A Dio Denise! Fragile icona di una donna che si è arresa.
É morta Denise, figlia della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo. A 35 anni non ha retto la propria vicenda biografica. Il Cordoglio di don Luigi Ciotti.
Denise, l'amata figlia della collaboratrice di giustizia Lea Garofalo uccisa dal marito perché si era ribellata alle regole della mafia, non ce l'ha fatta più. È morta suicida a 35 anni nei pressi di Velletri, dove viveva sotto protezione e con falso nome, lontana dalla Calabria, da Petilia Policastro e da Pagliarelle, frazione ai piedi della Sila piccola di cui era originaria. Con la tragica morte di Denise si chiude una delle vicenda più tristi ed inquietanti storie della lunga lotta dello Stato contro l' Antistato, una delle più note a livello nazionale per il suo clamore. Negli anni, infatti, Lea era diventata una paladina iconica della lotta alla mafia da parte di singoli cittadini in una terra triste e devastante come la Calabria e Denise, anche se non ce l' ha fatta più, aveva ereditato il coraggio di sua madre, subendo quel silenzioso ostracismo capace di far male come e forse più della violenza fisica. Dal delitto di Lea sono passati 17 anni, ma sembra una vita, da quando il corpo esanime di sua madre, ribelle alle regole di quella 'ndrangheta che le aveva già ucciso il padre e il fratello, era stato sciolto nell'acido. Il 13 ottobre 2013, in piazza Beccaria a Milano, si sono tenuti i suoi funerali con migliaia di persone, celebrati da don Luigi Ciotti. Fra i presenti c'era Amedeo Nicolazzi, da pochi mesi sindaco di Petilia Policastro, dove in suo onore aveva indetto la manifestazione annuale della 'Giornata del Coraggio Femminile', incredibilmente sospesa senza nessuna spiegazione dalla successiva amministrazione che, fra l'altro, nel 2023 aveva espresso — subito pentendosene per il clamore prodotto — solidarietà cittadina per la morte di uno dei suoi uccisori, che si trovava all'ergastolo nel carcere di massima sicurezza 'Opera' di Milano. «Oggi è morta una giovane donna coraggiosa e sofferente», ha sottolineato don Ciotti, fra le persone che le hanno voluto più bene. «Il coraggio e la sofferenza hanno rappresentato i due estremi dentro ai quali si è mossa l'intera vita di Denise, i due piani della bilancia che a lungo ha provato, con tutte le sue forze, a tenere in equilibrio. Oggi però qualcosa, in quel fragilissimo equilibrio, si è spezzato per sempre. Qualcosa si è spezzato dentro la sua anima inquieta e sensibile. E qualcosa si sta spezzando anche dentro di noi».
Francesco Rizza