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Lo Stato e la tutela dei minori

Lo Stato e la tutela dei minori

I bambini del bosco, i loro genitori e il senso della socializzazione

Lunedi, 30/03/2026 - Tra guerre, genocidi, donne ancora lapidate nel Sudan, femminicidi e violenze di ogni tipo con bombardamenti mediatici nel nostro quotidiano, nonostante tutto un’autentica socializzazione sarebbe veramente auspicabile per una società più sana. Non a caso il fiume giovanile “precipitato” nelle piazze con lo slogan “NO Kings” indica un NO alla guerra, al genocidio, alle ingiustizie e a tutto il divisivo piombato nelle loro vite. La protesta unisce e fa parte dei “No che aiutano a crescere”, tanto per citare Asha Phillips, la psicoterapeuta della prestigiosa Tavistock Clinic di Londra. Sono finalmente i giovani che ora possono riappropriarsi di quei NO che forse anche la famiglia non ha saputo più gestire. In effetti, a seconda delle convinzioni filosofiche, ideologiche, culturali, ogni epoca ha definito a suo modo il ruolo dei genitori e dello sviluppo dei figli. Inevitabilmente le idee sull’educazione riflettono i diversi modi di concepire l’infanzia.
Già i neonati e i bambini molto piccoli, sono individui incredibilmente raffinati, nel senso che sono in grado in base alle loro precise distinzioni di avere delle preferenze. Imitano a loro modo fissando un volto, riconoscono l’odore del latte della madre girandosi nella direzione di provenienza. Preferiscono le voci ritmate presentando delle peculiari risposte sociali. Il pediatra e psicoanalista D.W. Winnicott scrive che “un neonato non può esistere da solo, ma fa essenzialmente parte di una relazione”. È importante ciò che accade all’interno della relazione genitore-bambino, cioè la reciprocità di tale rapporto. W. Bion definisce che il compito genitoriale sia di “contenere” emotivamente il bambino. È proprio attraverso la continuazione dell’essere contenuti che il bambino impara a riconoscere le proprie esperienze dando loro una forma. La sicurezza di essere ascoltato e aiutato gli fa acquisire un modello su come affrontare un disagio e avviare quel difficile processo comunicativo nella relazione. Per migliorare la formazione verso un’attitudine sociale -sopraffatta dall’eccessiva tecnologizzazione-, occorre conoscere lo sviluppo dei sensi, perché il bambino è soprattutto un organo di senso. Henning Köhler illustra come il senso del tatto vissuto bene, ad esempio attraverso un rapporto di tenera premura della madre, predisponga nel bambino sensazioni di gratitudine e fiducia nella stessa esistenza per sviluppare in seguito delle capacità sociali. Il senso della vita, che necessita di calore, devozione e ritmo da parte della madre, per far sentire sostenuto il bambino soprattutto nel suo sviluppo di benessere fisico, è fondamentale per socializzare. I disturbi del sonno dei due gemelli, addebitati dai Servizi ad errori materni, molto probabilmente sono invece dovuti all’alterazione improvvisa del loro ritmo di vita, con l’allontanamento dalle figure genitoriali. Questo purtroppo non aiuta una sana socializzazione, ma predispone i piccoli, anche da grandi, a una difficoltà nel comprendere il pensiero dell’interlocutore. Un bambino così traumatizzato potrà frequentare un numero elevato di coetanei, senza mai colmare il vuoto del trauma subito, cercando invece nella narcosi la strada per placare quello sviluppo alterato. Strada percorsa purtroppo da moltissimi giovani. La dipendenza ormai è anche nei social, o peggio, nell’intelligenza artificiale, alla quale una tredicenne, gettata dal balcone dal suo fidanzatino, chiese come comportarsi per chiudere una relazione. Quell’adolescente, come altri che uccidono, come ha socializzato? Il giovanissimo o l’adulto che uccide perché non tollera una separazione e come ha vissuto il passaggio dalla figura materna a quella paterna? Un buon padre consente di iniziare il bambino alla realtà e alle relazioni affettive equilibrate. In questo delicato passaggio tra le due figure il divieto del padre è strutturante. Un buon padre consente al bambino di entrare nella realtà della vita sociale. Nathan, il padre dei tre bambini, ha dimostrato di essere stato un buon padre, anche per la capacità della madre di accompagnare i figli verso la figura paterna, altrimenti i bambini non avrebbero tollerato l’imposizione istituzionale dell’assenza materna. Il problema sulle origini della violenza e dell’aggressività è ancora conteso tra la biologia e la storia del pensiero, con tentativi di integrazione.
Altri due sensi di base, quali il movimento e l’equilibrio, quando alterati, compromettono un corretto sviluppo sociale: il primo legato anche a un movimento interiore, dopo insuperabili vessazioni, degenera nel desiderio di morte e nel non percepire le parole dell’altro; il senso dell’equilibrio, invece, opposto al senso della vita, è alla base del sentimento di piacere. Quando vissuto bene da piccolo, permette di sentire il senso dell’esistenza e dell’altro essere umano in uno spazio comune. Nulla di più importante per una corretta socializzazione è vivere armonicamente almeno il periodo della prima infanzia.
Un errore imperdonabile dividere i bambini dai loro genitori e dal loro ambiente di residenza, paese che ama questa famiglia e che avrebbe influito positivamente sull’ulteriore inserimento sociale. Si poteva procedere con delicatezza considerando che si trattava di persone provenienti da un’altra cultura, soprattutto non devianti e con dei bambini adorabili. I Servizi Sociali sono utilissimi dove esistono situazioni scabrose come il minore che accoltella la professoressa, in modo da offrire una speranza di rieducazione e sostegno. La punizione in quel caso non serve, meno che mai per i bambini del bosco. Un errore scegliere l’autoritarismo istituzionale per la cosiddetta socializzazione…
La storia dell’Occidente è segnata dall’autoritarismo del padre. F. Kafka scrisse una “Lettera al padre”, mai spedita a quel tiranno che lo sottometteva. Per tale trauma Kafka non si sposò mai. Nel nostro secolo, invece, lo Stato si fa carico dell’educazione quando è necessario e la scuola diventa un accesso al sapere e alla vita sociale. I padri di oggi, pur essendo così presenti nella vita dei figli, sono anche percepiti come grandi assenti. Entrambi i genitori, però sono fondamentali per il futuro affettivo e sociale dei bambini, poiché essi stessi inseriti in un continuum sociale.
Una conoscenza della psicologia dello sviluppo del bambino avrebbe evitato questo inutile trauma.
Finalmente anche le istituzioni hanno riscoperto la figura paterna di questi bambini, dolce e autorevole. Si spera che per questa famiglia ci sia, anche se tardiva, una giusta Resurrezione.

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