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SILVANA SONNO - TRE DONNE NELLA RIVOLUZIONE

Marina Cvtaeva, Anna Achmatova, Aleksandra Kollontaj: sono le tre donne che Sonno racconta nel suo ultimo libro dedicato alla Rivoluzione russa

inserito da Tommasina Soraci

“A cento anni dalla Rivoluzione di ottobre, mentre molte ombre si aggirano ancora per l’Europa e l’Occidente tutto, numerosi…storici, filosofi, saggisti si cimenteranno in riflessioni e commenti ben documentati, su un periodo storico che sconvolse un’epoca dalle fondamenta, e su cui non è stata detta la parola definitiva. Ma io ho pensato alle donne russe che quella Rivoluzione hanno vissuto, a quelle che se ne sono fatte attraversare, a quelle che hanno cercato di schivarla, a quelle che ne sono state trafitte - in un modo o nell’altro. E fra tante ho scelto queste tre, con cui ho legami di vicinanza, che durano da molto tempo. Benvenute, dunque, Marina (Cvtaeva), Anna (Achmatova), Aleksandra (Kollontaj)”.
Silvana Sonno, saggista, narratrice, poeta, impegnata sempre a fianco delle donne, con questo saggio, denso di partecipazione emotiva, segno di riconoscimento della scrittura al femminile, e di un ricco corredo di fonti, informazioni e testi, come è suo costume, torna ancora una volta a parlare di donne, in momenti cruciali della Storia. Dopo “Le madri della patria”, in cui ha ridato voce e visibilità alle donne del nostro Risorgimento, eccola, in occasione di un’altra fondamentale memoria storica, ridare voce e visibilità atre donne russe, eccezionali nel senso etimologico del termine, con "Tre donne nella rivoluzione. Marina Cvtaeva, Anna Achmatova, Aleksandra Kollontaj" (ed Era Nuova).
Tre donne diverse fra loro per personalità e esperienze di vita e, come spesso accade nella specificità femminile, legate non solo e non tanto dalla conoscenza personale ma da un approccio agli accadimenti di cui sono state vittime e protagoniste, che si connota per una sensibilità tutta femminile nei confronti di ciò che le circonda.
Le voci di Marina e Anna ci giungono attraverso la poesia. La prima rivoluzionaria e controrivoluzionaria, dionisiaca anima di fuoco, quel fuoco che la spingeva a scrivere pur tra difficoltà di ogni genere, fame, freddo, ristrettezze, anima errante per l’Europa in una solitudine esistenziale ma piena di amore, incompresa e isolata, Marina sceglie il suicidio impiccandosi. Su di lei l’ U.R.S.S. stese una cortina di silenzio almeno fino al ’56. Ma Sonno, quasi come un riscatto, le dedica un excursus che la innalza fino al mito classico, quello di Erigone: al dondolio di un corpo impiccato l’oracolo di Apollo “sostituisce” il dondolio dell’altalena, quella della donna è comunque cultura di vita. Anna, fervente protagonista dell’entusiasmante periodo delle avanguardie artistiche, misurata e quasi ieratica nella sua ricerca poetica ma capace anche di una seria poesia civile quando scoppia la Rivoluzione, “usata” dal potere staliniano durante l’assedio di Leningrado come voce alla radio per sostenere la resistenza degli abitanti. Ardente il suo discorso alle donne di Leningrado che Sonno ha giustamente ritenuto di riportare quasi integralmente: No, una città che ha cresciuto donne come queste non può essere vinta.
Tutta volta all’impegno in favore delle donne Aleksandra, che non teme di attaccare e tenta di scardinare le incrostazioni di una società nonostante tutto profondamente patriarcale, ancorché rivoluzionaria, con una serie di proposte di legge, all’epoca della sua collaborazione con Lenin, all’avanguardia, in tema di divorzio, aborto, parità salariale.
Il suo “Eros Alato!”, come mette ben in luce Silvana Sonno, è un manifesto che, pur nel suo impianto razionale, non è privo di partecipazione umana in difesa delle donne e della loro liberta’ di amare e di vivere la loro sessualità, se si vuole realizzare una effettiva parità.
Tutte perseguitate o mal tollerate quando lo stalinismo piombò sulla Rivoluzione.
Testo prezioso, questo, non solo come testimonianza storica ma come spunto fecondo di discussione sulle sfide che, nonostante il tempo trascorso, le donne, quelle che lottano contro l’omologazione sociale, sono ancora chiamate ad affrontare.
Conclude Silvana Sonno: “Erano diverse e scelsero vie diverse per le loro esistenze, con altri compiti, altri esiti, altre narrazioni, ma a me piace tenerle vicine e sentire che da me, per ognuna di loro, possono risuonare i versi che Marina dedicò ad Anna: Non puoi restare indietro. Io sono il galeotto.Tu sei la scorta. Un solo destino…”.

SILVANA SONNO
TRE DONNE NELLA RIVOLUZIONE
Marina Cvtaeva, Anna Achmatova, Aleksandra Kollontaj
Prefazione di Claudio Fracassi
Edizioni Era Nuova, Perugia, 2017

| 17 Maggio 2017





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