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LIVORNO / MOI 392: Camille Claudel

Domenica 24 luglio proiezione (con apericena) del lungometraggio sulla scultrice Camille Claudel scritto da Chiara Pasetti, regia Mario Molinari

Cinema alle Cicaleoperose di Livorno, Domenica 24 luglio ore 20.30, Caffè Letterario Le Cicale Operose (Corso Amedeo, 101 - Livorno


MOI 392.
progetto cinematografico dedicato alla scultrice Camille Claudel scritto da Chiara Pasetti, regia Mario Molinari, con Lisa Galantini Italia 2020, 70’
 

Domenica 24 luglio alle ore 20.30, presso il Caffè Letterario Le Cicale Operose di Livorno, verrà proiettato il lungometraggio MOI 392, dedicato alla scultrice francese Camille Claudel (1864-1943), interpretato da Lisa Galantini per la regia di Mario Molinari, scritto da Chiara Pasetti.

Accanto a Lisa Galantini, Massimo Popolizio dà voce a due lettere di Auguste Rodin a Camille negli anni del loro amore; Anna Bonaiuto recita la lettera di condoglianze per la sua morte, inviata dal cappellano del manicomio di Montdevergues al fratello Paul Claudel il 20 ottobre del 1943.

Il testo è liberamente tratto dalla Correspondance di Camille Claudel e pubblicato nel libro di Chiara Pasetti, Mademoiselle Camille Claudel e Moi (ed. Aragno 2016), che venne presentato presso Le Cicale Operose nell’ottobre del 2016.

È stato concepito per il monologo teatrale MOI, che vede in scena Lisa Galantini diretta da Alberto Giusta. Lo spettacolo ha debuttato nel settembre del 2016 nell’ex ospedale psichiatrico di Quarto-Genova e da allora è stato sui palcoscenici di numerosi teatri italiani (nel 2016 anche al Teatro della Brigata di Livorno) e in Svizzera. 

La storia di Camille Claudel è tanto appassionante quanto drammatica, e ancora troppo poco conosciuta specialmente in Italia.

Scultrice e artista di eccezionale talento, frequenta l’Accademia Colarossi a Parigi dove conosce Auguste Rodin, di cui diventa allieva e modella e con il quale intreccia una relazione tormentata, dall’epilogo doloroso per entrambi.

Agli inizi del Novecento, nonostante fosse all’apice del successo, si isola sempre di più fino a condurre una vita estremamente solitaria.

Nel marzo del 1913, pochi giorni dopo la morte del padre, viene internata presso la clinica psichiatrica di Ville-Évrard su richiesta della madre e del fratello Paul.

L’anno successivo viene trasferita presso l’asilo pubblico per alienati mentali di Montdevergues presso Avignone, dove restò fino alla morte avvenuta a quasi settantanove anni, il 19 ottobre del 1943.

Muore sola, abbandonata da tutti, dopo trent’anni di internamento in manicomio.

Viene sepolta nel cimitero dell’ospedale in una fossa comune.

Nemmeno il suo nome sulla lapide, ma l’anno del decesso e il suo numero di matricola: 392.

Da questo particolare biografico, tragico e commovente, prende spunto il titolo del progetto cinematografico MOI 392, condotto sullo stesso testo del monologo teatrale, per la regia di Mario Molinari.

Nel lungometraggio figurano dei disegni di Mimmo Lombezzi e dei filmati realizzati da Giacomo Doni in diversi ex manicomi italiani dal 2007 al 2016. 

Io non voglio essere aiutata, voglio essere riconosciuta. Camille Claudel

Per contattare autrice e regista: chiarapasetti@libero.it, m.molinari@mac.com

 

Questo lungometraggio è stato realizzato con il contributo promozionale di Nidodiragno-Produzioni.

Ne ha parlato Sky Arte in una puntata di The Square-Spazio alla cultura (7 gennaio 2021).

Qui un’intervista per Rete Due RSI, programma “Diderot, le voci dell’attualità”:

https://www.rsi.ch/rete-due/programmi/cultura/diderot/%E2%80%9CMOI%E2%80%9D-je-suis-Camille-Claudel-13763479.html?f=podcast-xml&popup=html 

Trailer MOI 392: https://youtu.be/HlMSRg1-5IY

https://www.lanuovasavona.it/2020/11/25/leggi-notizia/argomenti/cultura-3/articolo/moi-392.html

©Associazione culturale Le Rêve et la vie

APS Feelmare

 

 

MOI 392 è dedicato a tutti coloro che sanno riconoscere, sostenere e incoraggiare il talento e la creatività, ovunque e comunque si manifestino, e agli artisti che non smettono di credere in se stessi, malgrado le difficoltà e i pregiudizi.


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