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'RENDEZ-VOUS': Nuovo Cinema Francese, la XVI edizione

'RENDEZ-VOUS': Nuovo Cinema Francese, la XVI edizione

Torna in Italia, dal 7 al 15 aprile 2026, il Festival dedicato al cinema francese contemporaneo, diffuso tra Roma, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Napoli, Palermo. Isabelle Huppert ospite d’onore

Mercoledi, 08/04/2026 - Il Festival che celebra e racconta in Italia il cinema d’Oltralpe, ‘Rendez-Vous’, promosso dall’Ambasciata di Francia in Italia/Institut français Italia e co-organizzato con Unifrance, giunge quest’anno alla sua XVI edizione: oltre a rappresentare un appuntamento (come ben espresso dal titolo) ormai centrale per il dialogo cinematografico tra Francia e Italia, questa manifestazione è divenuta anche un imprescindibile momento di incontro per il pubblico italiano, amante del cinema francese, rappresentando oggi, a tutti gli effetti, un ‘ponte culturale’ tra Francia e Italia, sempre più solido e vitalissimo.

'Rendez-Vous' parte da Roma, con proiezioni al Cinema Nuovo Sacher e al Centre Saint-Louis: per cinque giorni, dal 7 all’11 aprile, il Festival porta nella Capitale una selezione del cinema francese più recente e di qualità, tra grandi autrici e autori, nuovi sguardi e nuove voci, interpreti di straordinario prestigio e star amate dal pubblico, ma anche giovani interpreti destinate/i a segnare il cinema dei prossimi anni.

Caratteristica di 'Rendez-Vous' è, ormai da tempo, la presenza in contemporanea con le date di Roma, con sezioni speciali e ospiti, in diverse città italiane, nelle sale partner del Festival: Cinema Classico a Torino, Anteo Palazzo del Cinema a Milano, Cinema Modernissimo a Bologna, SpazioAlfieri a Firenze, CasaCinema a Napoli e Rouge et Noir a Palermo.

Main Sponsor del Festival quest’anno è BNL BNP Paribas; la manifestazione è inoltre sostenuta da Borsalino, da Château Livran, da Sofitel Roma Villa Borghese e dal Comune di Roma.

UN DIALOGO TRA CINEMA FRANCESE E ITALIANO: ‘ITALIA E FRANCIA, DUE PAESI DI CULTURA E DI CINEMA’.
Tutti i film del festival, in lingua originale con sottotitoli in italiano, saranno presentati a Roma dalle registe e dai registi francesi insieme alle/agli interpreti. In alcune serate, critici, giornaliste/i e componenti del Festival introdurranno le proiezioni e dialogheranno con autrici e autori ospiti, creando momenti di approfondimento e scambio con il pubblico in sala.
“Italia e Francia sono due Paesi di cultura, di cinema e di passione per l’arte - ha affermato Anne-Marie Descôtes, ambasciatrice di Francia in Italia - 'Rendez-Vous' mette da sempre gli artisti al centro dell’attenzione e il festival rappresenta da ormai sedici anni un simbolo della relazione così speciale tra i nostri Paesi. Sono davvero lieta di potere aprire quest’edizione: sono arrivata da un po’ più di un mese in Italia e amo molto anche il suo cinema! Ed è grazie a questo amore che ho imparato l’italiano vedendo i film in lingua originale. Vorrei ringraziare in primis gli artisti perché vengono numerosi e condividono con generosità la loro arte con il pubblico. Mi preme ringraziare anche i nostri partner italiani, e particolarmente il nostro Main Sponsor BNL BNP Paribas, le sale cinematografiche che accolgono la manifestazione, la Cineteca Nazionale con cui si realizza una mostra dedicata a grandi protagonisti della storia del cinema italo-francese, e ovviamente Unifrance, co-organizzatore del Festival.”

Alcune proiezioni saranno accompagnate dalla presenza di registe e registi italiani, nell’ottica di rafforzare il dialogo tra le cinematografie francese e italiana. Riccardo Milani dialogherà con Vinciane Millereau al termine della proiezione di 'ERA MEGLIO DOMANI', Marta Savina converserà con Nathan Ambrosioni dopo 'LES ENFANTS VONT BIEN', mentre Margherita Spampinato parteciperà alla tavola rotonda 'DEMAIN EN VUES'.

IL POTERE DI ATTRICI E REGISTE, IL PIACERE DEL CINEMA: ISABELLE HUPPERT OSPITE D’ONORE
Ospite d’onore dell’edizione 2026 è Isabelle Huppert, una delle più grandi attrici del cinema contemporaneo, presenza radicale e imprevedibile capace da oltre cinquant’anni di attraversare generi, cinematografie e linguaggi con la stessa libertà creativa.

La sua carriera, segnata da collaborazioni con registi come Claude Chabrol, Michael Haneke, Paul Verhoeven, Claire Denis e Hong Sang-soo, ha contribuito a ridefinire l’immagine della donna sullo schermo: personaggi complessi, ambigui, mai concilianti. L’Italia è un Paese che ama, e dove ha lavorato con registi come Mauro Bolognini, Marco Ferreri, i fratelli Taviani, Marco Bellocchio, Michele Placido.

Accanto a lei, una delegazione di artiste e artisti che testimonia la ricchezza del cinema francese contemporaneo: Marina Foïs, Reda Kateb, Léa Drucker, Louis Garrel, Ella Rumpf, Elsa Zylberstein, insieme alle registe e ai registi e dei film presentati: Thierry Klifa, Antony Cordier, Jean-Paul Salomé, Romane Bohringer, Dominik Moll, Alice Douard, Nathan Ambrosioni, Louise Hémon, Anna Cazenave Cambet, Vinciane Millereau, Alexis Ducord.

Il programma di quest’anno attraversa generi e sensibilità diverse - dal thriller politico al melodramma, dalla commedia al cinema musicale, fino all’animazione - ma è attraversato da alcune linee comuni: il racconto della famiglia e delle sue trasformazioni, il confronto con le responsabilità individuali e collettive, il ritratto di personaggi femminili liberi e complessi.

Ad aprire il Festival è ‘La donna più ricca del mondo / La femme la plus riche du monde’, il nuovo film di Thierry Klifa, presentato fuori concorso all’ultimo Festival di Cannes e interpretato da Isabelle Huppert. Accanto a lei Marina Foïs e Laurent Lafitte – César come miglior attore – in un cast che riunisce alcuni dei volti più importanti del cinema francese contemporaneo.
Ospiti in sala a Roma, al fianco di Isabelle Huppert, Marina Foïs e Thierry Klifa.

‘La donna più ricca del mondo’ si ispira liberamente al cosiddetto “affaire Bettencourt”, scandalo esploso in Francia tra il 2009 e il 2010 attorno all’ereditiera del celebre marchio L’Oréal, accusata di essere stata manipolata e spinta a elargire ingenti somme a persone del suo entourage.

Nel film, tuttavia, la cronaca lascia spazio alla dimensione del dramma umano: Klifa costruisce un racconto che attraversa i temi del potere, della fragilità, della lealtà e del tradimento, restituendo il ritratto di una donna sospesa tra solitudine e controllo, tra affetti autentici e interessi inconfessabili. L’elegante messa in scena, ambientata tra sontuose dimore private e uffici dove si decidono destini economici e politici, si accompagna a una regia che alterna intimità e tensione, scavando nelle dinamiche familiari e nei meccanismi dell’influenza.

Il film costruisce il ritratto di una donna potente, figlia di un ricchissimo industriale di cosmetici, una figura enigmatica, un’ereditiera diffidente che lotta per essere amata. Lei è ‘la donna più ricca del mondo’: la sua bellezza, la sua intelligenza, il suo potere incontrano un fotografo, la sua ambizione, la sua insolenza, la sua follia. Un colpo di fulmine li travolge. Un maggiordomo vigile la protegge, e sa più di quanto lasci trasparire. Tra segreti di famiglia e donazioni astronomiche, inizia una guerra in cui tutto è permesso.

«Ho iniziato a seguire il caso non appena è balzato agli onori della cronaca - ha dichiarato il regista Thierry Klifa - Ma al di là della frenesia mediatica, ho sentito subito il bisogno di capire cosa si stesse consumando, sia a livello personale che su un piano più ampio e universale. Ho letto e fatto ricerche, cercando di andare oltre la copertura dei media per scoprire cosa ci fosse realmente in gioco. Ciò che ho trovato è stata una storia complessa e profondamente umana. Una saga familiare commovente, piena di segreti e di una storia sepolta, ambientata in un contesto ancora in gran parte inesplorato in Francia: quello delle potenti famiglie industriali, la cui influenza, in alcuni casi, è stata costruita nell'ombra - in particolare attraverso la collaborazione durante la guerra. È allora che ho capito che avrei potuto attingere a questo materiale per creare qualcosa di nuovo. Non per raccontare di nuovo un fatto di cronaca sensazionalistico, ma per dare vita a una narrazione finzionale e universale».

Ne risulta un racconto elegante e tagliente sul potere, sul denaro e sulla vulnerabilità umana, affidando a Huppert un ruolo che sembra dialogare con tutta la sua carriera: donne che resistono, che si espongono, che non accettano di essere definite dallo sguardo degli altri.

“Isabelle porta nei suoi personaggi qualcosa di inafferrabile - ha affermato il regista - può essere allo stesso tempo glaciale e vulnerabile. Davanti alla macchina da presa non interpreta semplicemente un ruolo, lo reinventa”.

Presentato al Festival di Cannes e in anteprima italiana a RENDEZ-VOUS, il film uscirà nelle sale italiane il 16 aprile, distribuito da Europictures.

-> 7 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza di Isabelle Huppert, Thierry Klifa e Marina Foïs
-> 8 aprile, 20h30: Rouge et Noir, Palermo
-> 9 aprile, 20h: Modernissimo, Bologna. Alla presenza di Thierry Klifa e Marina Foïs
-> 10 aprile, 19h: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza di Thierry Klifa e Marina Foïs


MOSTRA FOTOGRAFICA PARIS, CITTÀ ETERNA: IN ANTEPRIMA

In collaborazione con la Cineteca Nazionale del Centro Sperimentale di Cinematografia - Roma, Musée Carnavalet - Histoire de Paris, Paris Musées, Fondazione Cinema per Roma, Associazione Palatine e Lutetia, prende il via un progetto che celebra, attraverso le immagini di interpreti del mondo cinematografico e la suggestione di luoghi iconici, il gemellaggio tra le due mitiche città Roma e Parigi. Palazzo Farnese sarà la splendida cornice di un’anteprima speciale, che si inaugurerà durante la serata di apertura del Festival RENDEZ-VOUS.

NUOVE GENERAZIONI, NUOVI SGUARDI

Moltissime le iniziative che coinvolgono le nuove generazioni, confermando la vocazione di RENDEZ-VOUS come luogo di incontro e dialogo tra il cinema francese e il pubblico più giovane.

Tra le novità di questa edizione, la tavola rotonda “DEMAIN EN VUES”, dedicata a giovani autrici e autori e alle nuove narrazioni del cinema contemporaneo. Il label mette in rilievo film che raccontano il mondo di oggi e di domani, narrazioni sui nuovi rapporti familiari, di generazione, di genere, attraverso temi sociali, politici e ambientali. L’iniziativa è promossa da Unifrance con il sostegno del Ministère de l’Europe et des Affaires étrangères. L’incontro si terrà il venerdì 10 aprile al cinema Nuovo Sacher, in presenza di Giona A. Nazzaro, Margherita Spampinato, Alice Douard, Ella Rumpf e Nathan Ambrosioni.
Sempre con l’obiettivo di coinvolgere le nuove generazioni, nasce quest’anno anche una GIURIA GIOVANI composta da studenti di cinque università italiane, chiamata ad assegnare un premio ad un’opera prima o seconda tra i film della selezione.

Prosegue anche quest’anno il tradizionale partenariato tra il ‘PRIX PALATINE’ e Rendez-vous, che contribuisce alla selezione dei film proposti agli studenti giurati del premio.

La giuria è composta da oltre 3.000 studenti EsaBac, tra i 15 e i 19 anni, iscritti nei licei che preparano alla doppia maturità francese e italiana. Nel corso dell’anno scolastico i ragazzi visionano tre film in concorso – tre francesi in Italia e tre italiani in Francia – e votano il loro preferito.

Tra i titoli scelti quest’anno dalla programmazione di Rendez-vous 2026, gli studenti scopriranno ALLORA BALLIAMO di Amélie Bonnin, che entra quindi nella selezione ufficiale del concorso Prix Palatine e sarà proposto alla giuria giovane attraverso proiezioni dedicate in tredici città italiane.

Tra le nuove collaborazioni del festival figura anche il partenariato con la Sapienza Università di Roma. Tre studenti del corso di cinema Arthouse del Dipartimento di Storia, Antropologia, Religioni, Arte, Spettacolo (SARAS) parteciperanno attivamente al festival conducendo il Q&A dopo la proiezione di DITES-LUI QUE JE L’AIME, il film di Romane Bohringer. Saranno proprio gli studenti a moderare lo scambio tra la regista ospite e il pubblico, trasformando l’incontro in un momento di dialogo diretto tra giovani spettatori e autori del cinema contemporaneo.

VERITÀ, RESPONSABILITÀ, GIUSTIZIA: IL CINEMA FRANCESE INTERROGA IL PRESENTE. IL CINEMA CIVILE TRA INDAGINE E THRILLER.

Il cinema francese continua a interrogare la società e le sue istituzioni attraverso il racconto di responsabilità personali e verità collettive.

Dopo il successo di La Nuit du 12, Dominik Moll torna al thriller investigativo con IL CASO 137 | DOSSIER 137, un film morale, teso e rigoroso: un’indagine interna alla polizia diventa il terreno di un confronto etico sempre più personale. Al centro del film l’interpretazione intensa e misurata di Léa Drucker, nei panni di un'ispettrice del servizio di controllo interno della Polizia, premiata con il César come migliore attrice.

Il dossier 137 è, in apparenza, un caso come tanti per Stéphanie, investigatrice dell’IGPN, la “polizia della polizia”. Una manifestazione tesa, un giovane ferito da un colpo di LBD, circostanze da chiarire per stabilire eventuali responsabilità. Ma un elemento inatteso finirà per turbare Stéphanie, e il dossier 137 diventerà per lei qualcosa di più di un semplice numero.

In concorso ufficiale a Cannes 2025, il film uscirà in sala in Italia il 16 aprile distribuito da Teodora Film.

-> 9 aprile, 20h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma

Anche Jean-Paul Salomé, dopo La Sindacalista, torna a RENDEZ-VOUS e al cinema d’inchiesta con L’AFFAIRE BOJARSKI, un racconto ispirato a una storia vera, costruito come un grande affresco popolare. Il film segue un’indagine complessa mettendo in scena un duello a distanza tra un uomo determinato e un investigatore altrettanto ostinato.

Ambientato nella Francia del dopoguerra, ‘L’affaire Bojarski’ vede Reda Kateb nei panni di Bojarski, rifugiato polacco diventato il più ingegnoso falsario del suo tempo. Per oltre quindici anni produce in segreto, nel cortile di casa, banconote quasi perfette, tanto convincenti da ingannare perfino la Banca di Francia. Ma la sua attività attira l’attenzione del commissario Mattei (Bastien Bouillon), deciso a smascherarlo a ogni costo: tra i due nasce un serrato gioco del gatto col topo.

A guidare il film è la presenza magnetica di Reda Kateb, uno degli attori più carismatici del cinema francese, affiancato dal brillante Bastien Bouillon (Partir un jour, La mattina scrivo) nel ruolo dell’ispettore incaricato di ricostruire una verità sfuggente.

Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Movies Inspired.

-> 8 aprile, 20h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza del regista e di Reda Kateb
-> 9 aprile, 19h: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza del regista
-> 10 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino. Alla presenza del regista

AMORI, IDENTITÀ, FAMIGLIE: IL RACCONTO INTIMO DELLE RELAZIONI IN TRASFORMAZIONE
Tra le tematiche più forti della selezione di quest’anno c’è l’esplorazione dei legami affettivi e delle trasformazioni personali e familiari.

La sceneggiatrice Alice Douard, al suo primo film da regista con DES PREUVES D’AMOUR | LOVE LETTERS, racconta con delicatezza il percorso verso la genitorialità di una giovane coppia formata da due donne. Una storia d’amore e maternità che mette alla prova identità, desideri e modelli familiari, con uno sguardo delicato e contemporaneo. Il film affronta con sensibilità temi intimi e universali, interrogando il significato stesso della parola “famiglia”. Il film esplora la genitorialità queer in una coppia di donne, mostrando anche la reazione sociale a tali temi.

Ella Rumpf (Coutures) e Monia Chokri (Simple comme Sylvain, Les Enfants vont bien) sono le protagoniste di una storia tutta al femminile che si interroga sulle nuove prospettive del concetto di famiglia. Film d’esordio di Alice Douard, è parte del label Demain en vues, che promuove voci giovani e impegnate. A seguire, una tavola rotonda sul film e le tematiche del label.

Céline aspetta il suo primo figlio. Ma non è lei a essere incinta: tra pochi mesi sarà la moglie Nadia a dare alla luce la loro bambina. Sotto lo sguardo degli amici, della madre e della legge, Céline cerca il proprio posto e una forma di legittimità.

Presentato alla Semaine de la Critique all’ultimo Festival di Cannes, e in concorso per la Caméra d'Or a Cannes 2025, poi presentato a Zurigo, Amburgo, San Paolo e in Italia in anteprima al Festival Rendez-vous. Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Wanted.

-> 9 aprile, 18h30: Rouge et Noir, Palermo
-> 10 aprile, 15h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista e di Ella Rumpf. A seguire Tavola Rotonda Demain en vues con Alice Douard, Nathan Ambrosioni e Margherita Spampinato, modera Giona A. Nazzaro
-> 10 aprile, 18h: Cinema Classico, Torino
-> 13 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli


DAL ROMANZO ALLO SCHERMO | QUANDO IL CINEMA INCONTRA LA LETTERATURA
Diversi film della selezione nascono da opere letterarie, confermando la vitalità del dialogo tra cinema e scrittura.

LOVE ME TENDER di Anna Cazenave Cambet adatta l’omonimo romanzo (autobiografico) di Constance Debré trasformandolo in un racconto cinematografico radicale e intimo.

Il film racconta con intensità e coraggio il percorso di una donna che decide di reinventare la propria vita, interpretato da Vicky Krieps (Father Mother Sister Brother, Stringimi forte) e Monia Chokri.
Madre di un bambino di otto anni, Clémence rivela all’ex marito di avere relazioni anche con donne. Quando lui chiede l’affidamento esclusivo del figlio, inizia una lunga battaglia legale in cui lei difende il diritto di essere madre e donna libera. Il film è un intenso ritratto femminile sorretto da Vicky Krieps, tra ingiustizie e lotta per identità e libertà personale.

Presentato a Un Certain Regard al Festival di Cannes 2025, LOVE ME TENDER vince il Prix de la Jeunesse alla 39a edizione del Festival du Film di Cabourg e viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS. Il film uscirà in sala il 23 aprile distribuito da Wanted.

-> 11 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista
-> 12 aprile, 18h: Cinema Classico, Torino
-> 12 aprile, 20h30: Modernissimo, Bologna. Alla presenza della regista
-> 12 aprile, 21h: Spazio Alfieri, Firenze
-> 15 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli

Anche DITES-LUI QUE JE L’AIME, il film della regista e attrice Romane Bohringer, nasce da un testo letterario autobiografico: partendo dal libro di Clémentine Autain, e attraverso la storia di due madri e due figlie, il film esplora il rapporto tra identità e filiazione, costruendo un racconto emotivo e profondamente contemporaneo.

Come convivere con una madre assente? Romane decide di adattare per il cinema il libro di Clémentine Autain, politica francese, dedicato a sua madre, l’attrice Dominique Laffin. Anche la madre della regista era legata al mondo del cinema tramite il compagno Richard Bohringer. Questo progetto le permetterà di indagare sul proprio passato e su quello della madre, che l’aveva abbandonata quando aveva solo nove mesi. Un gesto personale e sincero, tra memoria e confessione: un’opera che emoziona perché nasce da una necessità autentica.

-> 9 aprile, 15h30: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista.
-> 10 aprile, 19h: CasaCinema, Napoli. Alla presenza della regista


NUOVE VOCI DEL CINEMA FRANCESE | ESORDI E NUOVE GENERAZIONI

RENDEZ-VOUS conferma la sua attenzione verso le nuove generazioni di registe e registi. Tra le opere prime della selezione spicca infatti L’ENGLOUTIE di Louise Hémon, racconto visivamente potente sospeso tra realtà e leggenda, premiato con il Prix André Bazin. Interpretato da Galatea Bellugi, il film costruisce un universo poetico e inquietante che riflette sui temi della memoria, della trasformazione e della trasmissione.

Nel 1899, in una notte di tempesta, Aimée, giovane maestra repubblicana, arriva in un borgo innevato ai confini delle Alpi. Nonostante la diffidenza degli abitanti, è determinata a illuminare con le sue idee moderne le loro credenze oscure. Mentre si integra lentamente nella vita della comunità, in lei cresce un turbamento sensuale. Fino al giorno in cui una valanga travolge un primo montanaro…

Tra Francia e Italia, Galatea Bellugi si afferma come una delle interpreti più interessanti della sua generazione, muovendosi con naturalezza tra le due cinematografie. Quest’anno è protagonista di La Condition (Jérôme Bonnell), Tre ciotole (Isabel Coixet) e Cinque secondi (Paolo Virzì), dopo aver conquistato pubblico e critica con Gloria! (2024) di Margherita Vicario.

Selezionato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes 2025, L'ENGLOUTIE vince il Prix Jean Vigo e il Prix André Bazin dei Cahiers du cinéma e viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS.
-> 10 aprile, 21h: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza della regista
-> 12 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino. Alla presenza della regista e del cast

All’esordio nel lungometraggio anche Amélie Bonnin che con PARTIR UN JOUR | ALLORA BALLIAMO, film musicale presentato in apertura alla 78ª edizione del Festival di Cannes, ha segnato un primato storico: per la prima volta nella storia del festival il film d’apertura è stato un’opera prima diretta da una regista.
Un film musicale che mescola nostalgia, ironia e desiderio di fuga. La regista e sceneggiatrice costruisce una storia sentimentale in cui le canzoni (famosissime francesi) diventano il linguaggio dei ricordi e delle possibilità mancate. Protagonisti due meravigliosi Juliette Armanet e Bastien Bouillon.

Cécile (Juliette Armanet) sta per aprire il suo ristorante gastronomico, realizzando finalmente il suo sogno, quando suo padre viene colpito da un infarto. È così costretta a tornare nel piccolo paese dove è cresciuta, lontano dalla frenesia parigina. Lì ritrova inaspettatamente il suo amore adolescenziale (Bastien Bouillon). Con il riaffiorare dei ricordi, anche le sue certezze iniziano a vacillare…

Il film uscirà in sala prossimamente distribuito da Fandango.
-> 9 aprile, 18h: Cinema Nuovo Sacher, Roma
-> 10 aprile, 18h30: Rouge et Noir, Palermo
-> 14 aprile, 20h: Modernissimo, Bologna

Enfant prodige del cinema francese, Nathan Ambrosioni firma, con LES ENFANTS VONT BIEN, uno straordinario racconto che interroga il confine tra scelta personale e pressione sociale. Uno sguardo sensibile sulla maternità voluta o imposta dal destino, e sulle sue ambivalenze. Protagonista, una straordinaria Camille Cottin, conosciuta in Italia per il suo ruolo nella serie Dix pour cent, grazie alla quale ha raggiunto il successo internazionale, imponendosi come una delle attrici francesi più richieste tra cinema e televisione.

Il film inizia quando, una sera d’estate, Suzanne si presenta all’improvviso dalla sorella Jeanne con i suoi due figli. Jeanne resta spiazzata: non si vedono da mesi e Suzanne appare strana, distante, come assente. Il mattino dopo, però, la donna è sparita. Al suo posto solo un biglietto. Lo smarrimento lascia presto spazio alla rabbia quando, alla polizia, Jeanne scopre che non può essere avviata alcuna ricerca: Suzanne ha scelto volontariamente di scomparire…

LES ENFANTS VONT BIEN viene presentato in Italia in anteprima al Festival RENDEZ-VOUS.
-> 10 aprile, 18h15: Cinema Nuovo Sacher, Roma. Alla presenza del regista e di Marta Savina
-> 11 aprile, 20h30: Cinema Classico, Torino
-> 12 aprile, 10h30: Anteo Palazzo del Cinema, Milano. Alla presenza del regista

• BIOGRAFIE

MARINA FOÏS, attrice franco-italiana, scopre la recitazione a sette anni e si forma al Cours Florent, dove nel 1996 entra a far parte del collettivo comico Les Robins des Bois, rivelazione di Canal+ e Comédie!. La sua prima apparizione cinematografica risale al 1994 in Casque bleu di Gérard Jugnot, ma è La Tour Montparnasse infernale (2001) a consacrarla al grande pubblico. Dopo anni nel registro comico — Astérix et Obélix: Mission Cléopâtre (2002), RRRrrrr !!! (2004) — opera nel 2007 un deciso viraggio drammatico con Darling di Christine Carrière, prima di una serie di nomine ai César: quattro per la migliore attrice (Darling, Polisse di Maïwenn nel 2011, Irréprochable nel 2017, L'Atelier di Laurent Cantet nel 2018) e una per miglior promessa femminile (2003, Filles perdues, cheveux gras). Happy Few di Antony Cordier (2010) è in concorso a Venezia; Le Grand Bain di Gilles Lellouche (2018) è un grande successo popolare. Nel 2021 conduce la cerimonia dei César. Nel 2025 interpreta Simone Signoret in Moi qui t'aimais di Diane Kurys, presentato a Cannes, e compare ne La donna più ricca del mondo di Thierry Klifa — quinta nomination ai César.

THIERRY KLIFA entra nel mondo del cinema dalla porta del giornalismo: dal 1991 al 2002 lavora per Studio Magazine, frequentando set e intervistandone i protagonisti. Passa alla regia nel 2001 con il cortometraggio Émilie est partie (con Sandrine Kiberlain e Danielle Darrieux), poi firma nel 2004 il suo primo lungometraggio, Une vie à t'attendre, con Patrick Bruel, Géraldine Pailhas e Nathalie Baye. Con Il cuore dei suoi segreti (Le Héros de la famille, 2006), riunisce Catherine Deneuve, Emmanuelle Béart, Gérard Lanvin e Miou-Miou in un film che rivela la sua predilezione per i casting costellati di star. Seguono Les Yeux de sa mère (2011) e Tout nous sépare (2017). Nel 2023 dirige Les Rois de la piste, con Fanny Ardant e Mathieu Kassovitz. Parallelamente lavora anche in teatro, mettendo in scena spettacoli con Fanny Ardant e Nicolas Duvauchelle. Nel 2025 torna dietro la macchina da presa e con LA DONNA PIÙ RICCA DEL MONDO continua la sua esplorazione dei legami familiari, territorio complesso di cui descrive la crudeltà con uno sguardo indulgente, esaltando figure di donne forti e libere.

ALICE DOUARD si forma in storia dell'arte prima di entrare alla Fémis nel dipartimento regia. Il suo film di diploma, Extrasystole (2013), è selezionato a Clermont-Ferrand, Angers e Pantin. Seguono i cortometraggi Les Filles (2015) e Plein Ouest (2019), entrambi incentrati sul femminile, sull'identità e sui legami familiari, e il telefilm Robin per Arte (2017). Lavora parallelamente come script supervisor su numerosi set. Con L'Attente (2022), quarto cortometraggio, vince il César del migliore cortometraggio di finzione dopo un ampio circuito festivaliero internazionale. Fonda la società Les Films de June. DES PREUVES D’AMOUR (2025) è il suo primo lungometraggio.

MARTA SAVINA è regista e sceneggiatrice italiana. Dopo diversi cortometraggi presentati in festival internazionali, esordisce nel lungometraggio con Primadonna, presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia (Giornate degli Autori) e premiato con il Premio del Pubblico. Il film, ispirato alla storia di Franca Viola, racconta con forza e sensibilità una vicenda simbolo dell’emancipazione femminile in Italia.

MARGHERITA SPAMPINATO è sceneggiatrice e regista italiana. Dopo diversi cortometraggi presentati in festival internazionali, firma il film Gioia Mia, che ha ottenuto riconoscimenti e selezioni in numerosi festival dedicati al cinema indipendente. Il suo lavoro esplora con sensibilità temi legati all’infanzia e alle relazioni familiari, con uno sguardo attento ai percorsi femminili.

RICCARDO MILANI è regista e sceneggiatore tra i più popolari del cinema italiano contemporaneo. Autore di commedie di grande successo come Come un gatto in tangenziale e Corro da te, ha firmato anche film civili come Grazie ragazzi e Un mondo a parte, spesso attenti alle trasformazioni sociali dell’Italia contemporanea.

LÉA DRUCKER intraprende una carriera teatrale prima di approdare al cinema. Il suo debutto sul grande schermo risale al 1991 (La Thune di Philippe Galland); dopo anni di ruoli secondari per Mathieu Kassovitz, Cédric Klapisch, Michel Hazanavicius e Coline Serreau, è preselezionata ai César 2001 come migliore promessa femminile per Chaos. Consolida la sua posizione negli anni duemila alternando commedie e film d'autore, finché Zabou Breitman le offre il primo grande ruolo con L'Homme de sa vie (2006), premiato con il Globe de cristal come migliore attrice. Nel 2017 Xavier Legrand la dirige in Fino all'osso (Jusqu'à la garde), con cui vince il César della migliore attrice 2019. Ha recitato anche in Close di Lukas Dhont (Grand Prix a Cannes 2022) e L'Été dernier di Catherine Breillat (2023, nuova nomination ai César).

ANNA CAZENAVE CAMBET si forma in fotografia prima di integrare il dipartimento regia della Fémis, da cui esce diplomata nel 2017. Nel 2016, durante gli studi, il suo cortometraggio Gabber Lover è selezionato alla Cinéfondation di Cannes e vince la Queer Palm del cortometraggio. Il suo primo lungometraggio, De l'or pour les chiens, fa parte dei film della Semaine de la Critique nel 2020 - edizione annullata per il Covid - ed è presentato alla Cinémathèque française e al Festival di Angoulême. LOVE ME TENDER è il secondo lungometraggio.

ROMANE BOHRINGER è attrice e regista tra le più intense della sua generazione. Figlia dell'attore Richard Bohringer, cresce sui set paterni e debutta davanti alla macchina da presa a 13 anni in Kamikaze (1986). L'anno del baccalauréat, Peter Brook la sceglie per il ruolo di Miranda ne La Tempesta, al Théâtre des Bouffes du Nord di Parigi: un’esperienza decisiva che la convince a dedicarsi alla recitazione. Nel 1992 Cyril Collard le affida il ruolo di Laura ne Les Nuits fauves, film-evento sull’AIDS che le vale il César della migliore promessa femminile. I film che seguono — L'Accompagnatrice di Claude Miller (1992), Mina Tannenbaum di Martine Dugowson (1994), Total Eclipse di Agnieszka Holland (1995) e L'Appartement di Gilles Mimouni (1996) — la consacrano tra le interpreti più rilevanti della sua generazione. Alterna cinema, teatro e televisione (tra cui la serie Nos enfants chéris per Canal+), partecipando anche al faux-documentaire Le Bal des actrices di Maïwenn (2009) e a C'est beau une ville la nuit (2006) diretto dal padre. Nel 2018 co-realizza e interpreta L'Amour flou insieme a Philippe Rebbot, commedia autobiografica che racconta della loro convivenza sotto lo stesso tetto, dopo essersi separati.

LOUISE HÉMON si forma all’Atelier documentaire della La Fémis e inizia il suo percorso tra cinema documentario e arti visive, prima di avvicinarsi anche al teatro e alla fiction. Firma documentari come L’Homme le plus fort e Voyage de documentation de Madame Anita Conti, presentati in festival internazionali e premiati, mentre i suoi lavori video sono esposti al Centre Pompidou e in istituzioni come la Fondation Hermès e Lafayette Anticipations. Con la regista Émilie Rousset realizza Rituel 4, spettacoli teatrali presentati al Festival d’Automne à Paris. L’Engloutie, scritto con Anaïs Tellenne (presente a RENDEZ-VOUS nel 2024 con L’Homme d’argile) e ispirato ai testi di un'antenata dell'autrice, è il suo primo lungometraggio.

DOMINIK MOLL studia cinema a New York e poi a Parigi, dove stringe amicizia con Laurent Cantet e Gilles Marchand, che diventerà il suo sceneggiatore. Lavora come montatore e assistente alla regia — anche con Marcel Ophüls su Veillées d'armes (1994) — prima del primo lungometraggio, Intimité (1993), liberamente tratto da Sartre. Il thriller Harry, un ami qui vous veut du bien (2000), in Selezione Ufficiale a Cannes, vince quattro César, tra cui miglior regia e miglior attore (Sergi López), ed è nominato a un BAFTA per il miglior film straniero. Lemming (2005) apre il Festival di Cannes. Seguono Le Moine (2011) con Vincent Cassel, Des nouvelles de la planète Mars (2016), Seules les bêtes (2019) e la serie Eden. Con La notte del 12 (2022), presentato a Cannes nella sezione Cannes Première, vince sei César tra cui miglior film e miglior regia.

JEAN-PAUL SALOMÉ studia cinema, lavora come assistente di Claude Lelouch su Les Uns et les autres (1981) e firma due documentari — L'Heure d'aimer (1983) e La Petite Commission (1984) — prima di girare la sua prima fiction per la televisione, Crimes et jardins (1991). Il suo debutto nel lungometraggio è Les Braqueuses (1993), commedia poliziesca al femminile con Annie Girardot e Clémentine Célarié. Con Belphégor, il fantasma del Louvre (2001), che riunisce Sophie Marceau e Michel Serrault, realizza un film di grande successo popolare; Les Femmes de l'ombre (2008), sempre con Sophie Marceau, lo conferma nel registro della commedia di qualità. Seguono Arsène Lupin (2004) e Le Caméléon (2010), il suo primo film in inglese. Dopo La Daronne (2020) e La Sindacalista (presentato a RENDEZ-VOUS nel 2023) con Isabelle Huppert, con cui ha instaurato un solido sodalizio artistico, dirige nel 2025 L’AFFAIRE BOJARSKI, thriller ispirato a una storia vera, con Reda Kateb, Sara Giraudeau e Bastien Bouillon. Dal 2013 al 2017 è presidente di Unifrance.

REDA KATEB sale sul palco per la prima volta a otto anni. Dopo anni di teatro e piccoli ruoli televisivi (Engrenages, Mafiosa), è Jacques Audiard a scoprirlo per Un profeta (2009) al fianco di Tahar Rahim. Si impone progressivamente attraverso una filmografia varia: Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow (2012), Gare du Nord di Claire Simon (2013, Bayard d'or a Namur), Hippocrate di Thomas Lilti (2014) che gli vale il César del miglior attore non protagonista 2015 e una nomination al Globe de cristal, Loin des hommes di David Oelhoffen (2014) con Viggo Mortensen. Con Django di Étienne Comar (2017) vince il Swann d'or di Cabourg. Hors normes di Toledano e Nakache (2019) lo riunisce a Vincent Cassel. Lavora anche per Wim Wenders (Les Beaux Jours d'Aranjuez) e Thomas Kruithof (Les Promesses, 2021 con Isabelle Huppert). Nel 2021 è uno dei protagonisti della serie di successo En thérapie.

BASTIEN BOUILLON è tra i volti più intensi della nuova generazione di attori francesi. Si impone al grande pubblico con La Nuit du 12 di Dominik Moll, per il quale vince il César come miglior promessa maschile. Lavora poi con diversi autori del cinema francese, tra cui Valérie Donzelli in À pied d'œuvre (La mattina scrivo). È ospite di RENDEZ-VOUS con due film della programmazione: L'AFFAIRE BOJARSKI e ALLORA BALLIAMO.

JULIETTE ARMANET è una cantautrice di successo che ha sempre frequentato anche il cinema, apparendo in diversi film con ruoli secondari. È però con ALLORA BALLIAMO — film d’apertura al Festival di Cannes — che raggiunge un’ampia popolarità anche come attrice. Dopo il successo del film, che le vale diverse nomination e premi, torna quest’anno in sala con La Maison des femmes ed è presente a RENDEZ-VOUS anche con LES ENFANTS VONT BIEN.

CAMILLE COTTIN è una delle attrici più amate del cinema e della televisione francese. Si rivela al grande pubblico con la serie Connasse e il film Connasse, princesse des cœurs. Ha poi lavorato in produzioni internazionali come Allied, Stillwater e House of Gucci, oltre alla popolare serie Dix pour cent. Nel 2026 è protagonista di Juste une illusion di Olivier Nakache e Éric Toledano.

NATHAN AMBROSIONI si innamora del cinema a dodici anni, dopo la visione del film horror Esther. A 14 anni gira con gli amici il suo primo lungometraggio autofinanziato, Hostile, poi Therapy (2015), entrambi selezionati in festival internazionali (BIFFF, Sitges, Fantasia, Screamfest) nonostante la produzione artigianale. Con il cortometraggio Ce qui nous reste (2016), con Zoé Adjani, ottiene le prime selezioni festivaliere professionali. Nel 2019 gira il suo primo lungometraggio, Les Drapeaux de papier, con Noémie Merlant. A 24 anni firma il secondo, Toni en famille (2023), con Camille Cottin. E a soli 26 anni e già tre lungometraggi all'attivo, presenta LES ENFANTS VONT BIEN (2025), di nuovo con Camille Cottin, alle Rencontres Cinématographiques di Cannes 2025, imponendosi come una delle voci più sensibili della nuova generazione di cineasti francesi.

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