Dalla rete: Corpo e Salute

Ambiente e salute al Festival di Bioetica di Santa Margherita Ligure

La seconda giornata è dedicata ai temi dell’ambiente e della salute. Intervista a prof Gianfranco Porcile, oncologo, del gruppo "Green oncology" di CIPOMO

inserito da Tiziana Bartolini

La seconda giornata del Festival di Bioetica (Santa Margherita Ligure, 28/30 agosto 2017, locandina) è dedicata ai temi dell’ambiente e della salute e il programma prevede tavoli di discussione con i seguenti titoli: “Ambiente e salute”, “Ritorno a Itaca: la città vivibile e la città vissuta”, “Diritto all’ambiente e diritto dell’ambiente”, “Responsabilità umana per l’ambiente”, “La salute globale”. (programma dei tre giorni)
Rivolgiamo alcune domande al Prof Gianfranco Porcile, oncologo di lunga esperienza che è stato primario ospedaliero. Da tempo coordina il "Green oncology" di CIPOMO (Collegio Italiano Oncologi Medici Ospedalieri), gruppo di lavoro che si interessa della sostenibilità economica ed ambientale della Oncologia medica.

Connessioni tra salute e ambiente: un vasto campo in cui l'essere umano ha notevoli responsabilità. Qual è la prospettiva da cui si intende affrontare le riflessioni dei cinque tavoli tematici?
Tutte le sessioni della seconda giornata sono punti di vista diversi ma complementari di un unico problema: non rispettare l’ambiente comporta conseguenze per la salute delle piante e degli animali (perdita della biodiversità) ma anche conseguenze gravi per la salute dell’uomo. L’OMS ha dichiarato che il 25% delle morti di esseri umani nel mondo è di origine ambientale. Il danno ambientale si verifica: a) sia direttamente, ad esempio il mesotelioma che porta a morte persone che hanno inalato fibre di amianto; b) sia indirettamente, cioè attraverso i cambiamenti climatici: il surriscaldamento terrestre comporta conseguenze sociali del tipo siccità, mancanza di acqua e di cibo, guerre, migrazioni, ecc.
Un importante determinate di salute è il fattore economico: a parità di grado di inquinamento i ceti più poveri si ammalano di più e muoiono di più (minor ricorso agli screening, minore prevenzione, ignoranza circa gli stili di vita corretti, ecc.). In questo senso si parla di “Salute Globale” sia perché l’inquinamento di una zona comporta conseguenze anche in altre parti del mondo (inquinamento transfrontaliero) sia perché la salute è il risultato di diversi determinanti (sociali, economici, ambientali, sanitari,ecc.). I problemi sono interconnessi: questo è spiegato molto bene anche nella Enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco, dove si parla appunto di “Ecologia integrata”.

Uno dei focus ha un titolo che incuriosisce 'Ritorno a Itaca: la città vivibile e la città vissuta'. Cosa ha a che vedere l'urbanizzazione con l'ambiente?
Il titolo trae spunto da una poesia di Costantino Cavafis intitolata “Itaca”, dove il poeta invita a non pensare soltanto alla meta agognata ma a godere di tutte le bellezze e le gioie che riserva il viaggio. L’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova in un documento intitolato “Ritorno a Itaca” vuole affermare che le bellezze di una città come Genova (ma il discorso potrebbe riguardare tutte le altre città) non sono soltanto le eccellenze turistiche (Lanterna, Porto Antico, Staglieno, i Rolli,ecc…) ma anche i tratti, i tragitti che collegano tali bellezze (ponti, strade, sentieri, ecc.). È pertanto necessario riconsiderare la città come un insieme unico ed organico, rivalutando i collegamenti a piedi o con mezzi sostenibili. Il messaggio si rivolge quindi ad un turismo “lento”, ma vuole guardare anche ai cittadini genovesi che devono poter scoprire e riscoprire una parte della loro città che sinora non è stata valorizzata. In questo senso quindi si parla di città non soltanto “vivibile” ma anche “vissuta”, cioè legata alla quotidianità di chi ogni giorno deve spostarsi per andare a lavorare. Il territorio genovese ha finora guardato in maniera eccessiva al mare ed al porto: è indispensabile ritornare a considerare le vie che portavano verso l’interno (Vie del sale, ma non solo). In questo senso il territorio della città deve comprendere anche aree verdi, con orti urbani, parchi storici, parchi pubblici, piste ciclabili, zone pedonali. L’urbanizzazione a base di asfalto e cemento deve riconvertirsi in una città a misura d’uomo, anzi a misura di bambino e di persona anziana.

Il rispetto per l'ambiente e per l'ecosistema sono concetti ampiamente condivisi. Forse non sono ancora pienamente percepiti come diritti. Per questa ragione si è voluto dedicare un dibattito proprio a questo tema?
Il rispetto per l’ambiente e per l’ecosistema è un concetto condiviso soltanto a parole. Nei fatti non rispettiamo per nulla l’ambiente: con i rifiuti che produciamo (più di un Kg a testa al giorno), con l’uso dell’automobile, con impianti industriali inquinanti ecc.ecc. Approfondire il tema dei diritti può essere utile per una maggiore coscienza e conoscenza. Intanto l’Ambiente ha i suoi diritti: gli animali oggi sono tutelati, le piante iniziano ad esserlo. Fino a poco tempo fa l’uomo si considerava padrone della terra e della Terra: oggi sappiamo che l’uomo è un animale alla stessa stregua degli altri animali. La biodiversità è un importante fattore per l’equilibrio dell’ecosistema. Ma anche l’uomo ha i suoi diritti: il diritto ad un ambiente sano e non degradato, ad un paesaggio non sconvolto da abusivismi ed ecomostri, ad aria, acqua pulite e sane,ecc. La nostra Costituzione Italiana tutela il diritto al Paesaggio, sia naturale sia quello dei beni artistici e culturali. Tutela altresì la Salute, come bene individuale e sociale: ed il primo requisito per una vita sana è proprio quello di vivere in un ambiente non inquinato e non degradato. Se tuteliamo l’ambiente non facciamo altro che il nostro interesse in termini di salute.

| 08 Agosto 2017





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