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Spigolando tra: Martina, assunta in maternità e Giada dalla scuola alberghiera di Amatrice

Due “piccoli” ma grandi fatti di cronaca per la simbologia che evocano e per gli spunti alla riflessione sulle possibili scelte per una politica attiva

inserito da Paola Ortensi

4) Spigolando tra due “piccoli” ma grandi fatti di cronaca per la simbologia che rappresentano ed evocano e per gli spunti che danno alla riflessione e alle scelte importanti della politica attiva

Martina Camuffo,  mamma di 36 in attesa del suo secondo figlio, anzi figlia fra dieci giorni (oramai forse trascorsi), è stata assunta a Mestre in una piccola azienda, la “Creative Way“ di Samuele Schiavon. L’assunzione avviene, nonostante la gravidanza e i previsti 5 mesi di assenza dal lavoro che la legge prevede, per la professionalità di Martina da cui il titolare e il suo socio ritengono di avere un vantaggio tale da ritenere la “situazione” di gravidanza normale e affrontabile.
Giada Prestano, studentessa del quarto anno dell’Istituto Alberghiero di Amatrice, dal 18 al 20 febbraio parteciperà alle finali nazionali del campionato della Cucina italiana per contendere il tricolore ai partecipanti della categoria “Miglior allievo degli istituti alberghieri”, puntando ovviamente sulla sua apprezzata professionalità.
Tornando allora alla notizia che riguarda mamma Martina, questa ha occupato per unpaio di giorni le prime pagine dei giornali e le interviste TV e radio, evidenziando in maniera quasi imbarazzante come quella che dovrebbe essere una normalità divenga un episodio e un tormentone da meritare l’osanna della società civile, della politica, di rappresentati istituzionali, della stampa e chi più ne ha più ne metta. Ringraziamenti e lodi all’imprenditore che ha agito tale miracolo rispettando regole, leggi e civiltà. Ovviamente, quanto è emerso, ripreso dai commentatori d’eccellenza, è stato il tornare a sottolineare l’ingiustizia, l’errore, la vergogna che la maternità sia di fatto un peso per il mondo del lavoro, mentre si denuncia un paese che invecchia, e quindi si aggira l’ostacolo evitando le donne che pretendono di aspirare a tale diritto e anche normale e gioiosa scelta. Ma, abbandonando e mettendo all’angolo gli attacchi che alcuni lavoratori - anzi in particolare una ex lavoratrice dell’azienda che ha voluto dare una spiegazione controcorrente dell’avvenimento - rimane da rilevare, a me sembra,  che il pluri intervistato imprenditore ha insistito a sottolineare che è la professionalità di Martina ad averli convinti dell’utilità della scelta.
Tanto che lo Schiavon in un'intervista che ho visto in prima persona ha confermato come sia vero che sua moglie fu licenziata proprio quando era incinta ma lui che, ovviamente, aveva sofferto e aveva ben presente la condanna per il fatto, ha riflettuto al suo gesto segnato da ben altro comportamento, dopo che il contratto con Martina era stato firmato. Ne sono contento, ha detto, ma ho assunto questa persona, ripeto, perché ha una professionalità importante per noi e l’ aspettiamo. Di Martina è interessante aggiungere, mi sembra, che appare una donna impegnata che, da quanto letto, di lavori ne ha fatti diversi creandosi un curriculum di valore, ha una vita presumibilmente ricca, anche se faticosa, essendo come abbiamo appreso al suo secondo figlio non essendo neanche troppo giovane, il che fa pensare a una scelta precisa.
M piace ringraziarla per questo suo profilo femminile che ha permesso di rimettere al centro il tema del diritto di essere madri e lavoratrici in un connubio che dovrebbe essere ovvio, ma non è normale. Lei ha inoltre riposto al centro delle riflessioni l’importanza di costruirsi una professionalità di valore.
Ed è proprio l’idea della professionalità e serietà e vorrei, usando un termine in disuso, la sana ambizione di arrivare a proporsi, Il valore decisivo anche per rivendicare e vantare i propri diritti, che ci collega alla prossima avventura di Giada Prestano, la diciassettenne allieva dell’Istituto Alberghiero con sede ad Amatrice, ospitato a Rieti dopo il devastante terremoto. Giada parteciperà il 18 febbraio a Rimini ai Campionati della cucina italiana, organizzati dalla Federazione Italiana Cuochi nella sezione ”Miglior allieva”. Giada, in questa avventura che l’emoziona enormemente, nelle interviste sottolinea per un verso la gioia ma più che mai la responsabilità che si porta sottobraccio. Lei che in questa manifestazione rappresenta la vita che deve avere il sopravvento sulla tragedia del terremoto - tragedia in cui la scuola di Amatrice ha visto la morte di insegnanti e la messa in discussione del suo stesso futuro ma in cui la voglia di farcela e di dire che il futuro esiste e bisogna guardalo in faccia con coraggio, serietà e professionalità deve vincere.
Giada che per essere stata scelta deve essere professionalmente capace, raccontando come la sua specialità e passione sia la pasticceria sottolinea come fare i dolci :” E’ un arte in cui tutto si gioca sulla precisione ,se sbagli anche un piccolo particolare il piatto non riesce. Lo trovo davvero affascinante” ,aggiunge. Un principio quello della pasticceria che davvero dovrebbe coinvolgere quasi tutte le attività umane di responsabilità, almeno verso gli altri.
Giada, che evidentemente ha vissuto tutta la drammaticità delle conseguenze del terremoto con l’urgenza di riprendersi la vita “normale” per sé e per gli altri/e compagni/e d’avventura, ci dice come partecipare ai campionati di Rimini sia stato un modo per ritrovare l’entusiasmo. ”All’inizio - racconta ( al Corriere..) - non mi sentivo pronta ad affrontare le selezioni. A darmi il coraggio e la determinazione  necessaria è stata la volontà  di rappresentare la mia scuola ,perché nessuno dimentichi ciò che è successo, i sacrifici che stiamo facendo e tutte le persone a cui il sisma ha distrutta la vita".
Qualunque sarà il risultato,  Giada anche a nome e per conto dei suoi compagni, sa di rappresentare qualcosa di molto importante: una speranza piena di volontà.
Se potessi essere ascoltata,  sarebbe importante che l’informazione, i media in senso lato, rubando un po’ di spazio ad altro, anche nelle prossime settimane e mesi ci raccontassero il seguito di queste vicende, come di altre analoghe, qualunque siano, ovviamente sperando per il meglio. Questo nella convinzione che la cronaca ci racconta spesso o quasi sempre quali siano o sarebbero le urgenze degli obiettivi politici su cui lavorare oltre lo spot della notizia bruciata in pochi giorni.
Paola Ortensi 13.2.2017

| 12 Febbraio 2017





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