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A Teramo si celebrano le 'Staffette della democrazia'

A Teramo si celebrano le 'Staffette della democrazia'

Mercoledì 29 aprile si tiene il ricordo delle partigiane Lea Arzilli Vetrini, Giovanna Di Filippo Mobili, Margherita Ammazzalorso

Martedi, 28/04/2026 - Il prossimo 29 aprile 2026 nelle sale di Smeraldo Cinema, alle ore 17.00, si svolgerà l’evento “Staffette della democrazia. Ricordo di Lea Arzilli Vetrini – Giovanna Di Filippo Mobili – Margherita Ammazzalorso.
La celebrazione promossa dal Centro di cultura delle donne Hannah Arendt e dall' ANPI di Teramo, si svolgerà con il patrocinio del Comune di Teramo, della Provincia di Teramo, Comune di Castelfiorentino, FONDAZIONE NILDE IOTTI, ANPI - Castelfiorentino, CGIL - Teramo, NOIDONNE media partner, Smeraldo Cinema, BIM.
In occasione della ricorrenza della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, dell’80° anniversario del voto alle donne e della nascita della Repubblica, sarà consegnato alla memoria civile e democratica della città di Teramo il ricordo di Lea Arzilli Vetrini, staffetta partigiana a Castelfiorentino; Giovanna Di Filippo Mobili e Margherita Ammazzalorso Focosi, staffette partigiane a Teramo. Figure storiche, donne valorose che svolsero nella Resistenza dei territori teramano e castellano, un ruolo fondamentale, nascondendo partigiani, trasportando armi, cibo e medicine, assicurando collegamenti vitali tra le formazioni montane e la città, sfidando l'occupazione nazifascista. Insieme al loro impegno, sarà ricordato quello di innumerevoli altre donne teramane che agirono con lo stesso coraggio sia in città, sia in montagna, contestualmente alle decine di migliaia di staffette in tutta Italia che elessero i Gruppi di Difesa della donna quale principale punto di riferimento per la partecipazione attiva e organizzata alla Resistenza. Tuttavia, nonostante l’importante riconoscimento della narrazione storiografica, avviato negli anni Settanta, l’attività resistenziale delle donne non è ancora considerata con la stessa dignità conferita ai partigiani uomini. Permane ancora lo stereotipo sessista patriarcale del comandante maschio in armi che ieri escluse le donne dalle sfilate partigiane nelle città liberate, e oggi tenta di escluderle dall’esistenza istituzionale della sfera pubblica, negandone la visibilità politica. La persistenza di questo stereotipo si riscontra in tutta Italia nelle attività di memoria istituzionale, nella toponomastica, nei monumenti e, talvolta, nella narrazione didattica che tratta il contributo femminile alla liberazione dal nazifascismo e alla costruzione della democrazia come nota a margine. Eppure, esso è stato fondamentale per la rottura del modello fascista di "angelo del focolare”, liberando le donne dal ruolo subalterno di mogli e madri esemplari, trasformandole in soggette politiche. È stato inoltre determinante nella conquista del diritto di voto e, successivamente, della piena cittadinanza, sancita, grazie alla tenacia delle 21 Costituenti, dall’art. 3 della Costituzione (che garantisce pari dignità sociale e uguaglianza "senza distinzione di sesso"), base fondamentale per la costruzione di una democrazia paritaria. Un percorso storico che richiede tuttora molto impegno per superare le disuguaglianze di fatto.
La spinta di libertà e democrazia delle resistenti è stata ereditata dal movimento femminista degli anni '70, esprimendosi nelle grandi battaglie sui diritti civili (divorzio, aborto, nuovo diritto di famiglia). Il femminismo italiano ha agito e agisce oggi come una vera e propria 'staffetta' dei Gruppi di Difesa della Donna, raccogliendo le radici della libertà, della democrazia contro ogni guerra e ogni forma di violenza, nella battaglia per la decostruzione della cultura patriarcale, sessista e misogina, e per la costruzione uno spazio pubblico in cui uomini e donne abbiano una relazione non gerarchica, ma, finalmente paritaria.

Brevi profili
Lea Arzilli Vetrini è stata ricordata con affetto e solennità il 7 marzo scorso, in occasione della celebrazione del’80° anniversario del suffragio femminile organizzato dal Comune di Castelfiorentino, città natale della staffetta partigiana gappista, consigliera comunale e unica assessora tra le undici elette nei Comuni della Valdelsa nella storica tornata elettorale del 10 marzo 1946. Dirigente dell’Udi e del PCI a Castelfiorentino, nell’immediato dopoguerra guidò la lotta delle donne per ottenere il suffragio universale e paritario. Dal '47 il suo impegno prosegui a Teramo, dopo aver sposato Pierino Vetrini, ex partigiano combattente e dirigente comunista, che incontrò a Roma in un corso di formazione “quadri” di partito. I due giovani dirigenti si sposarono il 3 aprile 1947 e Lea Arzilli si trasferì in Abruzzo dove svolse attività di direzione politica a tempo pieno nella federazione comunista teramana, contribuendo alla costruzione dell’UDI e del partito negli anni bui dei provvedimenti repressivi dell’ordine pubblico attuati dal Ministro dell’ Interno Scelba, contro le lotte operaie e contadine delle sinistre. In quegli anni, insieme a Miriam Mafai, dirigente in Abruzzo - che abitò a Teramo per alcuni mesi - prese parte alle storiche lotte per il lavoro nella Vallata del Vomano. Sempre presente nelle battaglie delle donne per l' affermazione della soggettività femminile sia nella società, sia nel partito, fece parte degli organismi dirigenti della Federazione provinciale fino alla svolta della Bolognina. Nel nome dei valori condivisi che legano inscindibilmente i territori teramano e castellano alla Resistenza e al ruolo delle donne nella costruzione della democrazia, parteciperanno al ricordo della cara Lea Arzilli Vetrini, la Sindaca del Comune di Castelfiorentino Francesca Giannì, l’Assessora alla Memoria Marta Longaresi e il presidente provinciale ANPI Marco Cappellini.

Giovanna Di Filippo Mobili, giovane vedova dell’antifascista Antonio, scomparso prematuramente all' età di 39 anni, madre di quattro figli, sentì la responsabilità di combattere per liberare l’Italia e la sua città dall’oppressione nazifascista e nel '43, quando entrò nelle file dei GAP, fece della propria abitazione in via Nicola Palma il punto di riferimento dei partigiani di Teramo. “ [….] Qui venivano nascoste le armi che i fascisti cercheranno durante le loro incursioni e che lei, all’occorrenza, trasportava, incurante del rischio. Qui, segretamente si riunivano per organizzare le azioni della Resistenza a Bosco Martese i figli Glauco e Manfredo, (a quest’ultimo sarà intitolata la sezione teramana dell'Anpi), insieme a Giorgio Valente (fratello di Giuliana dirigente comunista regionale, già vicepresidente della Regione Abruzzo), l'Avvocato Vincenzo Massignani (organizzatore a Teramo del Gruppo di azione patriottica), il valoroso Ercole Vincenzo Orsini, l'eroico dottor Mario Capuani e altri antifascisti.[…]”
A Giovanna Di Filippo Mobili, in data 17 maggio 2017 venne dedicato l’evento commemorativo pubblico, insieme al giovane martire Aldo Quarchioni, articolato in due sessioni “Donne e giovani nella Resistenza teramana”. L' evento, promosso dal Centro di cultura delle donne “Hannah Arendt” in collaborazione con l' Università degli Studi di Teramo, la Provincia di Teramo, ANPI - Teramo, CGIL - Teramo, insieme alle scuole superiori della città, si svolse la mattina nell’Aula Magna dell’Ateneo con la partecipazione di numerosi studenti, trai i quali i ragazzi del Liceo Artistico “Grue” di Castelli, autori delle sculture intitolate alla partigiana Giovanna e al giovane martire: la prima donata alla Provincia di Teramo durante la sessione pomeridiana, l’altra all’Ateneo.

Margherita Ammazzalorso Focosi, staffetta porta-ordini dei fratelli partigiani Armando e Aldo, gestiva nel centro città, tra Vico del Carro e l’attuale via Irelli, un negozio di generi alimentari. Sempre dalla parte degli oppressi, negli ultimi giorni dell’occupazione tedesca distribuì olio gratuitamente al popolo del quartiere San Giuseppe-Carmine, piuttosto che consegnarlo alle truppe naziste. Il suo ricordo più vivido tra la popolazione teramana è quello di una giovanissima partigiana indomita che entrò nella città liberata sfilando a fianco dei partigiani uomini contro ogni divieto e moralismo patriarcale, indossando pantaloni, camicia e un fazzoletto rosso al collo.

Programma dell’evento
Teramo, 29 aprile 2026
Smeraldo Cinema, Via Maestri del Lavoro, ore 17.00

Saluti
On. Livia Turco, Presidente Fondazione NILDE IOTTI Messaggio video
Gianguido D’Alberto, Sindaco del Comune di Teramo; Camillo D’Angelo, Presidente della Provincia di Teramo; Marco Cappellini, Presidente ANPI Castelfiorentino; Antonio Franchi, Presidente ANPI provinciale Teramo; Giuseppe Casalena, Segretario Comitato provinciale ANPI Teramo; Pancrazio Cordone, CGIL Teramo; Marco di Nicola, Presidente Consorzio B.I.M.

Intervengono
Francesca Giannì, Sindaca del Comune di Castelfiorentino; Marta Longaresi, Assessora alla Memoria del Comune di Castelfiorentino

Testimonianze familiari
Beatrice Valente, nipote della partigiana Giovanna Di Filippo Mobili
Ilene Vetrini, nipote della partigiana Lea Arzilli Vetrini
Vincenzo Ammazzalorso, nipote della partigiana Margherita Ammazzalorso Focosi

Introduce e coordina
Guendalina Di Sabatino
Presidente Centro di cultura delle donne “H. Arendt”, curatrice dell’evento

Seguirà l’esposizione staffette della democrazia, visitabile nello Spazio IAT in Via Carducci, 17, da Giovedì 30 aprile a 2 giugno 2026.
Nei prossimi mesi, dopo l’autorizzazione della Soprintendenza Archelogia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di L’Aquila e Teramo, saranno apposte targhe commemorative nei luoghi in cui queste donne valorose vissero o svolsero attività politica.
 

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