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Hineni Ha Ana Dha Eccomi

Hineni Ha Ana Dha Eccomi

Una performance artistica pubblica, svoltasi qualche giorno fa a Sala Consilina (Sa), ha attraversato la memoria doverosa dell’Olocausto fino a pervenire all’attuale genocidio del popolo palestinese, per dimostrarsi consapevoli responsabili del presen

Martedi, 29/09/2026

Nel tardo pomeriggio dello scorso 19 settembre è stata allestita a Sala Consilina (Sa) una performance artistica denominata “Hineni Ha Ana Dha Eccomi”, organizzata dall'ANPI Vallo di Diano-Tanagro (Sa) e dalle associazioni “Ipazia la mente che non mente” e “Toko Film Fest”. Si è trattato di “Un momento pubblico costruito attraverso immagini, oggetti simbolici, musica, poesia e azione scenica, con l’intento di proporre una riflessione sul valore della memoria e sulla responsabilità di non restare indifferenti di fronte alla sofferenza. Il titolo dell’iniziativa ha unito tre espressioni, appartenenti a lingue e tradizioni differenti (n.d.r. ebrea, araba, italiana), accomunate dallo stesso significato: “Eccomi”. Un modo semplice per richiamare l’idea della presenza, dell’ascolto e della disponibilità ad assumersi una responsabilità nei confronti dell’altro.

La prima parte della performance ha attraversato la memoria della Shoah attraverso fotografie storiche, valigie, scarpe, immagini familiari e altri oggetti evocativi. La memoria è stata proposta come spazio di conoscenza e consapevolezza, nel rispetto della specificità delle vicende storiche richiamate e con l’intento di interrogare il presente senza sovrapporre esperienze e contesti differenti. Il percorso si è poi aperto alle sofferenze contemporanee (n.d.r. del popolo palestinese) attraverso altre immagini e altri simboli, costruendo un passaggio dalla memoria alla responsabilità civile. Non un confronto tra tragedie, ma una riflessione sul modo in cui il ricordo possa ancora oggi aiutarci a riconoscere la dignità dell’altro e a non abituarci alla violenza.

L’iniziativa non è nata in contrapposizione ad altri percorsi culturali o memoriali, ma si è inserita in un orizzonte più ampio di confronto, nel quale linguaggi, sensibilità ed esperienze differenti possono contribuire a tenere viva la memoria e ad alimentare il dialogo. Uno dei momenti più intensi della performance è stato affidato alla poesia (n.d.r. recitata dall’attore Enzo D’Arco) “If I Must Die” (“Se dovessi morire”) di Refaat Alareer, poeta palestinese, nella quale l’immagine dell’aquilone diventa simbolo di memoria, speranza e trasmissione. “Hineni | Hā anā dhā | Eccomi” ha voluto dire soprattutto questo: esserci. Con la memoria, con l’ascolto, con il rispetto e con la responsabilità di non voltarsi dall’altra parte”( ANPI Vallo di Diano-Tanagro).

L’ultima frase del componimento poetico “Se dovessi morire” di Refaat Alereer, un poeta palestinese che nel 2023 perse la vita insieme a suo fratello, sua sorella e i suoi tre figli in un attacco aereo dell’IDF nel nord di Gaza, recita “Se dovessi morire, fa che porti speranza fa che sia un racconto”. La consapevolezza di costruire il racconto ha conseguentemente mosso i partecipanti al flash mob a raccogliere il suo invito, per dare voce a chi non l’ha più. E, come nel passato personalmente mi sono sempre mossa contro l’Olocausto del popolo ebraico, così lo scorso 19 settembre mi sono messa in gioco nel rappresentare anche la tragedia del popolo palestinese. Perché è pur vero che la memoria dell’Olocausto sia un dovere, ma altrettanto è dimostrarsi responsabili nel presente.

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