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Convegno a Lamezia  “Ingrati: la

Convegno a Lamezia “Ingrati: la "sindrome rancorosa del beneficato", in omaggio alla Psicoterapeuta

Il 5 Maggio 2026, l’Associazione “Il Vizio di Vivere e non solo” presieduta da Marinella Pucci, ha realizzato un interessante convegno a Lamezia Terme dal tema “Ingrati: la "sindrome rancorosa del beneficato", in omaggio alla Psicoterapeuta Maria

Mercoledi, 06/05/2026 - I saluti del Presidente dell’Associazione “Il Vizio di Vivere e Non Solo, Marinella Pucci, anima pulsante di tale importante realtà territoriale, ha dato seguito all’ introduzione nel vivo dei lavori, la relazione della Prof.ssa Caterina Destito che ha fatto un excursus del “rancore” lungo la storia dai tempi dei socratici ad oggi, evidenziando come tale sentimento abbia fatto sempre la sua comparsa fra i grandi personaggi; in seguito ha relazionato la Psicologa-Psicoterapeuta Dott. ssa Anna Fazzari Presidente del CLES. Alla presenza di un folto ed interessato pubblico si è descritta l'ingratitudine patologica di chi, dopo aver ricevuto aiuto in un momento di difficoltà, sviluppa risentimento verso il benefattore anziché gratitudine. Il beneficiato, sentendosi umiliato dalla dipendenza, svaluta l'aiuto ricevuto per riaffermare il proprio ego.
Tale meccanismo psicologico che si poggia e nutre del rancore, nasce per negare il bisogno e il potere del benefattore, trasformando il beneficio in un peso o in un’invadenza. Il beneficato ha alla base bassa autostima ed è incapace di trasformare l'invidia in ammirazione, portando a calunniare o dimenticare chi ha teso la mano. La Relatrice ha delineato Identikit del "Rancoroso" e
quali sono le caratteristiche psicologiche che favoriscono questa sindrome che corrode chi ne è affetto. Il rancore è un sentimento complesso e duraturo, caratterizzato da un risentimento profondo e un'ostilità persistente verso chi si presume che aiutandoci, abbia causato un torto o una ferita emotiva. È spesso descritto come una "rabbia fredda" o una ruminazione continua che corrode internamente, mescolando emozioni come odio, paura e disprezzo.
E’ stato tracciato anche il profilo psicologico del “Buon Benefattore” e sottolineato anche i segnali d’allarme cui deve prestare attenzione prima di esserne coinvolto e diventare il nemico che "ricorda" al soggetto beneficato il suo fallimento passato.
La Psicologa-Psicoterapeuta ha indotto una suggestione emotiva alla platea, necessaria per scavalcare la barriera del ragionamento logico e parlare direttamente alla parte più antica del nostro cervello, il paleoencefalo. Le emozioni non si spiegano, si evocano. E’ stato realizzato un Ancoraggio fisico, collegando un'emozione a un gesto, un suono o una parola specifica, tema del presente incontro.
A conclusione è emerso che occorre accettare la propria ed altrui vulnerabilità come parte della condizione umana, vedendo il benefattore non come un "padrone", ma come un compagno di viaggio, perchè saper ricevere è un atto di coraggio tanto quanto saper donare ed il beneficato è persona fragile che viene erosa dai suoi stessi sentimenti rancorosi. Spazio poi in conclusione alle domande da parte del pubblico attento e numeroso ed alle riflessioni personali.
Dott. Anna Fazzari Presidente CLES

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