Login Registrati
Anche i ragazzi di Gaza fanno la maturità

Anche i ragazzi di Gaza fanno la maturità

Anche il diritto alla scuola è negato dove passa la devastazione delle armi

Sabato, 04/07/2026

La maturità tutti gli anni rievoca l’esperienza più significativa del divenire adulti che fanno tutti quando escono dalla scuola dell’obbligo, soprattutto chi ottiene il diploma che li può portare ad assumere un lavoro già il giorno dopo, ed è un’altra vita. Ma i maturandi continuano a ricordare quella prova e il bilancio delle proprie prestazioni.
Succede più o meno ovunque, anche nei paesi in cui perché poveri e spesso vittime di conflitti e guerre si fatica a realizzare l’obbligo scolastico: il diritto all’istruzione è ormai acquisito come dato universale e Stati e governi fanno quello che possono, anche se tradizioni oscurantiste abbiano paura di riconoscerne il valore e impongono discriminazioni a danno di donne e bambine. Anche in quei casi sono infatti le donne che cercano di contravvenire clandestinamente. Le madri sono infatti le persone che più sperano nell’istruzione per il bene dei figli: nel loro ruolo, troppo spesso subalterno, sanno l’importanza del sapere.
Le scuole occidentali tuttavia possono entrare in crisi per ragioni culturali e sociopolitiche, ma la scolarizzazione è assicurata. Non abbiamo conservato memoria della seconda guerra mondiale, quando le scuole dovettero chiudere per i bombardamenti, per i rastrellamenti, per la mancanza di trasporti, ma gli insegnanti fecero scuola a casa loro, si cercava di mantenere il rapporto con i compagni per non perdere l’anno: la guerra produce anche questo crimine. Non si pensa mai abbastanza, anche da parte di chi si impegna nella solidarietà attiva con i popoli in difficoltà, che dove passa la devastazione delle armi, è fondamentale la cooperazione didattica, l’invio di materiale scolastico, il collegamento tra scuole ricorrendo a internet e cellulari. Ma soprattutto, riflettendo sull’impegno dei ragazzi e degli insegnanti che continuano ostinatamente a studiare anche se la loro scuola è stata distrutta e - può succedere - hanno perso anche la casa.
Che cosa significa prendere la maturità a Gaza dove sono morti tanti bambini? Oppure a Ramallah, dove è attiva l’UNRWA con tutti i limiti che ha anche l’ONU in Palestina e all’interno del compound della parrocchia, la scuola cattolica, danneggiata dai bombardamenti e trasformata in dormitorio fa quel che può.
Quale parallelo sulla consapevolezza di ciò che succede al mondo diamo ai nostri “maturi” che dovranno andare a votare?
 

©2019 - NoiDonne - Iscrizione ROC n.33421 del 23 /09/ 2019 - P.IVA 00878931005
Privacy Policy - Cookie Policy | Creazione Siti Internet WebDimension®