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ActionAid / Dal futuro arriva a Milano MUPA, il Museo del Patriarcato. E una ricerca sullo sport

ActionAid / Dal futuro arriva a Milano MUPA, il Museo del Patriarcato. E una ricerca sullo sport

L'esposizione dal 7 al 21 marzo sarà ospitata presso la Fabbrica del Vapore: 27 opere raccontano l'odierna società patriarcale in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148

Mercoledi, 04/03/2026 - Riceviamo e pubblichiamo
Dal futuro arriva a Milano MUPA, il Museo del Patriarcato.ActionAid presenta nuove opere e eventi, insieme a una ricerca dedicata allo Sport
“UNA DONNA SU DUE HA PAURA A FREQUENTARE STRUTTURE SPORTIVE”. Dalla Riforma dello sport ai piani antiviolenza: prevenzione primaria integrata”.
In occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna, dal futuro arriva a grande richiesta a Milano MUPA, il museo nato a Roma lo scorso 25 novembre, che racconta la società patriarcale dei nostri giorni. È la Fabbrica del Vapore che ospiterà il Museo del Patriarcato di ActionAid dal 7 al 21 marzo. Ventisette opere - di cui quattro inedite - tra cimeli, reperti, diorami, installazioni interattive e testimonianze: una mostra che invita a osservare con sguardo critico i comportamenti e le narrazioni che ancora oggi alimentano la violenza maschile sulle donne, smascherandone i meccanismi culturali che li determinano. Entrare nel MUPA significa immergersi in un viaggio spazio-temporale che conduce nel 2148 (anno in cui, secondo l’ultimo Global Gender Gap Report, sarà raggiunta l’uguaglianza di genere), in un futuro desiderabile dove il patriarcato è stato abbandonato da tutte e tutti.
Un museo del futuro che mostra frammenti della nostra attuale vita quotidiana e sociale rivelandone l’assurdità, l’ingiustizia, la violenza nascosta. Dal lavoro allo spazio digitale, dallo sport alla dimensione domestica e relazionale.
“Il MUPA ci spinge a interrogarci sul ruolo che giochiamo nel mantenere, trasformare o sfidare le strutture di potere che ci circondano. Un gesto politico e poetico insieme: immaginare un futuro in cui la violenza di genere e il patriarcato siano davvero solo un ricordo del passato. Oggi i dati della nostra ricerca ci dimostrano come anche lo sport che tocca profondamente le nostre vite sia segnato da paura e insicurezza da parte delle donne, autoesclusione e svalutazione delle discipline femminili. Tutti gli organi che governano lo sport devono adottare strumenti e risorse per prevenire e contrastare la violenza maschile contro le donne e lo sport deve essere incluso tra gli ambiti di prevenzione primaria dei Piani antiviolenza” dichiara Katia Scannavini, Co-Segretaria Generale di ActionAid Italia.

SPORT E DONNE: LA GRANDE ESCLUSIONE. La paura, l’auto-esclusione e l’estraneità segnano l’esperienza sportiva delle donne in Italia. Con i nuovi dati della ricerca “Perché non accada”, realizzata da ActionAid con l’Osservatorio di Pavia e 2B Research, si indaga quanto stereotipi, disuguaglianze di genere siano radicati e orientino le nostre vite. In occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina ActionAid ha focalizzato l’analisi su come sia lo sport un ambito cruciale dove si sperimentano le diseguaglianze di genere. Un fenomeno culturale, simbolico ed economico (un valore di 67 miliardi di euro l’anno, pari al 3,1% del PIL italiano) capace di plasmare le narrazioni su competizione, successo e relazioni di genere. Una donna su due dichiara di aver avuto paura di frequentare strutture sportive, una su tre non frequenta palestre o centri sportivi (contro il 24,6% degli uomini). Le disuguaglianze aumentano in base a orientamento sessuale e disabilità. Il divario è ancora più evidente negli stadi e nei palazzetti: il 43,9% degli uomini si sente sempre a proprio agio, contro il 28,1% delle donne. Quasi la metà delle donne (46,8%) non frequenta affatto questi spazi, il 53% tra le non eterosessuali. Il 31% delle persone ritiene che esistano sport “più adatti” agli uomini e altri alle donne. Un uomo su tre ne è convinto, tra le donne solo una su quattro. Queste convinzioni hanno effetti concreti: una persona su cinque ha rinunciato almeno una volta a praticare uno sport visto come più adatto all’altro genere. Il 27,7% degli italiani considera lo sport maschile più prestigioso: guidano sempre gli uomini (31,2% contro il 24,5% delle donne), ma le generazioni più giovani rafforzano lo stereotipo (42,9% nella Gen Z e 39,3% tra i Millennials). Per rendere lo sport uno spazio sicuro, ActionAid chiede che la prevenzione e il contrasto alla violenza maschile contro le donne siano integrati in modo chiaro e strutturale nelle politiche sportive. La Riforma dello sport deve usare la Convenzione di Istanbul come standard di riferimento e prevedere sanzioni efficaci. Allo stesso tempo, lo sport va riconosciuto nei Piani antiviolenza nazionali come leva di prevenzione primaria, con finanziamenti dedicati e un impegno diretto con risorse certe, da parte del Dipartimento per lo Sport, del CONI, delle Federazioni e degli Enti di promozione sportiva.
OPENING. L’apertura del 7 marzo al pubblico, alle ore 18.00, inizia con un reading di Giulia Maino, attrice e fondatrice di Amleta, con testi di storie di donne e artiste. La chiusura della giornata è affidata alla musica e alle parole di Rachele Bastreghi, cantante e voce femminile dei Baustelle, che sceglie dal suo repertorio le canzoni che più rappresentano una esplorazione della propria interiorità e libertà creativa proponendole in un’inedita veste acustica.

IL PROGRAMMA. Il MUPA sarà aperto dal 7 al 21 marzo, con l’unica eccezione di lunedì 9 marzo, giornata di chiusura per sostenere la partecipazione collettiva allo sciopero nazionale di Non Una di Meno. Oltre all’esposizione, il programma propone talk, workshop, laboratori, lezioni e performance, un’area Kids con eventi dedicati, tutto in collaborazione con centri antiviolenza, reti e realtà femministe. Domenica 8 marzo si apre con il workshop sul piacere di Marie Moise. Alle 11.00 Valeria Palumbo, tiene la lezione di storia del femminismo. Alle 17.00 prende il via il talk “Corpi sotto Controllo” con Angela Gennaro e Valentina Tomirotti con Sonia Castelli con la moderazione Elisabetta Moro. Alle 18.00 è la volta di “Corpi in rivolta” con Pegah Moshir Pour e Mariangela Pira.
Mercoledì 11 marzo alle 18.30 si incontrano per discutere di cambiamento culturale Giulia Maino di Amleta, Paola Michelini, Elisabetta Consonni insieme ad Aba Chiara. A seguire un estratto dell’ultimo spettacolo "Introversa" di Paola Michelini. Nel week end del 14 e 15 marzo si alterneranno laboratori di ricamo erotico e del collettivo autodifesa femminista, quello di Karen Ricci/cara sei maschilista insieme al talk sulla legittimazione della violenza con il collettivo Cuore Scoperto, Leila Belhadj Mohamed, Mica Macho, CADM, a seguire il Talk di Francesca Fiore e Sarah Malnerich, la coppia di MammadiMerda; il 15 una giornata dedicata allo sport con il podcast Bar Spalti di Denise D’Angelilli e Arianna Galati, che incontrano in un talk Sara Ventura e Najla Aqdeir con Monia Azzalini dell’Osservatorio di Pavia. In calendario tanti altri eventi fino al 21 marzo con la chiusura affidata al talk dedicato a podcast e attivismo in collaborazione con “Tutte abbiamo voce” e allo show di Serena Bongiovanni. Sanno presenti agli eventi Mupa anche referenti istituzionali del Comune di Milano.

L’ingresso all’esposizione e agli eventi è gratuito, ma è richiesta la registrazione. Il programma e i link di prenotazione sono disponibili su actionaid.it/mupa.
Il MUPA è accessibile e inclusivo: gli spazi e i contenuti sono pensati per garantire accoglienza a persone con disabilità cognitive, motorie, visive e uditive, grazie a percorsi assistiti e materiali in formati accessibili.  

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