille altre prospettive con altrettante parole chiave: consumi, welfare, etica, innovazione, tradizione, futuro.
Una partnership sempre presente è quella con Donne in campo, associazione della Cia di imprenditrici agricole, insieme alle quali abbiamo percorso tanti “sentieri”: fra benessere e burocrazia, paesaggi, natura, cibo, sostenibilità, turismo rurale. Insomma, una vera e propria “condivisione dei saperi e dei sapori”.
A mano libera, con le detenute di Rebibbia. Fra i progetti portati avanti da NOIDONNE, quello insieme alle detenute del carcere femminile romano, per costruire insieme un ponte di libertà, un canale di comunicazione fra il “dentro” e il “fuori”. Le recluse rappresentano il 4% della popolazione carceraria, con specifiche esigenze, fra cui quelle del contenimento della sofferenza, della tutela dell’infanzia per quanto riguarda le detenute madri, della prevenzione dell’autolesionismo e del reinserimento nella società e nel lavoro. I racconti dal carcere raccolti durante i laboratori settimanali parlano di famiglie, di tempo, del carcere giorno per giorno, di quotidianità, di possibilità di “uscire fuori” e di sperimentare tante “liberazioni” attraverso le parole, la musica, i sogni, le memorie.
Cultura, sostanza e costanza femminile. Sfogliando i numeri del 2015 e 2016 ci si perde e ci si ritrova nelle suggestioni, citazioni e recensioni che riguardano il cinema, la musica, l’arte, la danza, la fotografia, i libri, la poesia, la pittura, le fiabe, le riviste, gli archivi, i congressi e i concorsi come ad esempio il premio Immagini Amiche (UDI). Moltissime pagine e finestre si sono aperte sulla produzione artistica e letteraria delle donne, sempre più numerose sia come fruitrici sia come soggetti attivi di divulgazione, ideazione e creazione.
 

| 03 Dicembre 2016







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