Festival di Film di Villa Medici: i premi della 6ª edizione, tra cinema e arte
Dedicata alla memoria di Lili Hinstin, la manifestazione 2026 premia due registe: Miglior film ‘Marie Madeleine’ di Gessica Généus, Premio della Giuria ‘Tutti Frutti’, di Céline Sciamma
Anche quest’anno la magnifica location di Villa Medici a Roma si è aperta al territorio ed al vasto pubblico, con la 6ª edizione del Festival di Film che, tra proiezioni e dibattiti dedicati all’immagine in movimento, ha riempito di appassionati e curiosi le sale interne e l’arena del piazzale, raggiungendo il record di 5000 tra spettatrici e spettatori.
Gli spazi dell’Accademia di Francia della capitale si sono trasformati così in un luogo d’incontro e confronto tra autori e opere che, attraverso linguaggi innovativi, hanno sovvertito, reinventato e messo in discussione il consueto rapporto con la visione cinematografica: fin dalla sua creazione nel 2021, infatti, il Festival di Film di Villa Medici, ha inteso esplorare i legami tra cinema e arte contemporanea partendo alla scoperta di nuove forme di scrittura filmica.
L’edizione 2026 della manifestazione è stata dedicata alla memoria di Lili Hinstin (1977-2026), direttrice artistica, fra l'altro, del Locarno Film Festival, e produttrice cinematografica francese, che ha rivestito il ruolo di programmatrice dell’Accademia di Francia a Roma dal 2005 al 2009.
La giuria della manifestazione, composta dall’attrice franco-iraniana Zar Amir Ebrahimi, dall’artista visiva italiana Rosa Barba e dal regista e sceneggiatore rumeno Radu Jude, ha assegnato due Premi (entrambi a cineaste donne) e una Menzione Speciale all’interno di una selezione di 12 film in competizione internazionale: il riconoscimento al Miglior Film e al Premio della Giuria prevedono un contributo rispettivamente di € 5000 e € 3000 euro, oltre all'opportunità per i cineasti vincitori di effettuare una residenza a Villa Medici.
Il Premio Villa Medici per il Miglior Film è andato al film ‘Marie Madeleine’ della regista, attrice, cantante e scrittrice haitiana Gessica Généus; il Premio della Giuria è stato assegnato a ‘Tutti Frutti’ della nota cineasta francese Céline Sciamma; infine, il film ‘The apple doesn’t fall…’ del regista Dean Wei, ha ottenuto la Menzione Speciale.
Premio Villa Medici per il Miglior Film 2026
MARIE MADELEINE
di Gessica Généus (2026, Francia, Haiti, Belgio, Lussemburgo, Canada, 104’)
Produzione: SaNoSi Productions, Ayizan Production, Stenola Productions, Bidibul, Metafilms
Il film, presentato in anteprima mondiale nella sezione Cannes Première del Festival di Cannes 2026, si svolge a Jacmel, ad Haiti, dove la protagonista, Marie Madeleine (interpretata dalla stessa regista) vive di prostituzione. La sua strada incrocia quella di Joseph, un giovane evangelista. Tra questi due esseri agli antipodi nasce una relazione di cura e amicizia reciproca, che sfida gli stereotipi. Mentre la fede di Joseph vacilla, Marie Madeleine lo trascina verso un mondo in cui il desiderio e la ricerca di libertà rendono tutto possibile.
Gessica Généus è un’attrice, regista e produttrice haitiana. Ha fondato Ayizan Production per promuovere e produrre un cinema realizzato da Haiti. Il suo documentario Douvan jou ka leve (2017) è stato premiato in diversi festival. Il suo lungometraggio Freda (2021) è stato notato a Cannes, confermando la sua importanza nel cinema caraibico.
Motivazione della giuria:
«Per la sua esplorazione di ciò che accade quando la fede diventa al tempo stesso un rifugio e una prigione, quando la morale si trasforma in un'arma e quando il desiderio di libertà inizia a scuotere tutto ciò che ci è stato insegnato a credere; per il coraggio della sua visione e la straordinaria umanità del suo cinema, il Premio Villa Medici per il Miglior Film va a Marie Madeleine di Gessica Généus.»
TUTTI FRUTTI
Céline Sciamma
2026, Francia, 40’
Film inedito realizzato nell’ambito della collezione «Où en êtes-vous ?» ideata dal Centre Pompidou
Produzione: Lilies Films, Centre Pompidou
Da quando realizza le proprie immagini, da sola, con i suoi strumenti, Céline Sciamma ha accumulato un vasto archivio personale: montati insieme - dall’IA all’ASMR, dall’impegno al processo di Adèle Haenel - questi frammenti compongono un diario filmato e un saggio su ciò che diventa l’immagine oggi.
Diplomata in sceneggiatura alla Fémis, Céline Sciamma realizza il suo primo film, Naissance des pieuvres, nel 2007, seguito da Tomboy (2011) e Bande de filles (2014). Parallelamente porta avanti un’attività di sceneggiatrice, in particolare per Ma vie de courgette (2016) e Quand on a 17 ans di André Téchiné. Nel 2019, Ritratto della giovane in fiamme vince il premio per la sceneggiatura a Cannes.
Motivazione della giuria:
«Per il suo rifiuto della logica del ‘sempre di più’, per la sua capacità di intrecciare il politico e il personale, la storia e il presente, il cinema, la pittura, la letteratura, la musica e persino TikTok, e per il suo modo così originale di incarnare il desiderio di Stan Brakhage di vedere il cinema professionale ispirarsi agli amatori, il Premio della Giuria va a ‘Tutti Frutti’ di Céline Sciamma.»
Menzione speciale
THE APPLE DOESN’T FALL…
Dean Wei
2026, Francia, Cina, 19’
Produzione: NOWNESS China, THE O EYE
Cortometraggio drammatico e ibrido tra cinema e teatro, l’opera del regista cinese si svolge in una casa e segue un padre, una madre e una figlia adolescente che portano avanti ciascuno la propria routine, incrociandosi senza mai incontrarsi. Un film-teatro coreografato che fonde danza contemporanea e rotoli dipinti per osservare una famiglia prigioniera dei propri rituali.
Nato in Germania, Dean Wei è diplomato alla Beijing Film Academy. Oggi residente a Pechino, è regista, compositore e direttore della fotografia. Il suo film precedente, Ke wai huo dong (Extracurricular Activity), co-realizzato con Xu Yidan, è stato selezionato alla Berlinale Shorts 2025 per il premio al miglior cortometraggio.
Motivazione della giuria:
«Per la sua messa in scena della complessità, spesso taciuta, delle relazioni familiari, per il suo linguaggio cinematografico singolare e di una profonda acutezza, la giuria assegna una Menzione Speciale a ‘The Apple doesn’t fall’ di Dean Wei.»