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Comunità ComuniCAAnte, Ardea e Pomezia il diritto alla comunicazione come responsabilità collettiva

Comunità ComuniCAAnte, Ardea e Pomezia il diritto alla comunicazione come responsabilità collettiva

Incontro conclusivo del progetto che promuove nel territorio una cultura dell’inclusione e della partecipazione

Lunedi, 02/11/2026

Il 30 ottobre a Selva dei Pini cittadini, istituzioni e professionisti si sono confrontati insieme alle persone che usano la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) per promuovere una cultura dell’accessibilità comunicativa.
Una comunità inclusiva è una comunità in cui tutte le persone hanno l’opportunità di comunicare, esprimere le proprie scelte e partecipare alla vita quotidiana. È il messaggio emerso dalla giornata informativa e di sensibilizzazione del progetto “Comunità ComuniCAAnte – La comunicazione come strumento di inclusione sociale”, che si è svolta venerdì 30 ottobre nell’Aula Magna del Complesso Selva dei Pini, sede del Consorzio Sociale di Ardea e Pomezia.
L’iniziativa, gratuita e aperta alla cittadinanza, è stata il momento di restituzione del progetto, promosso dall’associazione NOIDONNE TrePuntoZero APS-ET e realizzato con i fondi dell’Otto per Mille della Chiesa Valdese, con il patrocinio di ISAAC Italy e del Consorzio Sociale di Ardea e Pomezia. Hanno partecipato famiglie, professionisti, associazioni e rappresentanti delle istituzioni, in presenza e in diretta streaming su Zoom.
La comunicazione è un diritto, non un privilegio
Al centro dell’incontro la CAA: strategie, strumenti e modalità comunicative che permettono alle persone con bisogni comunicativi complessi di esprimersi, comprendere le informazioni, scegliere e partecipare.
Un diritto che non può dipendere dalla disponibilità di un professionista né restare confinato ai contesti terapeutici ed educativi: deve trovare spazio nei luoghi della vita quotidiana, come scuole, servizi, uffici pubblici, attività commerciali e spazi di relazione. L’accessibilità comunicativa non è responsabilità esclusiva delle famiglie o degli specialisti, ma un impegno dell’intera comunità: significa imparare a comunicare in modi diversi, offrire informazioni comprensibili, rispettare i tempi di ciascuno e riconoscere il valore di ogni forma di espressione.
Le istituzioni
I lavori si sono aperti con il saluto del sindaco di Ardea, Maurizio Cremonini, che ha auspicato, una volta reperiti i fondi, una collaborazione concreta tra Consorzio sociale, Comuni e Comunità ComuniCAAnte per diffondere la CAA sul territorio. La sindaca di Pomezia, Veronica Felici, giunta a lavori già avviati per impegni precedenti, ha espresso grande interesse per il progetto e la necessità di lavorare in sinergia con il Consorzio per arricchire la formazione di operatori e assistenti che lavorano con le persone con disabilità.
La direttrice del Consorzio, dott.ssa Katia Matteo, ha portato i ringraziamenti del presidente del CdA, dott. Alessandro Stazi, e del direttore generale della ASL Roma 6, dott. Giovanni Profico. Ha poi ripercorso il cammino che ha portato al protocollo d’intesa tra NOIDONNE TrePuntoZero e il Consorzio, ringraziando le dott.sse Claudia Sperduti e Valeria Petricca per aver acceso l’attenzione sulle potenzialità della CAA nelle comunità e nei servizi sociali. Il protocollo si è tradotto non solo in attività di sensibilizzazione, ma anche nella messa a disposizione degli alloggi del Dopo di Noi, resi accessibili dal punto di vista comunicativo.
Le tre azioni del progetto
La dott.ssa Petricca ha illustrato i principi pedagogici e le basi scientifiche alla base di Comunità ComuniCAAnte, nati dai bisogni rilevati nei territori di Ardea e Pomezia e dalla necessità di responsabilizzare la collettività per sostenere autodeterminazione e partecipazione. La dott.ssa Sperduti ha presentato le tre azioni realizzate:
1. Informare e diffondere buone prassi, con un sito internet in doppia versione, classica e in linguaggio facile da leggere;
2. Formare, con un corso gratuito di 25 ore a cui hanno partecipato 100 persone tra clinici, caregiver familiari, istruttori sportivi e cittadini;
3. Realizzare interventi di accessibilità comunicativa (in corso) nei territori di Ardea e Pomezia, tra cui l’Agriturismo all’Ombra del Gelso, Ottica Avenale, lo Studio Dentistico Marroncelli, le Case del Dopo di Noi, i centri diurni e il Centro Alzheimer.
Le voci della giornata
La dott.ssa Arianna Felicetti, presidente di ISAAC Italy (sezione italiana della Società Internazionale di CAA), ha ribadito che il diritto alla comunicazione non è più negoziabile e ha presentato alcune proposte di lavoro alle istituzioni. Il dott. Fabrizio Corradi, coordinatore del Comitato Scientifico di ISAAC Italy, ha parlato della responsabilità della comunità nell’abbattere le barriere che impediscono autodeterminazione e partecipazione delle persone con disabilità.
Una delle testimonianze più intense è stata quella di Arianna Belluzzo, che comunica con un puntatore oculare e un software dedicato: ha raccontato di essersi sentita isolata e non considerata quando chi le stava intorno non era pronto ad accogliere il suo modo di comunicare. Le specialiste in CAA e Tecnologie Assistive Giorgia Corsi (terapista della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva, specialista in CAA e TA) e Chiara Ardito (logopedista, specialista in CAA e TA) hanno mostrato come le tecnologie possano sostenere sia la persona con disabilità comunicativa sia chi entra in relazione con lei. Il pubblico ha inoltre potuto conoscere e provare strumenti di CAA a bassa ed alta tecnologia.
Un progetto per cambiare la cultura della comunicazione
«Il nostro obiettivo è portare la comunicazione fuori dai soli contesti specialistici e renderla una responsabilità condivisa. Una scuola, un ufficio pubblico, una farmacia o un’attività commerciale possono diventare luoghi più accoglienti quando si organizzano per riconoscere e sostenere modalità comunicative differenti», sottolinea Valeria Petricca, responsabile scientifica del progetto e specialista in CAA e Tecnologie Assistive.
«Vogliamo favorire un cambiamento culturale: non chiedere alle persone di adattarsi a contesti che non le comprendono, ma costruire contesti capaci di accogliere il maggior numero possibile di persone. L’accessibilità comunicativa riguarda i diritti, le relazioni e la possibilità concreta di partecipare alla vita della propria comunità con le proprie modalità comunicative ed i propri strumenti», aggiunge Claudia Sperduti, co-progettista e specialista in CAA e Tecnologie Assistive.
Il percorso di Comunità ComuniCAAnte prosegue per rendere la comunicazione sempre più accessibile, perché nessuno sia escluso dalla possibilità di scegliere, esprimersi e partecipare.
Informazioni sul progetto
www.comunitacomunicaante.it
Contatti stampa
Comunità ComuniCAAnte – info@comunitacomunicaante.it – WhatsApp: 352 007 6352 

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