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‘Il Carnevale degli Insetti’: un’inedita Amanda Sandrelli per un mondo da capovolgere

‘Il Carnevale degli Insetti’: un’inedita Amanda Sandrelli per un mondo da capovolgere

Uno spettacolo originale tratto dal manifesto ambientalista e satirico di Stefano Benni, con Amanda Sandrelli, Paolo Giovannucci e l’Orchestra Multietnica di Arezzo

Martedi, 21/04/2026 - Un titolo evocativo, quello dello spettacolo ‘Il Carnevale degli Insetti’, portato in scena in aprile al Teatro Vittoria di Roma - con poche repliche molto apprezzate - basato sull’estro e sulla genialità del compianto autore bolognese Stefano Benni (“Bar Sport”, “La compagnia dei Celestini”, “Margherita Dolcevita”), che dà voce e ‘corpo’, tra musica e parole, agli invisibili protagonisti del nostro pianeta, gli insetti, per denunciare, attraverso la satira, un mondo umano egoisticamente concentrato solo su sé stesso.

Sul palcoscenico, oltre alla presenza stabile della grande Orchestra Multietnica di Arezzo, formata da strumentisti e cantori che realizzano dal vivo la colonna sonora dello spettacolo, si alternano i due eclettici protagonisti, Amanda Sandrelli e Paolo Giovannucci, che prestano voce, corpo, zampe ed ali a farfalle, api, ragni, zanzare, tarli e coccinelle in un mondo capovolto, dove sono gli insetti ad osservare e giudicare l’umanità, - in maniera piuttosto negativa ma divertente - dal basso verso l’alto.

Tra ironiche ed amare constatazioni, Benni racconta di un mondo di umani distratti dalle bellezze della natura e soprattutto da chi le abita, perché “troppo occupati da altri nobili, altissimi progetti per guardare la varietà meravigliosa che brulica ai (loro) piedi e vola sopra la (loro) testa”. La specie umana si distingue soprattutto per ‘distruggere’ ed inquinare, schiacciare e farsi posto, utilizzando carta moschicida, pesticidi ed insetticidi.

Amanda Sandrelli, attrice e cantante, sorprendente nel dare vita ad alcuni insetti, fastidiosi e ben caratterizzati (lo scarafaggio siciliano, con tanto di parlata sicula e coppola, la zanzara succhiasangue che non perdona), entra in scena con energia e vitalità, volteggiando e raccontando aneddoti, utilizzando il dialetto con la sua voce inconfondibile, dando il cambio al compagno di scena, Paolo Giovannucci, qui anche regista dello spettacolo, che raccoglie la sfida travestendosi da ragno, ape, farfalla, anzi ‘farfallone’, entrambi divertendosi e divertendo, prendendosi gioco della specie umana , delle sue disparità e del suo egocentrismo.

Quella descritta da Benni, nel suo manifesto ambientalista e satirico altro non è che una favola ironica, pungente e poetica, composta di versi, parole e musica, che si dipana tra giochi di parole, neologismi e divertissement: gli insetti sfilano e si alternano, in un carnevale grottesco e brillante, rivolgendosi alla specie che oggi governa il mondo con il monito di stare attenti, perché ‘per ogni uomo sulla Terra ci sono 10mila insetti’ e un giorno chissà la natura (o chiunque sia sottomesso e sottoposto) potrebbe decidere di capovolgere le cose…

Con la regia di Paolo Giovannucci, i costumi di Giuliana Colzi e le scene di Lucia Baricci, ‘Il carnevale degli insetti’ è un invito forte e chiaro a cambiare punto di vista, a guardare in basso – e dentro – per riscoprire l’incredibile ricchezza della natura, le sue leggi perfette, la sua varietà da rispettare e per riflettere, con leggerezza e intelligenza, sul destino dell’uomo e dell’unico pianeta che abbiamo a disposizione per vivere.

La colonna sonora è affidata all’eclettismo dell’Orchestra Multietnica di Arezzo, diretta da Enrico Fink, i cui musicisti e cantori provengono da dodici diversi Paesi (bellissimi i canti arabi e argentini): l’ensemble incarna un laboratorio permanente tra musica e multiculturalismo, offrendo una sonorità vibrante e variegata, capace di accompagnare il racconto con ironia, profondità e visione prospettica.

Alla fine dello spettacolo, un fuori programma molto gradito dal pubblico, dove Amanda e Paolo, accompagnati dall’Orchestra, cantano canzoni che danno speranza per un altro mondo possibile, perché ‘todo cambia’ e sta a noi cambiare le cose nel modo giusto.

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