Nel mese della celebrazione dei sentimenti, 'È un problema mio' rilancia una campagna pubblica che sposta il discorso dalla comunicazione alla relazione, dalle parole alle pratiche
Venerdi, 23/01/2026 - Non è una campagna che chiede attenzione. È una campagna che chiama in causa. “È un problema mio” torna a febbraio con la seconda grande uscita pubblica e lo fa ribadendo una posizione chiara: la violenza maschile contro le donne non è un fatto privato, non è un problema settoriale, non è un tema da delegare. È una responsabilità collettiva. La prima campagna di affissioni ha portato parole essenziali nello spazio urbano. Manifesti di grande formato, collocati in punti visibili, capaci di abitare i luoghi quotidiani senza mediazioni. Un segno riconoscibile, pensato per intercettare sguardi diversi e far entrare il messaggio nella vita ordinaria delle città. Sui muri non ci sono slogan rassicuranti, ma una presa di posizione netta.
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