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Col NO : si all’affluenza e alla partecipazione.

Col NO : si all’affluenza e alla partecipazione.

la vittoria del NO al Referendum accompagnata da un'affluenza ed una partecipazione straordinaria ed inaspettata, pone hai Partiti che il NO hanno sostenuto e per cui hanno fatta Campagna elettorale, di comprendere e rappresentare il riconosciuto impegn

Martedi, 24/03/2026 - Col NO : si all’affluenza e alla partecipazione./ il femminile di giornata
Che abbia vinto il NO al Referendum, non ci sono dubbi, e che ognuno, ovvero Governo e opposizione, secondo la scelta del proprio voto è normale che gioisca o al contrario si senta deluso perché sconfitto. Eppure c’è qualcosa che sicuramente potrebbe interessare o meglio impegnare tutti per uscire da questo appuntamento, ognuno dalla propria parte con una riflessione più laica e approfondita utile alla programmazione del fare politica, per il domani, in modo rivisto per tutte le forze in campo, seppur ognuno col proprio progetto. I temi all’ordine del giorno riguardano, si può dire, con le dovute specifiche tutte le forze politiche, se è vero che almeno l’enorme affluenza, la percentuale eccezionale di votanti ai limite del 60%, la partecipazione straordinaria, non era nella percezione di nessuno, neanche dei centri d’indagine del voto ed è risultata una vera sorpresa, tanto da far dire che qui i veri vincitori siano i cittadini. UN’AFFLUENZA al voto, sorprendente, che parla d’un paese che si è’ appassionato e così, nello specifico ha data grande forza ai partiti d’opposizione con in testa il PD. Una partecipazione clamorosa, sale della democrazia e che bisogna lavorare ed impegnarsi perché si concretizzi e di nuovo interagisca nelle future votazioni politiche. Ed è allora importante, che innanzitutto quell’opposizione che schieratasi per il NO, è risultata vincitrice, s’interroghi il perché di quell’inaspettato NO a valanga e da dove sia venuto con tanta abbondanza. Considerando anche, con onestà intellettuale, quante dichiarazioni per il SI fossero venute ,anche,dall’interno delle proprie file di simpatizzanti storici della sinistra. Se ci sono risposte immediate e apparentemente semplici come quella che “molti Italiani quando si trovano a decidere se cambiare parti sostanziali della Costituzione, e non piccoli aggiustamenti” dicono NO”; certamente questo voto referendario ha vista un’affluenza straordinaria e inaspettata, una partecipazione che racconta un’Italia che ha voluta dire la sua oltre la materia referendaria . Un voto che ha visto, anche , in entrambi i campi, diciamo, sia delle forze politiche di governo e anche nelle forze dell’opposizione, una scelta oltre le indicazioni ufficiali delle forze politiche e governative e non, e che pretende un’indagine seria e responsabile delle motivazioni che lo hanno determinato. La prima notazione, riportata da ogni indagine sul voto , accredita il peso decisivo dei giovani, che si ritiene abbia fatta la differenza nella vittoria del NO.
E’ questo, allora, sicuramente uno dei primi punti da cercar di comprendere, se come opposizione, si vuole ipotizzare e sperare che quello stesso voto sia recuperabile per puntare ad una vittoria nelle le future elezioni politiche. Questo prevede allora interpretare a cosa, andando oltre la Magistratura e i suoi problemi, la maggioranza dei giovani abbiano detto NO. Semplicemente al merito del quesito referendario e alla difesa della Costituzione e / o ad altro che potrebbe leggersi come per esempio un’insofferenza alla sudditanza Trampiana della Presidente Meloni , e ovviamente ed in generale alle sue scelte ed alleanze. Risposte importanti per orientare le politiche dello schieramento che ha fatto campagna elettorale per il NO ma il cui ambizioso obiettivo è nelle prossime elezioni mandare, con il massimo consenso elettorale, a casa il governo attuale che, questa riforma aveva voluta, a firma del Ministro Nordio e che fino all’ultimo aveva sperato di vincere. Questo voto dunque se certamente racconta che c’è una maggioranza alternativa che contesta l’attuale governo, e che ha espressa un’energia civile straordinaria, pone la complessa domanda di come rappresentarla nella sua totalità per averla alleata nelle prossime elezioni per un cambio di gestione del potere. Domande e quesiti decisivi che coinvolgono anche in prima persona il mondo della magistratura, che a tutti i votanti del NO, ed ai giovani anche di più, deve risposte sui cambiamenti e aggiustamenti che proprio la magistratura non deve rinunciare a proporre e ipotizzare. La vittoria del NO e la stessa voce, durante tutta la campagna referendaria, di tanti magistrati non ha mai comunque negato problemi urgenti del settore giustizia che è necessario affrontare, aggiungendo, sempre e comunque, non fosse quello del referendum il modo utile e necessario per farlo. Anzi si può dire che proprio la campagna referendaria, che forse per la prima volta ha avvicinato tanta gente davvero a comprendere cosa sia la magistratura, a incuriosirsi dei problemi, dei temi che la coinvolgono, per guardare gli eventi con occhio positivo, può oggi chiedere e spingere che si affrontino i nodi e le problematiche che affannano il settore per un’efficienza dello stesso, necessaria a tutta la società. In sostanza la vittoria del NO non significa: no al rinnovamento della questione giustizia, ma che non era quello proposto dalla legge Nordio il modello approvabile .Un Referendum tra l’altro che poteva essere cancellato, o mai richiesto se il Governo Meloni, dopo aver presentata la legge avesse accettato un dovuto dibattito e lavoro parlamentare per arrivare ad una ricerca di mediazioni politiche protese ad una risoluzione, data la delicatezza della materia , riconosciuta da tutte le forze parlamentari di maggioranza e opposizione. Ed allora per guardare alle future elezioni politiche 2027 che ovviamente nei programmi avranno anche , nuovamente, il tema della giustizia è necessario che il famoso campo largo si interroghi e sia capace, per rendere concreta la sua voglia vittoria, di riuscire a proporre un’idea nuova e ridisegnata di paese , anche sulla base di quanto riusciranno a decifrare delle domande e delle aspirazioni nascoste in quei voti NO espressi dai giovani e dalle giovani, che siamo certe costituiscano una parte importante dell’elettorato che ha fatta la differenza. Una certezza che viene anche dalle iniziative che tante realtà femminili hanno promosso nella campagna elettorale per promuovere e motivare la loro partecipazione alla campagna referendaria indicando il NO come la loro scelta preferenziale
La sorpresa del voto di questo Referendum, se da una parte ha regalato a tante e tanti di noi, l’entusiasmante presa d’atto di un paese che ha proposta una vitalità, una scesa in campo impensata e sorprendente, dall’altra impone alle forze in campo di decriptare l’aspettativa e la domanda implicita che tale protagonismo ha portato con se .Ed è quindi auspicabile che le forze d’opposizione oltre a parlare di primarie per identificare l’ipotesi di chi potrebbe divenire la o il leader del campo largo, in modo non meno urgente e utile s’impegnino a comprendere quale sia la domanda dei giovani intrecciata al NO con cui hanno contribuito alla vittoria referendaria, comprenderla e darle sostanza e risposte, perché si riconoscano e si sentano di partecipare alla realizzazione dei programmi da mettere a punto per le elezioni prossime venture che puntano nel 2027 a battere l’attuale Governo di Giorgia Meloni. Paola Ortensi

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