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‘Desdemona - Studio I’: Le Donne del Muro Alto al Teatro Nazionale di Roma

‘Desdemona - Studio I’: Le Donne del Muro Alto al Teatro Nazionale di Roma

L’Opera di Roma e l’Associazione 'Per Ananke' portano in scena lo spettacolo della regista Francesca Tricarico, ispirato all’Otello di Shakespeare e di Verdi, con attrici detenute ed artiste di ‘Fabbrica’ Young Program

Lunedi, 01/06/2026

Poco a poco l’impegno profuso in questi anni dalla regista teatrale Francesca Tricarico (Associazione ‘Per Ananke ETS’) per e con la sua compagnia ‘Le Donne del Muro Alto’, formata principalmente da donne detenute nella sezione di Alta Sicurezza della Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, sta ottenendo il riconoscimento che merita, per l’alto valore sociale ed educativo, oltre che artistico, della sua esperienza e di quella delle sue attrici.

Per la prima volta infatti, dopo aver rappresentato di recente la pièce ‘Olympe’ sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, la Compagnia presenta, il 4 giugno alle ore 18.30, al Teatro Nazionale di Roma (la prestigiosa seconda sede del Teatro dell'Opera di Roma, che ospita opere contemporanee, balletti e progetti di formazione), grazie al sostegno della Chiesa Valdese, delle Officine di Teatro sociale della Regione Lazio e della Fondazione Roma, lo spettacolo ‘Desdemona - Studio I’, scritto e diretto da Francesca Tricarico e già inaugurato, in anteprima, nel Teatro del carcere femminile di Rebibbia il 20 maggio.

Protagoniste dello spettacolo sono per l’appunto ‘Le Donne del Muro Alto’, la compagnia di attrici detenute della Casa Circondariale Femminile di Roma Rebibbia. Per la prima volta nella storia dell’Istituto, le attrici Clizia F., Dorota B., Irina M., Maria F. e Lucia D. escono dal carcere per prendere parte a un incontro artistico e formativo, insieme a Luana Basilico e Bruna Arceri, condividendo tale percorso con le artiste di “Fabbrica” – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma: il soprano Jessica Ricci e la pianista Elettra Aurora Pomponio.

Lo spettacolo nasce dall’incontro fra una rilettura dell’‘Otello’ di Shakespeare, la partitura musicale dell’‘Otello’ di Verdi e la vicenda storica della nave Lady Juliana, che nel XVIII secolo trasportò circa 250 donne deportate dall’Inghilterra verso le colonie australiane. Tre immaginari - teatro, opera e storia - si sovrappongono per raccontare donne sospese tra condanna, sopravvivenza e rimozione.

L’Opera di Roma e ‘Le Donne del Muro Alto’ raccontano un Otello che non c’è, la cui assenza diventa motore drammaturgico. È allora Desdemona a diventare dispositivo scenico e politico per parlare di donne, disciplina e controllo: in lei si condensano tutte le tensioni del racconto, tutto quello che viene detto e anche ciò che resta inascoltato.

La vicenda delle donne deportate diventa così espressione di sistemi che nominano e definiscono, giudicano e trasformano attraverso il linguaggio. ‘Desdemona – Studio I’ è un’indagine sullo sguardo e sulla sua responsabilità: cosa scegliamo di vedere, cosa rimuoviamo e a quali voci decidiamo di credere.

Le scene dello spettacolo sono di Sofia Sciamanna, le luci di Zofia Pinkiewicz, le musiche originali di Gerardo Casiello. Marina Sciarelli cura invece i costumi, realizzati dal Teatro dell’Opera di Roma.

«È difficile accettare una Desdemona che diviene Otello - così la regista racconta il viaggio reale e simbolico che queste donne compiono in un ‘fuori’ altro, unico e sospeso, che è il mondo del teatro - e assegnare alle cosiddette “cattive ragazze” le parti delle cattive ragazze è una scelta pericolosa. Ma non è la stessa difficoltà che dobbiamo affrontare ogni giorno quando non vogliamo sentir parlare di detenzione femminile? Quando scegliamo di vedere il reato e non le persone? Non vogliamo giustificare - il reato non si giustifica mai - ma comprendere sì: perché solo la comprensione delle cause può permetterci di impedire il ripetersi della storia, se davvero vogliamo che la storia non si ripeta».

Francesca Tricarico, regista e ideatrice del progetto 'Le Donne del Muro Alto', collabora dal 2013 con la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia, realizzando laboratori e spettacoli teatrali con donne detenute nella sezione di Alta Sicurezza. Successivamente, porta il progetto anche alla sezione di Media Sicurezza e in altri istituti penitenziari fra i quali la Casa Circondariale di Latina e la sezione transgender di Rebibbia Nuovo Complesso. Nel 2023 organizza una rassegna cinematografica per i ragazzi dell’IPM di Casal del Marmo in collaborazione con la Fondazione Cinema per Roma.

Ha inoltre lavorato come assistente alla regia in Cesare deve morire dei Fratelli Taviani e ha collaborato col regista Mario Martone per il film Fuori. Per il progetto ‘Le Donne del Muro Alto’ riceve il Premio Internazionale per i Diritti Umani 2025 dalla Fondazione De Sanctis e, nel 2026, il suo spettacolo ‘Olympe’ viene insignito della Medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Le ‘Donne del Muro Alto’ è un progetto teatrale nato nel 2013 da un’idea di Francesca Tricarico e promosso dall’Associazione ‘Per Ananke ETS’, attiva nel teatro sociale dal 2007. Attraverso il teatro vengono realizzati percorsi di inclusione sociale e lavorativa con donne detenute, ex detenute e persone ammesse alle misure alternative, insieme a studenti e università.

Mediante il progetto sono state avviate negli anni collaborazioni con diverse istituzioni quali: Regione Lazio, Comune di Roma, Biblioteche di Roma e Fondazione Cinema per Roma.

La Compagnia porta il teatro oltre le mura carcerarie per promuovere l’apertura e lo scambio tra il ‘dentro’ e il ‘fuori’, per favorire il reinserimento lavorativo e sociale, offrendo formazione e opportunità lavorative concrete.

Lo spettacolo è una produzione Per Ananke ETS in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma; la segreteria organizzativa è curata da Daniele Tagliaferri e Sara Lughi.

L’allestimento è in collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma e con il sostegno di Otto per Mille della Chiesa Valdese, Officine di Teatro Sociale della Regione Lazio, Fondazione Roma.

Info: www.operaroma.it

Biglietti: https://www.operaroma.it/spettacoli/desdemona-studio-i/ e al Botteghino dell’Opera di Roma.

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