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Roma / Un Ponte tra scuola e territorio per costruire una comunità educativa

Roma / Un Ponte tra scuola e territorio per costruire una comunità educativa

Nel quartiere San Basilio scuola, istituzioni pubbliche e soggetti del Terzo settore insieme con un progetto che affronta il problema della povertà educativa e sociale dei bambini e dei ragazzi

Venerdi, 30/10/2026

Quartiere San Basilio, una delle cosiddette periferie difficili di Roma. Scuola I.C. Mahatma Gandhi. Un giorno speciale il 30 ottobre 2026, perché si inaugura un progetto speciale: Il P.O.N.T.E. (Pari Opportunità Nei Territori Educanti).
Si parla tanto in questi giorni di disagio giovanile, di povertà educativa e di periferie abbandonate. Il progetto si misura proprio su questi temi e su queste realtà ed è stato selezionato da “Con i bambini” nell’ambito dell’iniziativa più ampia “Organizziamo la speranza”, una iniziativa rivolta ad aree socio educative strategiche che con 50 milioni del “Fondo per il contrasto della povertà educativa” ha promosso progetti in 15 città italiane.
Il progetto il P.O.N.T.E. è dedicato ai bambini, ai ragazzi ma anche alle famiglie di due quartieri romani, San Basilio e Tor Cervara, supportando le scuole e le realtà di quei territori attraverso interventi socio educativi basati sull’educazione non formale.
Il progetto intende valorizzare forme di apprendimento che passano attraverso esperienze vive, attività creative e partecipative, costruzioni di relazioni positive. Al centro la scuola, dunque, anche come riferimento fisico ma soprattutto le persone e le realtà di quel territorio.
Il progetto infatti si articola in 5 direzioni: 1) nella scuola con l’attivazione di percorsi educativi nelle classi, sportelli psicologici, incontri formativi per gli insegnanti; 2) tra scuola e quartiere con presidi di ascolto, socializzazione, sostegno ai giovani e alle famiglie; 3) nel territorio con laboratori di rigenerazione urbana, attività ludiche, culturali e sportive per rafforzare il senso di comunità; 4) rapporti tra scuola e lavoro rivolte a giovani che hanno abbandonato la scuola con percorsi di recupero scolastico e corsi per aiutare l’ingresso nel mondo del lavoro; 5) un lavoro continuo di formazione e confronto tra tutti i partner coinvolti nel progetto.
Un progetto non calato dall’alto o improvvisato ma costruito in diversi anni di lavoro intenso intorno a tavoli di progettazione comune. Lo hanno spiegato bene i partecipanti alla presentazione del progetto che si è svolta nella sede della scuola Mahatma Gandi e che erano anche protagonisti, ognuno nel proprio campo, della costruzione del progetto: Marco Rossi Doria, presidente della istituzione, oggi impresa sociale, ”Con i bambini” che ha sottolineato il valore della partnership di tutti i soggetti coinvolti, Ministero del lavoro e politiche sociali, Comuni, Istituzioni scolastiche, soggetti del Terzo settore, uscendo da logiche di bandi. La viceministra delle politiche sociali Maria Teresa Bellucci, che ha valorizzato il modello collaborativo e concreto con cui si è lavorato al progetto, l’alleanza tra pubblico e privato che si è realizzata e che ha ha detto ”la scuola non può trovarsi da sola a fronteggiare il problema educativo, bisogna creare modalità coinvolgenti nel territorio e responsabilizzare le famiglie. Inoltre è la prima volta che si riesce a indirizzare fondi dedicati alle povertà educative e alle periferie per progetti che si calano in tante realtà decentrate”.
I numeri del progetto infatti sono importanti: oltre 3,5 milioni di euro investiti, 4 anni di durata, 45 soggetti coinvolti direttamente, istituzioni locali, municipalità, scuole, enti del Terzo settore. L’assessora al sociale di Roma capitale Barbara Funari e il presidente del IV Municipio Massimiliano Umberti hanno parlato dell’importanza di costruire percorsi di amministrazione condivisa. Il presidente del IV Municipio ha insistito molto sul fatto che il quartiere di San Basilio non è solo quello di cui parlano le cronache ma da anni ha visto visto iniziative e gruppi di cittadinanza operare per creare un quartiere migliore. L’on. Alessandro Battilocchio, della Commissione periferie della Camera, ha dato un quadro di altre iniziative simili che si stanno realizzando in altre realtà sottolineando che la continuità di questi progetti è garantita solo dal coinvolgimento delle comunità e delle realtà sociali del territorio.
Il problema delle risorse per questo genere di progetti è stato affrontato dal presidente dell’Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio (ACRI) che già da anni ha scelto di indirizzare mezzi e fondi da dedicare ad attività e progetti che intervengano sul problema della povertà educativa dei ragazzi e dei giovani: oltre 400 milioni di euro sono stati stanziati a beneficio di oltre 650mila ragazzi e minori. "Per la realizzazione di questi progetti - ha detto - è essenziale il ruolo e la partecipazione delle realtà del Terzo settore".
Francesca Danese, coordinatrice del Forum del Terzo settore del Lazio, ha espresso la sua grande soddisfazione per essere giunti all’avvio di questo progetto che ha visto un grande lavoro di confronto e progettazione tra soggetti diversi. “Essere riusciti a costruire un percorso che vede lavorare insieme oltre 42 soggetti diversi in grande parte del terzo settore (Associazioni di volontariato, cooperative sociali, altre realtà culturali e sociali) è un grande esempio di visione e cultura di bene comune".
Marco Caporale, referente della Cooperativa Antropos che svolge il ruolo di capofila del progetto il P.O.N.T.E, si è soffermato nella descrizione delle azioni previste che hanno tutte come obiettivo quello di dare un contributo concreto e di alto valore sociale alla creazione e sperimentazione di una comunità educante di cui la scuola è un punto essenziale di riferimento.
I presidi delle tre scuole coinvolte hanno sottolineato l’importanza di ridare alle scuole, oggi spesso descritte come luoghi non importanti, un ruolo e una responsabilità più ampia nei processi educativi.
I primi spazi dove prenderà corpo il progetto sono proprio quelli che la scuola Mahatma Gandhi ha messo a disposizione e allestito per i primi incontri e laboratori per i ragazzi e i bambini. Tra questi c’è uno spazio allegro e colorato già pronto per accogliere bambini da 0 a 6 anni, spazio e attività che saranno curati e gestiti dalla cooperativa Nuove Risposte, una delle cooperative sociali che fanno parte del partenariato,  che ha una lunga esperienza di progetti e nidi innovativi rivolti all’infanzia in quartieri complessi, riferimento per le famiglie e le comunità territoriali.
 

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