Tumore al seno: ANDOS è accanto alle donne nel percorso di prevenzione e cura
Sensibilizzazione territoriale e sinergie con il Servizio Sanitario: così l’ANDOS opera grazie all’impegno di tante volontarie. Interviste a Simona Saraceno e Maria Teresa Riccardi
Malgrado i grandissimi passi avanti nel campo scientifico, degli interventi medici e chirurgici accanto all'impegno del sistema sanitario per la prevenzione del tumore al seno, sappiamo che i problemi fisici e psicologici a seguito di una mastectomia continuano a rappresentare un trauma profondo per le donne. Il seno non è solo una parte del corpo, è un elemento in cui si vive di più il senso e l’identità femminile. Elemento estetico importante prima di tutto per se stesse prima che per gli altri che ti guardano, memoria fisica e interiore che dura nel tempo del tuo vissuto come fonte di nutrimento per i figli.
Per questo solo le donne che hanno attraversato questa esperienza possono essere protagoniste di interventi di supporto, ascolto e accompagnamento alle altre donne che si avviano lungo questi percorsi.
La nascita e lo sviluppo di associazioni di autoaiuto, di sensibilizzazione e disupporto create da donne che hanno vissuto sul proprio corpo questa esperienza hanno rappresentato e rappresentano sempre di più un importante punto di riferimento e di appoggio non solo per le singole donne ma anche rispetto al ruolo e agli interventi portati avanti dal sistema sociosanitario.
Una delle più antiche e importanti di queste associazioni è l’ANDOS, Associazione Nazionale Donne Operate al Seno.
Attraverso un grande impegno delle volontarie che operano in tutte le regioni del paese essa offre supporto e accompagnamento lungo il percorso terapeutico, servizi nel campo della riabilitazione e del recupero del benessere del corpo delle donne, sostegno psicologico ma anche attività sociali e culturali di gruppo per uscire dall’isolamento e da tante forme di paura.
Negli ultimi anni l’ANDOS ha anche aumentato la funzione di sensibilizzazione e crescita della consapevolezza del problema tra le donne stesse diventando motore e strumento dello sviluppo delle azioni del sistema sanitario per la prevenzione del tumore al seno tramite screening e controlli sistematici e capillari.
Approfittando di un incontro di sensibilizzazione e confronto svolto alla Casa Internazionale delle Donne di Roma promosso dal Comitato romano abbiamo intervistato due protagoniste di questa attività: la presidente del Comitato romano ANDOS (www.andosroma.org) Simona Saraceno e la responsabile del coordinamento dello Screening mammografico dell’ASL ROMA 2, la più grande Asl d’Italia, Maria Teresa Riccardi.
Mi faccio raccontare da loro sia i risultati ottenuti dall’attività di questa organizzazione che la situazione oggi degli interventi di prevenzione agiti dal sistema sanitario.Nel sottolineare il forte legame di vicinanza e solidarietà tra donne che caratterizza gli interventi e i servizi dell’ANDOS, Simona racconta di una crescente consapevolezza del problema tra le donne anche grazie alle campagne mediatiche e della crescita del numero di controlli medici e degli screening tra le donne. “Una delle scelte fatte di recente dal Comitato romano - dice - è di rivolgere le loro azioni di sensibilizzazione e di intervento di supporto soprattutto alle donne dei quartieri periferici e più difficili di Roma e questo sta dando degli ottimi risultati”.
Maria Teresa Riccardi di ASL Roma 2 spiega in cosa consiste il percorso di screening rivolto alle donne nel Lazio rivolto alle donne da 50 a 64 anni: comincia con la lettera inviata a tutte le donne di quella fascia di età per invitarle a presentarsi in una sede Asl e ha diverse tappe che passano dalla esecuzione della mammografia, da incontri di valutazione dei risultati, dalla consulenza dei passaggi successivi che le donne devono fare, specie se emergono problemi. "In questo percorso - sottolinea - fondamentale è la collaborazione con ANDOS e altre associazioni simili perchè aiuta a conoscere meglio i bisogni delle donne e soprattutto supporta le fasi successive di accompagnamento, che sono le più difficili e importanti". Anche lei sottolinea la crescita della consapevolezza del problema ma parla anche delle criticità rispetto alla situazione di un non pieno utilizzo da parte delle donne dei percorsi e delle risorse che sono state indirizzate in modo specifico per gli interventi di screening programmati, risorse dedicate che sono state una grande conquista per il diritto alla salute delle donne.