Dopo Berlino e Torino, arriva in sala il dirompente film della regista macedone Teona Strugar Mitevska
Martedi, 03/12/2019
“In molti mi chiedono se è un film femminista - racconta la regista - ma ogni film con un personaggio femminile fuori dagli schemi e dai ruoli consueti è un film femminista: per me è quasi impossibile immaginare di essere una donna e non essere femminista, cioè non fare aderire ai principi necessari di giustizia e uguaglianza. Petrunya è un simbolo di modernità che si oppone a ben due poteri consolidati, la Chiesa e lo Stato e la sua sete di giustizia, nel corso del film, le fanno accantonare a poco a poco la consueta umiltà iniziale per trasformarla in ciò che realmente è, una donna consapevole dei propri diritti che incarna la forza del cambiamento”.
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