Dalla rete: Corpo e Salute

Bioetica: il successo del primo Festival

Concluso il Festival di Bioetica (Santa Margherita Ligure): sintetico report delle tre giornate

inserito da Tiziana Bartolini

Settanta relatori, tredici tavoli tematici, tre talk serali in piazza, migliaia tra visitatori e contatti social. I numeri raccontano il tenore del Festival di Bioetica concluso il 30 agosto a Santa Margherita Ligure, prima edizione di un appuntamento ideato e organizzato dall’Istituto Italiano di Bioetica con il sostegno del Comune e che ha chiuso i battenti dandosi appuntamento all’anno prossimo. Il successo della prima edizione è da attribuire al sapiente intreccio tra il taglio divulgativo e la restituzione della complessità dei temi trattati: la salute in relazione all’essere umano, all’ambiente e agli animali. “Abbiamo cercato di restituire l’idea della bioetica quotidiana che noi tutti dobbiamo conoscere per imparare a rispondere alle domande fondamentali che ci riguardano da vicino e riappropriarci della responsabilità prima di tutto come cittadini” ha detto la prof.ssa Luisella Battaglia nella serata conclusiva consegnando il primo Premio Festival Bioetica a Antonio Ricci per Striscia la notizia, nota trasmissione che è “un tentativo riuscito di aiutarci a prendere coscienza dei nostri diritti di cittadinanza”. Una trasmissione che “ha fatto la scelta di campo molto determinata - ha spiegato Ricci - di stare dalla parte degli ultimi e dei diritti violati di persone e animali, che sono i nostri fratelli”. La motivazione (video) del Premio ha sintetizzato anche il senso del Festival: “Tutelare la salute umana contro le truffe dei ciarlatani, difendere l’ambiente dalle continue aggressioni, vigilare sul benessere degli animali contro gli abusi è fare opera di bioetica quotidiana, rafforzare il sentimento e la responsabilità di una salute globale e indivisibile. È quanto ha fatto Antonio Ricci in questi anni con la trasmissione Striscia la notizia con una determinazione pari alla leggerezza”. Di attualità dei temi affrontati ha parlato anche il Sindaco Paolo Donadoni (videointervista), che ha definito “coraggiosa” la scelta del Festival perché la bioetica è “la scienza dell’etica nel quotidiano e non riguarda solo il livello accademico ma tutte le persone”. Una bioetica quotidiana che è stata sostanziata attraverso interventi che hanno scandito, durante le tre giornate, vari campi tematici individuati nell’ambito delle macro-aree intorno alla salute: uomo, ambiente e animali. Non è mancato l’intrattenimento, parte curata da Maria Galasso, affidato allo straordinario talento di due giovani musicisti - Lorenzo e Jacopo Famà -  e ai quadri esposti di alcuni artisti - Luisa Conte, Franco Gorlero, Mauro Martini, Enrico Merli -, che hanno aggiunto il fascino delle note e dell'arte alla bellezza dei contenuti.
trova tutti i materiali
fotogallery

UOMO e SALUTE (28 agosto)

Claudia Frandi, Gloria Bardi, Claudia Bighin, Gianluca Ottomanelli hanno parlato di stili di vita, con riferimento all’alimentazione (in particolare per il malato oncologico) e all'ascolto dei malati di Alzahimer, nonostante l'Università non prepari a comunicare la malattia all'interessato o alla famiglia. In questo senso la bioetica può aiutare gli operatori sanitari a saper gestire le relazioni comunicando in modo corretto la patologia, i suoi confini e aspettative: aspetti dolorosi, ma che appartengono alla realtà e che possono fare la differenza nel decidere sul tema del 'residuo di vita', se e come comunicarlo valutando caso per caso. "Esistono malattie inguaribili non esistono malattie incurabili" ha sottolineato G. Bardi (videointervista), che ha parlato anche dei problemi e fragilità dei giovani che vivono in una “stagione complessa e incerta”. Dell’importanza di praticare corretti stili di vita ha parlato C. Bighin (videointervista), illustrando il progetto 'Non fare autogoal' dell'Associazione italiana di oncologia medica per le scuole medie superiori allo scopo di parlare ai giovani del rischio di contrarre malattie (fumo di sigaretta e consumo eccessivo di alcool, che sono il 30/40% cause di tumori). La maternità e nuove tecnologie riproduttive, dalla fecondazione assistita alla gestazione per altri, sono i temi affrontati dal punto di vista medico e filosofico da Sandra Morano e Assuntina Morresi, coordinate da Alessandra Fabbri. Il cambiamento della concezione della procreazione e della maternità è una rivoluzione epocale, un cambio di paradigma che le donne hanno accettato, a partire dalla medicalizzazione del parto e dall’accettazione della cultura della sicurezza, un modello costoso e neppure soddisfacente. Per la sessione sulla Medicina di genere sono intervenute Laura Amoretti, Anna Graziella Burroni,Valeria Messina e Stefano Domenicucci (videointervista). Quest’ultimo, da cardiologo, ha sottolineato che la menopausa è una fase della vita in cui “il cuore va tenuto in grande considerazione e la donna, che è abituata a prendersi cura degli altri, deve prendersi cura di se stessa e fare movimento”. Giorgio Macellari (videointervista) ha parlato dei limiti della Medicina predittiva, che può aiutarci ma che non può essere considerata risolutiva. È un limite che dobbiamo accettare. Una Medicina dal volto umano è quella di cui ha parlato nel libro scritto con il compianto Umberto Veronesi. Un “Manuale di etica per il giovane medico’ perché “non esiste una medicina senza etica, un connubio che risale a Ippocrate e che non si è mai interrotto” (videointervista). Il bene salute è il campo in cui, tra gli altri, è intervento il giurista Salvatore Amato (videointervista), componente del Comitato nazionale per la bioetica, sottolineando alcuni aspetti positivi e altri negativi legati al diritto nella dimensione globale della salute. "La globalizzazione della salute ha creato fenomeni e realtà complesse, anche squilibri e sfruttamenti gravi. Pensiamo al suicidio assistito o ai fenomeni di turismo procreativo. A volte servono a tutelare diritti non concessi nel proprio Paese, a volte invece determinano autentici reati, come il commercio degli organi Penso anche al fenomeno gravissimo delle sperimentazioni fatte sugli uomini nei paesi in via di sviluppo: persone che diventano vere e proprie cavie umane". Il fine vita e il testamento biologico, questioni delicatissime e di attualità anche per l’esame in Parlamento delle legge dedicata, sono state esaminate sul piano normativo ed etico da Giovanni Palumbo, Franco Henriquet e Carlo Casonato. Lo spazio serale del talk dedicato al bene salute, moderato dalla scienziata Silvia Giordani e seguito da una piazza attenta, con gli’interventi di Don Paolo Farinella, Lorenzo De Michieli, Antonio Guerci e Gianmarco Veruggio ha concluso una giornata densa di stimoli.

AMBIENTE e SALUTE (29 agosto)
Una giornata in cui vari temi che si incrociano nella relazione tra salute e ambiente sono stati affrontati da diverse angolazioni: la vivibilità della città e la responsabilità umana, come in uno specchio riflesso il diritto all’ambiente e dell’ambiente. Numerosi i relatori che si sono avvicendati lungo un asse logico: la nostra salute dipende dall'ambiente e noi umani non possiamo eludere le nostre responsabilità e, insieme, possiamo cambiare le cose. Gianfranco Porcile , Valerio Gennaro, Francesca Di Gioia, Franco Meschini, Enzo Baldini, Massimo Quaini, Paolo Aldo Rossi, Federico Anghelè, Federico Valerio, Mario De Cillis, Massimiliano Monaco, Giulia Barbieri, Dario Arkel, Hanz Gutierrez, Teresa Tacchella, Ida Li Vigni, Edoardo Brodasca. Impressionante ascoltare dati di ricerche secondo cui in Italia i bambini che si ammalano di tumori sono il doppio rispetto agli altri paesi (Gennaro). Anche nel rispetto della Costituzione (art. 32) la salute andrebbe maggiormente tutelata come interesse sociale oltre che economico e l’Epidemiologia - che studia i determinanti della salute della comunità anche nel lungo periodo - ci dice che si è allungata la vita ma è diminuita la vita sana, con molte diversità tra regioni o nell’ambito di una stessa città (vedi casi di studio nei quartieri di Genova e di Taranto). Del caso ‘esemplare’ di Casale Monferrato ha parlato Francesca Di Gioia (ha scritto il libro ‘Disastro Eternit’) sulle migliaia di morti causate da una fabbrica di eternit e dalla polvere di amianto “con cui si facevano giocare i bambini nei parchi pubblici”. Oggi “grazie alla più imponente azione collettiva legale mai fatta, Casale è la città più bonificata d’Italia; si contano oltre 2000 decessi per mesotelioma anche in persone che non sono mai entrate nella fabbrica. La questione è gigantesca, visto che secondo l’OMS ogni anno sono 112mila i decessi causati da malattie amianto correlate e si stima che in Europa più di 300mila cittadini moriranno entro il 2030 a causa dell’amianto, una tragedia potrebbe interessare 10 milioni di persone nel mondo nei prossimi 20 anni”. In questo solco ha ragionato il tavolo dal titolo “Ritorno a Itaca”: la città vivibile e la città vissuta”. Poiché non bisogna farsi intrappolare da un “falso ambientalismo” (Rossi) quello che serve, spiega Quaini, “per arrivare a una nuova progettazione che guardi solo segmenti” è “rovesciare il cannocchiale per guardare il territorio e un modo itinerante di fruirlo e percepirlo, perché il territorio e il paesaggio è universo continuo e indivisibile. Il paesaggio non è qualcosa solo da contemplare ma ha a che fare col vivere”. L’intervento di Meschini ha posto l’accento sul senso e valore delle parole in una società in cui ci sono troppe parole che però valgono poco e in cui è venuta meno la fiducia. “Occorre avere cura delle parole perché da loro dipende la società buona”. Le scuole dovrebbero educare all’ambiente ((Valerio). “Abbiamo bisogno di conoscere e di informazioni per capire la complessità che ci circonda”. Autore del libro “”Diritto, economia e bioetica ambientale nel rapporto con le generazioni future”, Mario de Cillis (videointervista) è entrato nel vivo di tale complessità parlando degli effetti negativi degli squilibri sociali ed economici e dei disequilibri intergenerazionali e intragenerazionali e ha sottolineato che “dal modo di condurre l’economia e livello di pressione sociale dipende la salute umana, la lotta per la ambiente è la lotta per vita è la lotta per i diritti, in un intreccio indissolubile”

ANIMALI e SALUTE (30 agosto)
Obiettivo della giornata è stato “parlare della bioetica animale a tutto tondo in una visione non più zootecnica ma bioetica, che ci presenta gli animali come compagni di vita ai quali dobbiamo rispetto per la cultura di specie e per i loro diritti ad una dignità - ha spiegato Graziana Moretti (videointervista), etologa -. La salute degli animali impatta con la salute degli umani a livello medico e, come agenti morali, dobbiamo avere cura di loro”. L’altro filone di discussione si è sviluppato sull’educazione assistita che, ha sottolineato Franco Manti, come elemento pedagogico anche preventivo o terapeutico “non si può fare improvvisando perché richiede una preparazione tecnica e grande attenzione all'aspetto etico”. In questo ambito hanno portato esperienze di interventi terapeutici assistiti con animali: Luisa Marnati (con gatti non addestrati che assumono il ruolo di partner), Giampietro Sampietro (infermiere, ha parlato di percorsi di pedagogia cinofila e dell’esperienza dell'associazione PET T.E.A.M onlus che lavora con i cani, portati “spontaneamente” a collaborare con l’uomo perché “è visto come un collaboratore e sa riconoscere le fragilità del suo interlocutore”) e la psicologa e psicoterapeuta Stefania Pecora (videointervista) (Equi@motion da dieci anni lavora con cavalli in gestione naturale, la terapia non è solo andare a cavallo, ma tutta la relazione che si costruisce tra lui e la persona assistita).
Il tema dell’obiezione di coscienza nella sperimentazione animale e la possibilità di esercitarla è stato affrontato da Rosagemma Ciliberti, che ha anticipato alcuni risultati di una ricerca, condotta insieme a Ilaria Baldelli e svolta tra gli studenti della Scuola di Scienze Mediche e Farmaceutiche di Genova e le Facoltà di Veterinaria di Torino e Parma. “Dai dati emerge che la conoscenza di questo diritto, e della legge 413, risulta ancora limitato negli studenti. Perplessità suscita il dato che rivela che circa il 62% degli studenti intervistati dichiara di non essere stato introdotto alle tematiche inerenti la bioetica animale. Nonostante la legge 413 abbia oramai più di 20 anni, il numero degli studenti che hanno accesso a metodi sostitutivi per l’insegnamento è ancora bassissimo, con il risultato che durante la formazione universitaria i ragazzi accettano passivamente il modello animale come unico test di riferimento e rimangano all’oscuro delle tecniche più innovative che prevedono metodi alternativi. A ulteriore conferma di queste considerazioni si riscontra che nei diversi organismi preposti al benessere degli animali (OPBA) istituiti in Italia dalla legge che regolamenta la sperimentazione animale (che prevede una composizione minima di componenti, tra cui il responsabile del benessere degli animali, il veterinario e il ricercatore) non è quasi mai presente l’esperto delle metodiche alternative. Suscita invece apprezzamento il dato che indica che quasi il 70% degli studenti si dichiara interessato a frequentare un corso sulle metodiche alternative alla sperimentazione animale”.
Il dialogo riservato all’etologia cognitiva, condotto da Luisella Battaglia, ha esaminato il ruolo centrale del veterinario, e il suo obbligo etico, nel considerare gli animali e i trattamenti loro riservati. Una ‘nuova’ etologia che non può essere disgiunta dalla bioetica e che richiede per il veterinario una formazione attenta anche a questa dimensione.

| 04 Settembre 2017





// Vuoi lasciare un commento? Se vuoi lasciare un commento e sei registrato Accedi
Se vuoi lasciare un commento e sei non sei registrato Registrati
// Primo Piano

“Lettere a mia figlia”: l’Alzheimer raccontato da Leo Gullotta - In occasione della Giornata Mondiale per la lotta contro l’Alzheimer oggi in ondasu Studio Universal un cortometraggio pluripremiato... (Continua)

Dalla Toscana il ben-essere degli oli essenziali. Per nutrirsi e prendersi cura di sè - Dalle terre della Toscana, nascono gli Oli Essenziali di OLIGEA, naturali e certificati biologici. La presidente Elena Giannini illustra gli obiettivi di un progetto che coniuga rispetto per l’ambiente e sostenibilità economica... (Continua)

Uccisori, stupratori, caporali... - Una proposta per contrastare la violenza "iniziamo a denunciare penalmente per istigazione a delinquere tutti quei soggetti che risultano conniventi con la violenza maschile sulle donne"... (Continua)

Vedi tutti »
// Ricerca nel Sito
// Le Nostre
   Esperte
Foto di Carpinelli Cristina
EUROPA ORIENTALE
Foto di Avetta Paola
LE DONNE E LE RIFORME
Foto di Irace Emanuela
MEDIO ORIENTE
Foto di Vaccaro Silvia
DIRITTI UMANI
Vedi tutte »