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MERCOSUR: AGRICOLTURA IN SUBBUGLIO

MERCOSUR: AGRICOLTURA IN SUBBUGLIO

Ursula Von der Leyen pur tra differenze d'opinioni di diversi paesi, anche di peso come la Francia, si prepara entro gennaio a firmare il trattato commerciale del Mercosur, grazie all'adesione dell'Italia che ha garantito la necessaria maggioranza quali

Martedi, 13/01/2026 - MERCOSUR: AGRICOLTURA IN SUBBUGLIO / il femminile di giornata
URSULA Von der LEYEN da il via libera alla firma del trattato di libero scambio tra l’Unione europea e il MERCOSUR, ovvero: con Brasile, Argentina, Paraguay,Uruguay. Il primo stadio è fatto di due fasi e due testi, ovvero l’immediata firma dell’accordo commerciale ad interim, che può entrare in vigore con l’adesione della maggioranza qualificata degli stati membri, (che significa almeno 15 stati Ue pari al 65% della popolazione Ue) resosi possibile proprio grazie al si dell’Italia; c’è poi il più ampio accordo di partenariato Ue-Mercosur che un giorno, con la sua firma , dovrà inglobare anche quello commerciale ( per questo definito ad interim) e include cooperazione economica, politica, sul clima, digitale, migrazione, e richiederà la ratifica nazionale di ogni singolo Stato membro. La decisione di firmare, per gli stati che hanno aderito, rappresenta “ un segnale forte” viene affermato, d’impegno per la competitività europea, la crescita e le nuove opportunità per le imprese
Il via Libera a cui è arrivata la Von der Leyen, sembrava essere già stato deciso alcuni mesi fa, ma non era stato possibile arrivare all’accordo, anche per l’opposizione dell’Italia, decisiva per poter firmare, perchè si riteneva insoddisfatta rispetto alle problematiche che il trattato può rappresentare, per i conflitti annunciati con il mondo dell’agricoltura. Un aumento di fondi al settore, per altro anticipo di fondi già esistenti, ha convinto l’Italia ad aderire alla firma del trattato, ritenendo insieme ad altre clausole riguardanti la salvaguardia quantitativa e qualitativa dei prodotti importabili dai paesi del Mercosur, di aver raggiunto un equilibrio e un successo per il settore agricolo. Ma la scelta del governo italiano, per altro non condivisa da altri paesi dove l’agricoltura ha un peso importante come la Francia, la Spagna, ha trovato una risposta preoccupata e non convinta delle organizzazioni agricole Italiane Confagricoltura, Coldiretti e Cia che chiedono più garanzie al governo prima d’aderire al trattato. E anche, assai più radicale la posizione di molti agricoltori, aderenti a” Riscatto Agricolo”, un movimento nato negli ultimi anni sulla spinta delle notevoli proteste e manifestazioni degli agricoltori. la preoccupazione è che non ci sia nessuna vera garanzia che l’Italia col Mercosur non possa essere invasa da prodotti, trattati non secondo le norme sanitarie europee, mettendo a rischio la ricchezza della biodiversità italiana che costituisce non solo la ricchezza, la singolarità dell’agricoltura italiana ma non a caso è una delle ragioni, delle opportunità e della garanzia di unicità della cucina italiana inserita da pochissimo, tra i patrimoni immateriali dell’Unesco, ed ancora l’invasione di prodotti anche economicamente competitivi proprio per le differenti modalità produttive .
La crescente preoccupazione degli agricoltori Europei, sostenuta e confermata anche dall’organizzazione quadro dell’Ue, in rappresentanza degli agricoltori il Copa-Cogeca, ha vista l’organizzazione di una manifestazione di protesta a Strasburgo davanti al Parlamento Europeo per il 20gennaio, mentre già centinaia di trattori percorrono la Francia, ma presidiano anche la città di Milano e si fanno sentire fino a Bruxelles, e in altre realtà europee. Ma tutto questo contrasta con la soddisfazione degli industriali di gran parte d’Europa con una notazione interessante e che fa riflettere, della Federalimentari che definisce storico l’accordo Mercosur e che precisa come per l’industria alimentare italiana possa valere ogni anno fino a 400 milioni di export aggiuntivo. Un conflitto d’interessi su cui vale la pena di incuriosirsi e aprire una riflessione, pensando che l’industria alimentare italiana dovrebbe trovare la sua forza soprattutto nel tipico prodotto italiano trasformato e quindi porsi come garanzia economica anche del reddito degli agricoltori. Ma forse viene da pensare che i due mondi della produzione e della trasformazione nel tempo sia siano allontanati e forse varrebbe la pena di riflettere sul come e perché. Ed è allora all’agricoltura italiana alle sue produzioni, alla crescente difficoltà del reddito degli agricoltori e delle agricoltrici che proprio partendo dalle proteste che si ripetono che varrebbe la pena di porsi delle domande, sui perché di tale divario d’approccio al Mercosur, per esempio. Potrebbe valere la pena di chiedersi se nel frenetico gioco dell’economia, l’agricoltura non stia sempre più divenendo misconosciuta? Una domanda difficile ma a cui vale la penna di dedicarsi. Agricoltura significa lavoro della terra, produzione dei beni essenziali e tipici per l’alimentazione. Un ‘arte quella del lavoro della terra e della sua materna capacità di fornirci il nutrimento sempre, per la maggioranza delle popolazioni, lontana oramai dalla conoscenza del percorso dalla semina , alla produzione, della consapevolezza del rapporto clima o stagioni e produzioni, e ancora delle conoscenze e abilità proprie di tale lavoro, come dei costi produttivi, dell’impatto con i cambiamenti climatici, delle difficoltà di equilibrare gli alti costi produttivi rispettosi della qualità, con i profitti sempre più difficili e insufficienti. L’agricoltura che per l’Italia ha rappresentato la base del successo della sua cucina, delle sue tradizioni alimentari della sua fama di scrigno di infinite biodiversità alla base di profumi, sapori qualità molteplici e di grande valore. Un’agricoltura di cui s’incensano i prodotti lavorati, trasformati considerandoli sempre più lontani dalle problematiche di chi alle origini li produce e si fa carico della loro qualità. Se i nostri prodotti lavorati industrialmente, hanno tanto successo di cui non si può che essere soddisfatti, perchè non si trasformano in reddito sufficiente anche alla base della produzione? O la tanto amata pasta italiana sicuramente richiesta nel mondo non porta con se anche una remunerazione dignitosa del grano pagato a chi lo produce, come può valere per i nostri formaggi che dovrebbero consentire un pagamento del latte agli allevatori degno di tal nome. Come analoghi ragionamenti dovrebbero valere per la cucina bene dell’Umanità. Cercata e ricercata da chiunque per lavoro o per turismo attraversi l’Italia dovrebbe dare benessere a chi produce e a chi cucina ma non è affatto un percorso accertato, non un equilibro economico garantito.
Ed è di questa incomprensione che definirei economica, ma ancor di più legata all’ignoranza, e disinformazione crescente e mancato riconoscimento economico e di valore di cosa sia fare gli agricoltori, le agricoltrici che loro soffrono, s’arrabbiano e scendono in piazza, forse sentendosi usati per interessi ritenuti più importanti e direi più semplici da affrontare per generare ricchezza. L’Agricoltura sarebbe interessante che magari proprio col Mercosur vedesse un diverso interesse per i propri problemi , percependo una nuova attenzione, che vada oltre soldi, da erogare, spesso non ben definiti nelle tempistiche e finalità. E questo per affiancare e rilanciare un lavoro che non ha mai smesso di evolversi, anche tecnologicamente, e di essere all’altezza delle domande dell’alimentazione umana, la cui evoluzione è sempre più ambiziosa nel chiedere qualità, salubrità, varietà e contemporaneamente contenimento dei costi ,in un processo che non può nel silenzio essere pagato solo da chi la terra la lavora con cultura, professionalità e sapienza. Un mondo che in Italia e in tanta parte del mondo vede anche un eccezionale protagonismo femminile su cui varrà la pena tornare per la capacità d’intraprendenza ed energia che portano le donne alla terra e dalla terra al lavoro, al successo dell’impresa agricola.
Paola Ortensi

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