Sabato, 31 Luglio 2010
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Dalla Rete: Arti, Musica e Cultura
Alda Merini non c’è più - di Luca Benassi
Si è spenta il 1° novembre a Milano una delle più importanti poetesse italiane contemporanee
inserito da Redazione
Alda Merini non c’è più, non ci saranno più le sue passeggiate per i Navigli, le riflessioni profonde, religiose, umane, poetiche, lanciate con la voce arrochita dal fumo nelle frequenti apparizioni radiofoniche e televisive, non ci sarà più il suo vivere disordinato, umile, per scelta al limite dell’indigenza. Una delle più importanti poetesse italiane contemporanee si è spenta alle 17.30 del 1° novembre, all’Ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia dove era ricoverata da una decina di giorni per un tumore osseo. Figura popolare, amata e compresa anche fra chi non frequenta abitualmente la poesia, Alda Merini era nata a Milano il 31 marzo del 1931; scoperta da Giacinto Spagnoletti, apprezzata da Salvatore Quasimodo, aveva esordito nel 1953 con “La presenza di Orfeo” edito da Schwarz e subito notato dalla critica. Dopo una lunga pausa determinata dall’esperienza manicomiale aveva pubblicato nel 1984 “La Terra Santa”, considerato il suo capolavoro. Fra le opere poetiche principali si ricordano: “Testamento”, “Vuoto d’amore”, “Ballate non pagate”, “Fiore di poesia 1951-1997”, “Superba è la notte”, “L’anima innamorata”, “Corpo d’amore”, “Un incontro con Gesù”, “Magnificat. Un incontro con Maria”, “La carne degli Angeli”, “Più bella della poesia è stata la mia vita”, “Clinica dell'abbandono” e “Folle, folle, folle d'amore per te. Poesie per giovani innamorati”. La Merini era anche autrice in prosa. Fra le più lucide testimonianze della malattia mentale si ricordano: “L’altra verità. Diario di una diversa” e “La pazza della porta accanto” (con il quale vinse il Premio Latina 1995 e fu finalista al Premio Rapallo 1996). Numerosi i riconoscimenti: nel 1993 vinse il Premio Librex-Guggenheim “Eugenio Montale” per la poesia, nel 1996 il Premio Viareggio, nel 1997 il Premio Procida - Elsa Morante e nel 1999 il Premio della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Settore Poesia.
Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise. Nel febbraio del 2008, Noidonne aveva supportato l’iniziativa della poetessa e scrittrice Carmen Togni e del giornalista Giuseppe La Delfa per la candidatura al prestigioso riconoscimento per la poetessa milanese (http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01614).
Noidonne si era occupata di Alda Merini sulla pagina di poesia del numero di dicembre 2004 con l'articolo DALLE TENEBRE ALLA LUCE.
Luca Benassi
(1 novembre 2009)Nel 1996 era stata proposta per il Premio Nobel per la Letteratura dall'Academie Francaise. Nel febbraio del 2008, Noidonne aveva supportato l’iniziativa della poetessa e scrittrice Carmen Togni e del giornalista Giuseppe La Delfa per la candidatura al prestigioso riconoscimento per la poetessa milanese (http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=01614).
Noidonne si era occupata di Alda Merini sulla pagina di poesia del numero di dicembre 2004 con l'articolo DALLE TENEBRE ALLA LUCE.
Luca Benassi
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Sono affranta per la scomparsa di Alda Merini, soprattutto per l'occasione purtroppo perduta di aver potuto incontrarla nelle sue soste nel Vicentino. Ho conosciuto, almeno così credo, la sua anima vibrante nelle scomode righe del Diario di una diversa, nei versi spigolosi e coinvolgenti di Vuoto d'Amore, "colmati" dalla sorprendente ironia e autoironia dell'autrice che ama e canta le canzoni di Celentano...
Mi ha molto colpito il fatto che abbia portato avanti più di una gravidanza in manicomio fra fascette, urina, feci e mani profittatrici.
Chi si è accostato alla produzione letteraria della poetessa lombarda non può non esserne stato crudamente e perciò beneficamente "contagiato"...
So che alcuni autorevoli critici l'hanno "accusata" di un certo autocompiacimento, di una sorta di autopietismo che si insinua fra le righe, ma, anche se così fosse, ciò non toglie che le sue opere siano di indubbia bravura.
Grazie Alda per la tua coraggiosa e pregnante testimonianza di vita nella morte, di morte nella vita!
Gabriella Bertizzolo