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Comunità ComuniCAAnte: costruire territori accessibili, una relazione alla volta

Comunità ComuniCAAnte: costruire territori accessibili, una relazione alla volta

Un progetto che punta alla socializzazione contribuendo alla conoscenza e condivisione della CAA per superare le barriere della comunicazione

Lunedi, 18/05/2026

Sono tante le barriere che ogni giorno impediscono a molte persone di partecipare pienamente alla vita sociale.
Alcune di queste sono invisibili: linguaggi incomprensibili, informazioni non accessibili, ambienti che non permettono a tutti di esprimersi, scegliere, chiedere, comprendere.
È da questa consapevolezza che nasce Comunità ComuniCAAnte, un progetto che mette al centro l’accessibilità comunicativa come strumento di inclusione e autodeterminazione. Comunicare non significa soltanto parlare: significa poter partecipare, costruire relazioni e vivere il territorio in modo pieno e dignitoso.
L'idea di Comunità ComuniCAAnte affonda le sue radici nel lavoro di tesi magistrale della Dott.ssa Valeria Petricca e della Dott.ssa Claudia Sperduti, specialiste in CAA e Tecnologie Assistive, è promosso dall'associazione NOIDONNE TrePuntoZero APS-ETS e sostenuto con i fondi dell’8XMille della Chiesa Valdese.
Il progetto gode inoltre del patrocinio di ISAAC Italy — la Società Internazionale di Comunicazione Aumentativa e Alternativa — e del Consorzio Sociale per la gestione degli interventi e dei servizi sociali dei comuni di Ardea e Pomezia, soggetti che ne riconoscono il valore sociale e culturale per il territorio.

Nell'arco dell'anno 2026 il progetto prevede: la realizzazione di un sito dedicato, l'organizzazione di un ciclo di incontri di informazione e foormazione, mappatura ed etichettatura di spazi pubblici e privati nei comuni di Ardea e Pomezia, realizzazione e pubblicazione di una guida FAQ. Tutti i materiali e le attività sono completamente gratuiti grazie al sostegno dei fondi dell'8XMille della Chiesa Valdese.

Dal suo avvio, nell'ambito del percorso progettuale è stato organizzato e avviato (11 aprile) il percorso di formazione e informazione rivolto alla cittadinanza, agli operatori e alle realtà locali, con l’obiettivo di sensibilizzare sui temi della Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA) e dell’accessibilità comunicativa. Un primo passo fondamentale per costruire comunità più consapevoli e accoglienti, capaci di riconoscere la comunicazione come un diritto. Il ciclo degli incontri si concluderà a fine ottobre con un incontro finale di restituzione del progetto.

“Accanto alla formazione - spiega la dottoressa Valeria Petricca, educatrice socio psico pedagogica, responsabile scientifico del progetto – è nato anche un sito dedicato, pensato come spazio informativo e divulgativo sulla CAA e sull’accessibilità comunicativa. Il portale raccoglie approfondimenti, materiali scaricabili, buone prassi e strumenti utili per diffondere una cultura dell’inclusione concreta.”

Tra i contenuti già disponibili vi è una Guida FAQ rivolta a caregiver familiari, educatori, insegnanti e clinici che si avvicinano alla CAA e agli interventi in età evolutiva. Sul sito è presente inoltre una mappa che accoglierà i luoghi accessibili a livello comunicativo, pensata per valorizzare le realtà che scelgono di intraprendere un percorso inclusivo.
“Il portale è in continua evoluzione ed è stato progettato per essere esso stesso accessibile – ci spiega la dottoressa Claudia Sperduti, esperta in Comunicazione e co-progettista di Comunità ComuniCAAnte –. Si presenta infatti in una doppia veste: una modalità classica e una versione easy to read, che facilita la comprensione dei contenuti. È inoltre possibile ascoltare i testi attraverso una voce umana, ampliando ulteriormente le possibilità di accesso alle informazioni. Un impegno concreto per raggiungere un pubblico sempre più ampio.”
Il lavoro svolto fino ad oggi nell'ambito del progetto ha avuto come focus principale la sensibilizzazione e la diffusione di competenze. Parlare di accessibilità comunicativa significa infatti cambiare prospettiva: non considerare la difficoltà comunicativa come un limite individuale, ma interrogarsi su quanto i contesti siano realmente capaci di accogliere tutte le persone.

Il progetto guarda in particolare all’autodeterminazione delle persone con Bisogni Comunicativi Complessi (BCC): poter ordinare in un negozio, chiedere informazioni, partecipare a un’attività culturale o vivere gli spazi pubblici senza dipendere continuamente da altri sono esperienze essenziali per la qualità della vita e per l’esercizio della cittadinanza.
“Dopo questa prima fase dedicata alla formazione – spiega Petricca - Comunità Comunicaante si prepara ora a un nuovo passaggio: il coinvolgimento diretto delle realtà territoriali aperte al pubblico — attività commerciali, associazioni, luoghi culturali e servizi — per lavorare concretamente sull’accessibilità comunicativa degli spazi e delle attività che vi si svolgono”.
L’obiettivo è costruire territori in cui le persone con bisogni comunicativi complessi possano orientarsi, comprendere, scegliere e partecipare in autonomia. Un territorio accessibile comunica meglio con tutti: con le persone con disabilità, con i bambini, con gli anziani, con chi vive difficoltà linguistiche o cognitive temporanee o permanenti.
“Per rendere possibile questo processo – spiega Sperduti – abbiamo predisposto un modulo Google attraverso il quale le realtà di Ardea e Pomezia potranno entrare in contatto con noi ed avviare un percorso gratuito di accompagnamento verso una comunicazione più accessibile. Un invito aperto al territorio, per creare una rete di luoghi realmente inclusivi”.

Rendere accessibile un luogo attraverso la Comunicazione Aumentativa e Alternativa non significa soltanto trasmettere contenuti in modo comprensibile a più persone. Significa riconoscere l’esistenza stessa delle persone con fragilità della comunicazione e il loro diritto di partecipare pienamente alla vita della comunità. È il riconoscimento dei diritti delle persone con Bisogni Comunicativi Complessi e la testimonianza concreta del cambiamento culturale a cui tutti siamo chiamati: costruire comunità in cui nessuno resti ai margini.


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