Oltre sessanta opere, dalla fine degli anni Ottanta ad oggi, in un percorso che intreccia materia, luce, spazio e visione
Giovedi, 22/10/2026
La Manica Storica si affaccia sul giardino. Il colore rosso che caratterizza le opere Marco (I Mark) e We Mark, nate nel 2019 dai dialoghi con il fratello Marco Toderi, agronomo, sono una mappatura e una stratigrafia in trasformazione che evoca superfici terrestri o di altri pianeti, profondità del cosmo o meandri nascosti del corpo. In mostra appaiono mirini e sistemi di misurazione luminosi che attraversano lo spazio come per determinare distanze, puntare, mantenere una posizione, mettere a fuoco. Accanto, due piccole ciotole verdi, dedicate al padre, Giovanni Toderi, e al fratello, custodiscono la terra che entrambi hanno studiato e con cui hanno lavorato per tutta la vita. In Rosso Babele (2006), emerge una materia di luce rossastra dalla quale prende forma, si sgretola e sprofonda una torre evanescente, costruita dalla sovrapposizione di centinaia di livelli di trasparenza e riprese di lontane città.
Dal teatro, luogo collettivo in cui condividere la meraviglia, si passa allo sguardo solitario del satellite: una nuova prospettiva lanciata nello spazio che ha permesso all’umanità di osservarsi dall’alto per la prima volta, ma che oggi è anche strumento di controllo e di guerra. Perché, come ricorda l’artista, Teatro Terra «non è solo un teatro idilliaco ma anche un teatro drammatico».