La sessualizzazione dei nostri corpi è un problema tutto l’anno perché sempre siamo circondate da ridicoli cartelloni pubblicitari, bombardate da assurde pubblicità che ci fanno indulgere in fellatio ai cucchiaini invece che limitarsi a promuovere lo yogurt [1].
Siamo toccate da mani di maschi ben nascosti dietro la cinepresa e scrutate da mille occhi indiscreti [2].
Trucco e parrucco sono promossi fin da quando siamo piccolissime, pur edulcorati da confezioni fanciullesche, perline e arcobaleni [3].
Dall’infanzia all’adolescenza il passo è breve: prima siamo dedite a vuota bellezza, docili e immobili; poi aneliamo all’approvazione maschile e per ottenerla dobbiamo sessualizzarci. Questo ogni giorno dell’anno ma durante specifiche festività patriarcato e capitalismo si uniscono. L’uno vuole far soldi, l’altro mai ci ha viste come umane e tanto meno lo fa in specifiche occasioni.
Vengo al punto.
È trascorsa da poco una festività celtica che piace anche in Italia e che non passa inosservata. Ad Halloween noi donne non siamo spaventose, siamo compiacenti: dobbiamo essere volgarmente desiderabili, mezze nude alle porte di novembre, ammiccanti agli occhi di chi ci osserva lascivamente celandosi dietro alle tipiche maschere.
Loro comodi, ben nascosti e – come sempre – terrificanti. Noi: al loro cospetto.
Se mai vi è interessato prender parte ai festeggiamenti del 31 ottobre, in grande o in piccolo, avete mai cercato dei costumi a tema? Per noi donne non v’è niente di dignitoso. Vengono proposti i personaggi dei cartoni animati, le maschere classiche, le professioni quali l’insegnate, l’infermiera: si fa a meno di un bel po’ di stoffa, un pizzico di make up provocante, tacchi a spillo ed evviva la sessualizzazione. Molte si vogliono streghe: non il simbolo della ribellione femminista per eccellenza con rughe, porri e capelli grigi. Piuttosto: abiti stretti, lingerie e corpetti. Niente di meglio per conformarsi alla società del maschio [4].
Non serve andare a una festa a tema per assistere a questo orrore: basta avere un profilo social. Da settimane spopolano video di ragazze, famose o meno, che sfoggiano i loro costumi con musica suadente, inquadrature che mettono in risalto l’unica cosa che pare contare per noi donne: il corpo, anzitutto le gambe - doverosamente nude [5].
È mortificante. Questo è il punto.
Che cosa stiamo sostenendo? Chi stiamo soddisfacendo? Di cosa ci stiamo dimenticando?
La politica dei sessi vale anche durante le festività.
Tra poco più di un mese è Natale e, credenti o meno, simpatizzanti o meno, saremo di nuovo circondate da immagini di donne sessualizzate. Babbo natale è un barbuto obeso che dispensa doni; la versione femminile è una ragazza mezza nuda. Questo a dicembre: abbiamo freddo e siamo stufe di scoprirci per piacere.
Nessuno ci obbliga a conciarci in alcun modo ma il femminismo ci obbliga a non ignorare che molte di noi sono influenzate da questi canoni.
Concludo con un aneddoto.
Da tempo mi piace festeggiare Halloween: mi piace l’atmosfera, mi piace il periodo dell’anno. Ho anche un debole per la musica rock. Ho pertanto deciso di andare a un evento che unisse le due cose. Non l’avessi mai fatto. Per il front man è stata l’occasione per ricordare la supremazia del fallo: oltre a stonare, tra un pezzo e l’altro insorgeva con frasi a sostegno della pedofilia, della pornografia e dello stupro per eccellenza: la necrofilia. Un morto sta lì fermo, proprio come vuole il maschio: un buco inerme che non dà fastidio.
Ma il pubblico era lo specchio della società del maschio. Sorvolando sugli uomini che quando si tratta di sostenersi, stagnando nel loro bieco sessismo, battono chiunque.
Ma noi donne? Concordi.
Eppure eravamo tante ma poco importava. La maggior parte si dimenava su tacchi alti, esibendo docili corpi seminudi, ignorando l’incitazione alla violenza. Evidentemente ne siamo assuefatte: la società pornificata ci ha insegnato che la violenza non solo è normale ma è desiderabile.
Eppure tra il sessualizzante Halloween e il capitalista Natale c’è di mezzo la data più ipocrita dell’anno, dove anche chi guarda porno, silenzia noi donne più volte al giorno e mai si interessa seriamente di violenza, ci tiene a prendere parola. Tra non molto ci attende infatti il vuoto 25 novembre.
Mentre si consuma l’ennesimo femminicidio, perché nulla cambia se si ignora la radice del problema, dilettiamoci a dipingere un’altra panchina di rosso, magari con il sangue finto avanzato da Halloween.
Note:
1.Pubblicità dello yogurt Muller con indebito focus sulle labbra della protagonista mentre “avvolgono” il cucchiaino: https://www.youtube.com/watch?v=bevcl4kTA2E
2.Pubblicità della Campari dove il protagonista maschile stringe il corsetto della donna al bancone: https://www.youtube.com/watch?v=gXgZngPcB3w
Pubblicità yogurt Muller dove la protagonista è si lancia tra le mani di persone nascoste imitando la ciliegia che si tuffa nello yogurt: https://www.youtube.com/watch?v=GJx4Y9Cw9r4
3.Pubblicità relativa al make up rivolto alle bambine: https://www.youtube.com/watch?v=HjEtEo2oqBc
4. Tra i primi risultati di ricerca nei costumi per halloween “da donna”: https://it.costumalia.com/collections/costume-halloween-donna
5. Va sotto il nome di “Halloween walk trend”: https://www.instagram.com/popular/halloween-walk-trend/ .