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'Alzati papà!' Botte, Violenza, Aggressività e…morte a Massa

'Alzati papà!' Botte, Violenza, Aggressività e…morte a Massa

Il 'branco' di giovani ha aggredito e ucciso l'uomo che si è 'permesso' di rimproverarli per gli atti vandalici che stavano compiendo. Il figlio di 11 anni ha assistito alla tragica fine del padre

Martedi, 14/04/2026 - 'Alzati papà!' Botte, Violenza, Aggressività e…morte a Massa Carrara / il femminile di giornata
E’ sabato sera il tempo del fine settimana o del week end, come spesso definiamo quella parte della settimana. A Massa, la sua città, Giacomo Bongiorni (47 anni), si trova all’uscita di un ritrovo dove ha trascorso una serata serena insieme a suo figlio di 11 anni, alla sua compagna - che se non fosse stato ucciso senza un perché avrebbe sposato tra pochi mesi, come lei stessa ha raccontato - e ad altri componenti della sua famiglia, compreso il cognato.
Possiamo immaginare che il clima sia quello caldo e affettuoso dello stare insieme in libertà e amicizia. Piazza Felice Palma è dedicata ad un importante scultore locale del 1600 e accoglie alcuni locali e ritrovi; mentre il gruppo chiacchera in serenità quando la tranquilla serata viene turbata dall’arrivo di un gruppo di giovani presumibilmente alterarti dal tempo passato a divertirsi bevendo. Certo è che posseggono bottiglie vuote che iniziano a scagliare contro le vetrine di uno dei locali della piazza.
Giacomo redarguisce quei giovani, trasformatisi velocemente in un branco violento capace di inaudita aggressività, e li invita a smettere.
Le sue parole e raccomandazioni - che è bello, più che mai oggi, pensare siano state pronunciate anche pensando di dare al suo bambino undicenne un insegnamento di come sia giusto comportarsi - scatenano l’inferno.
Qui la storia ci racconterà meglio, dopo le indagini, i particolari che serviranno all’accusa nelle Aule del Tribunale. Certo è che a Giacomo, pare per difenderlo da botte e colpi che si susseguono, si affianca il cognato per aiutarlo rimanendo ferito, fortunatamente non in modo grave (è già uscito dall’ospedale).
Sappiamo che Giacomo, dopo una scarica di botte, cade a terra morto.
Sarà accertato con precisione cosa e quando ha causato la sua morte, se prima o per la caduta. Quel che è certo è lo strazio di chi è con lui, fra i tanti si impone l’immagine drammatica e tenerissima di suo figlio, che teneva per mano e che nella sua innocenza di bambino invita, ed esorta il papà, probabilmente ripetutamente e vanamente, ad alzarsi. Una scena che in quel bambino che diverrà ragazzo, come gli assalitori di suo padre, e poi un uomo, rimarrà scolpita quale dolore perenne. Un ricordo unito a quel senso di impotenza di fronte alla morte irreversibile e per lui incomprensibile e inaccettabile, che il pensiero del suo gesto, leggendo, ha comunicato e comunica a tante e tanti di noi che abbiamo seguito la vicenda.
Nei fatti, che la cronaca ci ha raccontato, riuscendo a darci con le parole la drammaticità del momento, il figlio di Giacomo è stato poi velocemente afferrato dalla compagna del padre per allontanarlo dall’orrore di cui era testimone.
La situazione non si ferma immediatamente tanto che, come già sottolineato, anche il cognato risulta ferito. Sappiamo che i cinque assalitori, fuggiti vigliaccamente appena possibile, grazie alle telecamere presenti in Piazza sono già identificati, forse tutti o in maggioranza: fra loro ci sono tre minorenni, tra cui quello che potrebbe essere individuato come presunto responsabile di aver sferrato la botta risultata mortale per Giacomo.

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