Martedì 27 gennaio a Roma presidio in Piazza Santi Apostoli alle ore 10:00 per contestare il Ddl approvato dal governo e poi alle 11:30 una conferenza stampa alla Camera dei deputati
Caregiver Familiari Uniti (CFU), coordinamento nazionale dei lavoratori che si occupano della cura di familiari disabili, ha indetto una manifestazione a Roma il 27 gennaio alle 10 con un presidio in Piazza Santi Apostoli, seguito da una conferenza stampa alle 11,30 presso la Camera dei deputati. CFU (oltre 10mila iscritti), intende sollecitare la modifica del Ddl Locatelli per giungere a una legge che tuteli la condizione dei caregiver, coloro cioè, soprattutto donne, che assistono i propri familiari disabili, ma ciononostante non vedono ancora pienamente riconosciuta la loro condizione di lavoratori, spesso a tempo pieno.
Oltre 30 le associazioni che hanno aderito, tra cui Disabili per la Pace e DisabilityPride.
I tratti essenziali del Ddl contestato
Il Consiglio dei ministri il 12 gennaio scorso ha approvato un disegno di legge per il riconoscimento giuridico e la tutela economica della figura del caregiver familiare, preludio all’iter parlamentare per la votazione della legge.
Alessandra Locatelli (Lega), ministra per le Disabilità, l’ha definita “una norma per la dignità e il riconoscimento di molte persone varata dal suo governo, dopo 10 anni in cui sono naufragate tante proposte di legge”.
Si prevede lo stanziamento di 257 milioni di euro annui, ma solo a partire dal 2027.
Il caregiver familiare che assiste una persona con disabilità grave per 13 ore al giorno, ovvero 91 settimanali, si vedrà erogare un massimo di 1.200 euro trimestrali (400 euro al mese), a condizione di avere un reddito annuo da lavoro entro i 3mila euro e un Isee familiare entro i 15mila euro: requisiti entrambi molto bassi.Sul portale INPS finanziato nell’ultima Legge di Bilancio con 1,15 milioni di euro; da settembre di quest’anno una piattaforma dedicata consentirà di presentare domanda per il riconoscimento del ruolo di caregiver familiare.
Il Ddl prevede il riconoscimento dei caregiver familiari, con tutele differenziate secondo il carico assistenziale: principali beneficiari saranno i caregiver conviventi che prestano almeno 91 ore settimanali di assistenza il che, secondo il governo, concentrerà le risorse disponibili prevalentemente su chi svolge l’attività di cura a tempo pieno.
Sono previste tutele anche per caregiver conviventi che svolgono dalle 30 alle 90 ore settimanali o dalle 10 alle 29 ore.
Per coloro che non convivono con la persona che assistono, il riconoscimento prevede che svolgano almeno 30 ore settimanali.
I caregiver riconosciuti potranno avere diritto al congedo parentale, se chi deve essere assistito è minorenne.
Gli studenti caregiver potranno essere esonerati dal pagamento delle tasse universitarie o vedere riconosciuta l’esperienza di cura come credito nei percorsi di formazione scuola-lavoro. L’entità del contributo dipenderà dalle domande che verranno presentate, allorquando sarà individuata la platea di destinatari e sarà compatibile con le ulteriori misure di sostegno previste per i caregiver familiari a livello regionale.
Le reazioni
Il Ddl Locatelli ha suscitatomalcontentonelle organizzazioni che difendono i diritti delle persone con disabilità, poiché non fornisce gli attesi riconoscimenti giuridici, socialie psicologici nei confronti dei caregiver. Sarebbero servite più risorse economiche per garantire anche forme di prepensionamento e contributi previdenziali,soprattutto per i caregiver conviventi a tempo pieno. I rappresentanti dei Caregiver Familiari Uniti (CFU), denunciando le principali criticità del Ddl sui caregiver familiari, evidenziano i risultati di un sondaggio nazionale che mette in relazione lavoro di cura, povertà e genere.
Secondo i CFU, nel Ddl la definizione formale della figura del caregiver introdotta, non si traduce in tutele reali.
Anche CoorDown, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle persone con sindrome di Down, è critico. La presidente Martina Fuga sottolinea che: “servono strumenti concreti, servizi diffusi e tutele previdenziali certe”.
Per Osvaldo Barba, portavoce dei Disabili per la Pace (Campania): “il Ddl Locatelli è da rifare. Non riconoscere le attività di cura come un lavoro senza diritti, salario e diritti previdenziali, significa non riconoscere nemmeno chi le svolge che, nella maggior parte dei casi, sono le donne. La manifestazione del 27, partita dal basso, chiede di modificare questo Ddl. Serve una risposta politica immediata, sia a livello nazionale che delle singole regioni”.
Così Nicola Fratoianni, Segretario di SI (AVS): “a causa dei criteri di accesso assurdi, solo l'1% dei caregiver potrà fare domanda. Noi invece abbiamo presentato due proposte di legge alla Camera e al Senato, che potrebbero aiutare davvero migliaia di famiglie in difficoltà, dando loro un riconoscimento formale e professionale, prevedendo fino a 10.000 euro annui di indennità economica e contributi previdenziali, ampliando la platea e fornendo un supporto psicologico nello svolgimento dell’attività. Il governo ci ascolterà e farà la cosa giusta, o ci ignorerà abbandonando i caregiver e i familiari malati a loro stessi?”.
Lo scopriremo solo vivendo, parafrasando una nota canzone.
Floriana Mastandrea
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