Dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 nel foyer Carlo Scarpa del museo Maxxi a Roma sarà visitabile la mostra sull’Archivio di Nanda Lanfranco.
Il titolo della mostra, a cura di Lara Conte è 'Ordinare il mondo': come scrive Conte si tratta di “uno sguardo discreto ma decisivo, che ha attraversato decenni di artecontemporanea.
Il focus è dedicato all’Archivio di Nanda Lanfranco, confluito integralmente al MAXXI in comodato d’uso nel 2024. Attraverso un percorso tematico e cronologico, Ordinare il mondo ripercorre l’attività professionale e artistica della fotografa ligure, dagli esordi a Genova negli anni Settanta, quando inizia a frequentare il mondo dell’arte grazie all’incontro con Germano Celant. Pur mantenendosi sempre lontana dai riflettori, Nanda Lanfranco ha documentato ricerche ed eventi cruciali della scena artistica internazionale, costruendo un archivio in cui l’attività professionale si intreccia con una raffinata ricerca personale.Il progetto coinvolgerà il MLAC – Museo Laboratorio di Arte Contemporanea della Sapienza Università di Roma, dove sarà presentato un focus sul corpo e sulla Performance Art – temi al centro dei suoi interessi sia nella fotografia di documentazione sia nella sua ricerca artistica”.
Così scrissi, da figlia, poco dopo la sua morte, avvenuta il 31 ottobre del 2023, nella voce che si può leggere integralmente su Enciclopedia delle donne.
“Una delle donne più silenziose che abbia mai incontrato, io che amo le parole, ci lavoro e ad esse affido grande parte della potenzialità di cambiamento della vita, delle relazioni e della politica.
Nanda Lanfranco, forse proprio per questa idiosincrasia per le parole, e di conseguenza per il dialogo, la discussione, il confronto, la comunicazione verbale ha capito in età avanzata, dopo aver pagato come molte donne della sua generazione il pegno del ruolo dovuto di moglie e di madre, che sarebbe stata l’immagine fotografica a sciogliere, almeno in parte, il suo bisogno di esprimersi.
Nata a Genova da una famiglia molto povera (il padre era contadino e successivamente entrò al Comune di Genova come usciere, la madre casalinga, un matrimonio combinato come era usanza, che per fortuna funzionò) Ferdinanda Riccarda Mercedes (di cognome Garaventa prima di prendere il cognome del marito Sergio), i suoi due nomi dopo il primo ereditati della nonna materna, donna elegante e colta che Nanda ha molto ammirato e dalla quale ha ereditato stile e portamento, trascorre l’infanzia sulle alture del genovesato con la famiglia sfollata da Genova per via della guerra.
Calcinara di Uscio, sopra Recco, nella Valfontanabuona, porta del levante genovese che subì il pesantissimo bombardamento da parte dei Tedeschi che la rasero al suolo nel 1943, è stata per tutta la vita di Nanda Lanfranco un luogo amato e odiato allo stesso tempo.
La piccola casetta contadina fatta di pietre, dove solo alla fine della guerra si potè affiancare un pollaio e qualche conigliera, nella quale abitò nella prima infanzia con le sorelle del padre, la madre e a tratti altri parenti anche loro in fuga dalla città ostaggio della guerra sarà per tutta la vita il luogo dal quale allontanarsi per emanciparsi ma anche quello che più di altri ispirerà le sue immagini, e quindi al quale tornare.
Divisa tra il lavoro di documentazione delle opere degli artisti e delle artiste, in Italia e all’estero, e quello della sua ricerca espressiva personale Lanfranco ha costruito lentamente e con precisione il suo archivio virtuale e materiale di immagini, in versione analogica e digitale, che oggi rappresenta una delle fonti più ingenti e documentate del mondo dell’arte contemporanea in un arco temporale che va dagli anni ’70 fino alla prima decade del nuovo millennio.
Non ci sono artisti contemporanei della sua generazione che Lanfranco non abbia documentato, e il suo archivio, che verrà ora curato e custodito dai nipoti Anteo e Cielo Lenzi Lanfranco costituirà una fonte preziosa per chi vorrà conoscere e attingere a questo lungo e fecondo momento storico dell’arte europea.
Difficile. Mia mamma Ferdinanda, per il mondo Nanda, lo è stata sempre, ma il regalo di poterci essere e accompagnarla alla fine della sua vita me lo ha concesso, senza mettersi di traverso come di consueto. Mano nella mano ho raccolto l’ultimo respiro di colei che mi ha dato la vita, ed è stata custode dei miei primi respiri.
Ora io divento la custode dei suoi finali, e il cerchio si chiude. La mostra Ordinare il mondo sarà dal 13 novembre 2026 al 28 febbraio 2027 nel foyer Carlo Scarpa del museo Maxxi.