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Cara Oriana Fallaci ...

Cara Oriana Fallaci ...

...nel 1975 ti chiesi con un bambino nel ventre se fosse etico farlo nascere ...

Martedi, 27/10/2026

Cara Oriana Fallaci,
nel 1975 ti chiesi con un bambino nel ventre se fosse etico farlo nascere. Erano domande giuste ma ti feci travolgere dal sentimentalismo dettato dal portare un embrione, poi feto, nel ventre. La tua volontà di tenerlo con te si rafforzava quanto più i moralisti dell’epoca ti intimavano di abortirlo:
- colui che ti ha ingravidata: ti ha chiesto di sbarazzartene;
- il medico che ti ha visitata: ti ha fatto male, scocciato perché non avevi una vera al dito;
- l’infermiera lì a fianco: non è intervenuta e manco ti ha rivolto la parola;
- la tua “amica”: ti ha messo nella posizione di sentirti in colpa per la tua scelta.
Quattro persone attorno a te erano specchio del mondo in cui pur avresti ritenuto giusto far nascere un figlio.
Hai toccato il punto più profondo della tua riflessione quando hai detto che non eri tu a dover decidere se fosse meglio il niente o il dolore della vita, era tuo figlio a decidere e non tu a dover fare questa scelta per lui.
Lì mi avevi quasi convinta. Eppure no.
Hai scritto tanto di guerra, hai vissuto la guerra, sei stata impavida nelle parole e nelle azioni, non ti sei mai piegata: la forza che hai avuto in vita è stata proporzionale alla violenza alla quale hai dovuto resistere.
Davvero, lucidamente, avresti fatto nascere un figlio in questo mondo?
Un figlio, se maschio, oppressore anche con la migliore delle educazioni, anche con una madre sensibile ai nostri diritti.
Un oppressore - vittima come tutte noi di un mondo che non ha futuro.
Se nasci nella parte più confortevole del mondo al massimo ti affliggono il precariato, la povertà salariale, in generale il mercato che mai è dalla tua parte. Ma se sei un minimo attento non può non sconvolgerti come se la passa chi nella parte comoda del mondo non c’è nato: muoiono di fame, oggi nel 2026:
le persone muoiono di fame. Di freddo. Di malattia.
Mentre pochissimi altri hanno talmente tanta ricchezza che potrebbero sfamare chiunque. Ma se la tengono.
Comunque il mondo ha una data di scadenza: non mi pare che il maschio – perché il mondo è del maschio – sia lungimirante. Se lo fosse stato si sarebbe curato di non dare fuoco alle risorse che avevamo. Ora abbiamo distrutto l’ambiente e con lui noi. L’inquinamento non è un capitoletto nel libro di scienze naturali, è la ragione per la quale le nuove generazioni farebbero meglio a non essere nate. Eppure non si sta andando nella direzione opposta.
La crisi climatica è lì come un avvoltoio che le precedenti generazioni hanno attratto e ora vola in cerchio sopra le nostre teste. Ci manca davvero molto poco.
Eppure si sfrutterà il suolo fino all’ultimo seme, l’acqua fino all’ultima goccia – questo mentre migliaia di animali crepano con un colpo di pistola in fronte al mattatoio, mentre vengono sgozzati e sono ancora coscienti – soffocano nelle gabbie, vengono triturati vivi insieme ai gusci d’uovo.
Tu vorresti esser nata in un mondo in cui chi non ha fatto nulla viene trucidato giornalmente per i nostri palati?
Quanto è perverso? Quanto fa schifo?
E non ho toccato il fondo.
Questo è un sistema creato non “dagli esseri umani”, creato dal maschio. Ebbene, nella società del maschio ci viviamo da schiave pure noi: le donne.
Io ero una bambina – una bambina che con buona pace dei miei genitori che nulla mi hanno fatto mancare, mai avrebbe voluto essere nata.
Hai una vaga idea di cosa devono subire le donne dal primo vagito che emettono? Sono sicura di sì ma ti rinfresco la memoria.
Veniamo stuprate nelle nostre culle: sì persino da neonate. E poi da bambine, da ragazze, da donne, da vecchie: il maschio non ha un’età in cui non infilerebbe il suo disgustoso membro nei nostri interstizi. In cui non violerebbe il nostro corpo con i suoi schifosi escrementi.
Veniamo picchiate: nelle nostre case da chi dice di amarci.
I più generosi ci stuprano a pagamento: sfruttano le più povere di noi, si approfittano di donne con i crampi dalla fame, i brividi di freddo, figli da mantenere per farsi succhiare il loro lurido pene in cambio di banconote. Che generosi. Che pezzi di merda.
E se fosse gratis e non ci fosse il deterrente delle malattie, penso che trovare un maschio che non abuserebbe di una prostituta sarebbe più difficile che trovare un ago in un pagliaio.
Fin da piccole se la prendono con noi, con la nostra infanzia: in Occidente poco male – ci insegnano a fare le mammine ficcandoci una bambola e un passeggino tra le braccia, dicendoci di fare le brave.
In Africa ci tagliano la clitoride senza anestesia.
Ci fanno sposare – e quindi stuprare – da uomini adulti ad appena dodici anni o meno.
Ci vogliono analfabete, tutte coperte per non tentare il maschio, per far felice un dio misogino. Ma quale dio non è misogino? Non il dio del maschio.
Quale folle egoista imbecille farebbe nascere una bambina in un tale merdoso mondo?
E se anche nascessimo nel meraviglioso Occidente, come tu tante volte lo hai descritto, saremmo circondate dalla violenza: da insulti per il solo fatto di esser donne, da canoni che ci chiedono di sfigurarci, di buttarci in faccia cosmesi, di metterci a novanta per piacere al sesso opposto. Ci addestrano per volere il sesso opposto e dalla pubertà in poi accettiamo la violenza pur di piacere al maschio.
Se ci ingravida diventiamo le sue serve e rimaniamo serve perché alla fine il doppio carico ricade su di noi, perché anche con il marito più di sinistra del mondo rischiamo di perdere il lavoro quando rimaniamo incinte.
Se abbiamo il privilegio di andare a scuola e in Occidente è così – cosa studiamo? Le idiozie che hanno scritto i “padri” della qualsivoglia disciplina. Studiamo il loro punto di vista - ci raccontano bugie su chi ha fatto la storia, la scienza, la letteratura. Finisce che alla fine non sappiamo nulla delle nostre antenate, di chi prima di noi ha realizzato i nostri sogni. Finisce che i nostri sogni non sappiamo quali sono, li confondiamo con la possibilità di vendere foto delle tette su OnlyFans.
Non c’era OnlyFans ai tuoi tempi: è prostituzione dove il maschio non ci stupra con il pene, ci stupra con lo sguardo. Ma oggi il porno è sdoganato – è di sinistra. Se dici il contrario, sei fascista!
Io ero una bambina ormai nata, sono una donna che non vorrebbe esser nata.
Ho trovato rifugio nel separatismo in un mondo che cade a pezzi, mi rifugio nei salvifici valori del femminismo, mi rifugio tra le braccia di una donna perché ho scelto il lesbismo, ma mica sono cieca, so cosa succede alle mie sorelle che del femminismo non vedono manco l’ombra, che si affiancano all’oppressore chiamandolo “amore”.
Alla tua domanda se è meglio il nulla o una vita che pur fa soffrire, Oriana, ti rispondo il nulla, se la vita l’ha creata il maschio: del resto, loro, pur di non ammettere che almeno la vita la facciamo noi donne hanno creato un dio uomo.
 

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