Dalla rete: Politica

L'inviolabilità anche mentale dei corpi

E' stato stupro anche quello a danno del giovane Theo, francese magrebino sodomizzato dalla polizia con un bastone...

inserito da Giancarla Codrignani

E' stato stupro anche quello a danno del giovane Theo, francese magrebino sodomizzato dalla polizia con un bastone, operato con 60 giorni di convalescenza. Tuttavia i titoli dei giornali sono sembrati reticenti e la polizia francese ha tentato di dire che non era stupro: era stato colpito il pudore/onore virile. Ma l'inviolabilità dei corpi è universale: basterebbe capire che cosa significa per gli uomini così come per le donne.
Comunque vanno fatti i conti con le parole, a partire da pudore e onore quando ne deriva la violenza. A Parigi è stata quasi guerriglia, mentre la vittima, non si sa quanto generosamente, ha mandato a dire che è ora di finirla "da tutte le parti". Comunque nessuno ha fatto riferimento alla sessualità e al suo occultamento politico-sociale.
Sulla violenza, di qualunque genere, il dominio nelle argomentazioni deve dunque partire dal coraggio delle donne e dalle loro denunce. Per secoli il parlare di sesso non è stato "parlare di diritti umani" ma parlare ineducatamente di cose da tenere al buio. Perfino la molestia della parola offensiva sussurrata per indebiti approcci in luogo pubblico era immediatamente rimossa anche da chi ne era oggetto: la donna non doveva nemmeno udire l'offesa. E le camere da letto anche legittime erano piene di non volute violenze chiamate giuridicamente "debito coniugale".
Oggi non possono essere ignorate parole e immagini offensive non più solo per il pudore e nemmeno solo per la dignità femminile e il diritto alla privatezza, ma perché le società che vogliano credersi evolute sentano e condannino le violenze di ogni genere alla dignità umana.
Sono stata a lungo perseguitata ai tempi in cui facevo parte delle istituzioni: erano già note le minacce specializzate contro le donne "autorevoli". Mi capitò di essere chiamata ripetutamente da una voce roca, sempre la stessa, che infilava una sequela di parole volgari anche coprofile. All'ultima mi venne da ridere: si sentì una voce distante che chiedeva a chi telefonasse e la risposta "sì, mamma, a un mio compagno" mi fece capire che si trattava di un bambino che stava cambiando voce e incominciava a sentire gli ormoni in agitazione.
Sbagliato ridere. Perché una cosa così non succede alle bambine. Sono i maschi cresciuti - c'è stata la denuncia di Mentana su La7 tv - che sono già autori di stupri destinati a restare virtuali sui socia, quando postano le foto di donne ignare di essere state scippate dell'immagine per essere proposte agli "amici" come "porche da sborrare" sullo smatphone. Si dice che capiti anche tra gay e che il trattamento non sia più elegante.

| 14 Febbraio 2017





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