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22 maggio 2026:  Rita,  La Santa “ delle cause impossibili

22 maggio 2026: Rita, La Santa “ delle cause impossibili

E' il 22 di maggio e ancora una volta a Cascia si svolge la festa di Santa Rita a cui si ascrive una delle devozione più importanti. Lei suora e Santa Agostiniana dal posto speciale nell'attenzione di Papa Leone XIV che per anni il 22 maggio anche da A

Martedi, 26/05/2026

22 maggio 2026: Rita, La Santa “ delle cause impossibili”
E’ il 22 maggio, l data della morte di Santa Rita, divenuta nel tempo una significativa ricorrenza di festa e devozione, quando a Cascia, presso la Basilica dedicata a Lei, come ogni anno la presenza dei fedeli è enorme ed entusiasta. Eppure nonostante l’abitudine a una partecipazione e un coinvolgimento formidabile che va sempre oltre la data precisa, quest’anno c’è qualcosa in più, perché Santa Rita, suora Agostiniana, non casualmente, sembra evocare anche la presenza virtuale di Papa Leone. Come Cardinale, Vescovo e Priore generale degli Agostiniani per ben 12 anni Robert Francis Prevost il 22 maggio è stato in presenza a Cascia alla ricorrenza , eppure ancora oggi pur non potendo farlo, solo due giorni prima il 20 di maggio a San Pietro, ha accolta e benedetta” La Fiaccola del Perdono e della Pace. Si tratta di un “ simbolo” proprio di santa Rita, di ritorno, nell’occasione, dal gemellaggio con la città di Chicago, e dopo aver toccato anche luoghi fortemente significativi per Papa Leone, come la sua casa a Dalton , piccolo centro ai confini di Chicago, appunto, ed altro ancora. E’ dal 1958 che ogni anno la Fiaccola parte da Cascia per un gemellaggio, nel nome di santa Rita, con città di tutto il mondo, costruendo un cammino di Fede e di Pace, intrecciando spiritualità, cultura e relazioni istituzionali in un dialogo che attraversa confini e generazioni. Nel 2026, come ricordato, questo legame si è fatto fortemente simbolico ed evocativo, scegliendo come meta i luoghi di nascita, vita, formazione e ministero di Papa Leone XIV e fermando la fiaccola poi sulla via del ritorno proprio a San Pietro, la sua nuova dimora romana. E’ interessante riflettere e tentare di capire come e perché Santa Rita goda di massima devozione, prendendo atto come si rivolgano a lei tante persone in tutto il mondo. Certo è che il racconto della sua vita, rappresenta, forse, una realtà in cui molte donne e uomini possono tristemente riconoscersi, e contemporaneamente, trovare speranza in quella svolta di pace ed amore che ne caratterizzò la missione e lo sviluppo che ebbe, o meglio che lei fu capace di imprimergli. Rita nata a Roccaporena , frazione del comune di Cascia nel 1387, fu costretta a sposarsi dai suoi genitori, ed ebbe un marito inizialmente violento, da cui ebbe due figli, forse gemelli, e quando come racconta la storia, secondo una tradizione orale, ebbe la gioia di vedere il marito divenire amorevole e umano, lui venne ucciso in tempi di lotte e scontri tra guelfi e ghibellini. Non passò poi molto tempo che i suoi due figli, per la cui vita lei temeva molto potessero divenire obiettivi di ulteriori violenze, morirono di malattia. Il dolore e il trauma di questa donna fu tale che tornò in lei quell’antico desiderio che le apparteneva già prima del matrimonio, di poter ritirarsi in convento. Un sogno che si realizzo, proprio nella comunità delle suore agostiniane, dove si ritrovò, secondo la storia narrata, una notte portata da un angelo. La sua vita che annovera nel tempo, miracoli prodigiosi ed eventi ritenuti normalmente irrealizzabili, nei secoli non a caso l’ha vista definire : “ la santa delle cause impossibili”, ma anche la Santa della speranza, della pace e della riconciliazione. Valori determinanti collegati proprio a quella sua vita, dedicata totalmente, prima alla famiglia e poi agli altri, in cui tante donne e tante persone possono, ripercorrendola rintracciare analogie e cercare risposte. Una vita tragica che lei seppe trasformare in amore, subendo poi il dolore della perdita e della morte, ma trovando la forza di vivere e costruire un'altra fase del suo tempo a disposizione dell’umanità che si rivolgeva a lei, per “scoprire” soluzioni e coltivare speranza e amore. Beatificata da Papa Urbano VIII solo dopo 180 dalla sua morte, venne canonizzata ovvero fatta Santa nel 1900 da Papa Leone XIII, a cui il Primo Papa nord americano della storia ha voluto richiamarsi scegliendone il nome con un numero in più. Storie importanti quelle che la chiesa di Roma racconta riflettendo alle quali mai nulla risulta casuale o superficiale. Ecco allora come tornando all’interesse, all’attenzione che il già vescovo, e poi cardinale Prevost e ancora nella sua funzione di Priore Agostiniano mostrò nei confronti di Santa Rita, è presumibile che possa oggi come Papa Leone XIV ipotizzarne un ulteriore valorizzazione. Lei Rita che per quella predisposizione a porsi quale costruttrice di pace, che mostrò di avere, come riferimento nella sua vita non smise mai di misurarsi quale forza di cambiamento che non si arrende . Ne è conferma ulteriore la sua storia, sin dall’inizio, quando racconta come riuscì a disarmare la violenza di suo marito col suo modo di porsi, che proprio in onore al Papa definiremo disarmante ,ammorbidendo e finendo per neutralizzare ogni conflitto .E ancora, quando lui fu ucciso riuscì a spiegare ai suoi figli perché fosse la cosa giusta rinunciare a qualunque vendetta e piuttosto attivare il perdono per arrivare alla pace di tutti i protagonisti in campo. Come non immaginare, ma direi, anche apprezzare che Papa Leone possa valorizzare di nuovo e di più questa figura di donna semplice, ma dalla forza inesauribile nella costruzione di pace e di buono, divenuta Santa proprio per non essersi fatta abbattere dal dolore e decidendo di partecipare al progetto di un mondo di fede e di pace. Si racconta che alla sua nascita furono tante api color oro che la circondarono e le fecero compagnia, tornando poi più scure di colore per accompagnarla nella morte. Lei che prima di morire chiese, come racconta la tradizione seicentesca, a sua cugina che l’assisteva di portarle dall’orto una rosa e due fichi. La donna credendola delirante, nonostante il freddo che c’era andò nell’orto dove, però, proprio in mezzo alla neve trovò una rosa e dei fichi. Storie, leggende, verità, miracoli; certo è che l’energia positiva e la speranza che Santa Rita comunica a milioni di persone nel mondo è una forza di pace che non può essere disarmata ma può rappresentare un valore per credenti e no. Come già Papa Francesco anche Papa Leone sta lavorando, spiegando, ragionando per chiamare tutte e tutti a riflettere al valore e alla partecipazione alla costruzione di pace, oggi più in bilico che mai, dove ogni essere pensante, diciamo pure ognuna e ognuno di noi può e dovrebbe scegliere di portare il proprio contributo. Ed è così che alla chiusura di questo mese di maggio in cui abbiamo pensato, ricordato, raccontato le mamme e le madri, in cui abbiamo vista la Chiesa onorare la Madonna è importante veder ancora crescere la valorizzazione di una figura così umana e credibile come quella di Santa Rita, anche lei un fiore di maggio. Lei che in qualche modo, mi piace pensare dia ulteriori elementi, idee ,di esempi che aiutino Papa Leone XIV a parlare al mondo adeguandosi ai temi più urgenti e presenti in questi tempi come quelli contenuti nell’Enciclica “ Magnifica Humanitas” da lui presentata lunedì 25 maggio, e che in coerenza con il suo pensiero invita a riflettere sull’intelligenza artificiale “disarmandola “ per salvare il mondo. Progetti, idee, interrogativi enormi in cui una Santa delle cause impossibili quale Santa Rita , non può che essere chiamata a collaborare mettendo a disposizione anche quella sua sensibilità femminile che ha disarmato, nel suo tempo, tanta violenza che ha riguardato lei e poi un’infinità di altra umanità che le è riconoscente. Una presenza importante che potrebbe affiancarsi ad altre donne, altre Sante come Santa Caterina dottore della Chiesa e patrona d’Italia o ancora Santa Chiara collaboratrice di San Francesco che seppur non ricordate a maggio, come potremmo fare con tante altre, cito, nella certezza che rivalorizzarle attualizzandole non può che portare ad un aiuto importante nell’obiettivo di costruzione della pace. Obiettivo che oggi Papa Leone pone e propone ,auspicando più alleanze possibili, con un impegno costante e credibile per chi aspiri alla pace davvero sinceramente, come sicuramente Santa Rita e le altre ricordate e volutamente coinvolte quali potenziali e potenti testimonial di pace disarmata e disarmante oltre che” delle cause impossibili”
Paola Ortensi

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