Login Registrati
Dopo il Nobel a Navi Pillay

Dopo il Nobel a Navi Pillay

L'assegnazione del Nobel per la Pace a una grande giurista e la 'rivalutazione della modestia che è opposta alla supponenza e tracotanza degli uomini di potere'

Giovedi, 22/10/2026

Succedono fatti nuovi e si producono urti in una situazione generale che scombina l’ordine di ciascun paese e dell’UE. Perfino la nomina del Nobel della pace, che Stoccolma ha ineccepibilmente attribuito alla giurista sudafricana Navi Pillay, già membro della Corte penale Internazionale, ha fatto infuriare Trump (sempre deluso di non essere premiato lui) e Netaniahu.
Navy viene accusata di avere demonizzato gli ebrei perché è stato il suo Sudafrica a chiedere alla Cpi la condanna del governo israeliano per genocidio del popolo palestinese. Netaniahu è stato accolto per imposizione di Trump negli Usa, ma non può andare in giro per il mondo perché ovunque dovrebbe essere arrestato e deferito alla Corte: se gli Usa trasgrediscono, l’Europa fa conto di niente, ma per lo meno resiste.
Fino alla premiazione di Navy.
Infatti Rubio ha promesso che la Corte, essendo una “canaglia, la smantelleremo”. Netanyahu a sua volta di rincalzo: “E’ una vergogna, la premiata demonizza gli ebrei”.
Solo che in tutto il resto del mondo non si può accettare la violazione dei diritti fino a questi estremi ed è stato condiviso il giudizio di Stoccolma e la difesa della Corte. A partire da Ursula von der Leyen fino a - meno male - Giorgia Meloni per l’Italia.
Solo che il kaos, analizzato al bel convegno di Modena, si viene mostrando in tutti i sui effetti. E denuncia le responsabilità. Per la prima volta siamo obbligati - purtroppo solo platonicamente - a dire che, sì, non siamo più i devoti sudditi degli Stati Uniti della presidenza Trump. Che con un colpo di disumanità voleva - è simbolico - fucilare in diretta televisiva un cittadino americano traditore e condannato a morte.
Siamo tutti obbligati a confessare che è anche nostra l’ipocrisia istituzionale: gli europei dimenticano in fretta le constatazioni dei misfatti e non reagiscono nemmeno quando sanno che la Nato non conta più con i soldi (e le truppe) americani e siamo soli davanti al “che fare” con i droni di Putin.
La Russia - sempre in grande intesa con Trump che cerca di sostenerla per controllarla - sembra responsabile dei droni che capitano per caso anche in Polonia, come gli aerei che superano gli spazi aerei nordici.
Perché non tornare a sostenere la dignità di un’Europa che, avendoli inventati, è fedele alla politica dei diritti, a partire da quelli internazionali. Siamo gli europei pensati da Altiero Spinelli nel 1941, nel primo anno della seconda guerra mondiale, quando era confinato a Ventotene. Soprattutto se dovessimo difenderci da soli c’è bisogno di un esercito comune e non di un riarmo che sottrae a ciascun paese finanziamenti che con un minimo di cervello non andrebbero sottratti a sanità, scuola e welfare.
Smettiamo una buona volta questo perbenismo “di Corte” che non fa dire la verità, che dobbiamo salvare non solo la nostra dignità, ma la nostra sicurezza, che non sta nella miseria dei nazionalismi ma nel solo sovranismo europeo. E come italiani diciamoci che il “melonellum” non è solo un mostro giuridico, ma un machiavello violento di scardinamento dell’istituzione europea, nonostante i soldi che le chiediamo, e di futura imposizione di “regime”.
E non collochiamo - come sta avvenendo - nel silenzio ipocrita l’esempio di una donna come Pillay: Nobel dato ad un grande giurista (al neutro), ma anche ad una donna che alla competenza unisce il coraggio di quella libertà che non si contenta delle parole, ma si spende coraggiosamente senza ricercare né potere né fama. Una lezione per i politici e i governanti di oggi.
E per l’educazione dei giovani.
Una rivalutazione della modestia che è opposta alla supponenza e tracotanza degli “uomini di potere” oggi imitati dal modello unico.
Personale: quanto all’accusa (che le è stata rivolta) di parzialità per la causa palestinese, vorrei cercare di attenermi anch’io alla giurisprudenza dell’Onu. A parte l’ignoranza di molti che rischiano l’accusa di antisemitismo perché non sanno nemmeno la differenza tra ebrei, giudei, israeliani, ortodossi, sefarditi, vorrei esprimere la nostra laicissima ostilità contro la rielezione di Netanyahu, consapevole che anche gli ebrei democratici non lo voteranno mai. Perché non confrontarsi serenamente sulla Convenzione contro il genocidio votata dall’Assemblea generale dell’Onu il 9 dicembre 1948 ed entrata in vigore il 12 gennaio 1951, che definisce genocidio “atti aventi l'intento di distruggere, totalmente o in parte, un gruppo nazionale, etnico, razziale o religioso, in quanto tale: uccidere o causare danni fisici o mentali a membri del gruppo, sottoporre deliberatamente il gruppo a condizioni di vita intese a provocare la sua distruzione fisica, totale o parziale, imporre misure tese a prevenire le nascite all'interno del gruppo, trasferire forzatamente bambini del gruppo in un altro gruppo”.
 

©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®