Questo denso volume a cura di Laura Ciampini e Alessandra Grechi del Coordinamento donne ANPI di Grosseto che ha meritoriamente promosso questa pubblicazione, si apre con la tesi con la quale nel lontano 1978 Maria Giovanna Zanini si laureò presso la facoltà di Magistero dell’Università degli studi di Roma. L’approccio metodologico dell’autrice con la pratica femminista del partire da sé è ben esplicitato già nel titolo: “L’esperienza come possibile base di partenza e di verifica permanente nel processo di liberazione e di crescita personale e sociale delle donne”.
Maria Giovanna, Vanna di Grosseto per noi dell’Udi che la incontravamo in ogni grande o piccolo appuntamento nazionale, allora aveva 38 anni, una famiglia, quattro tra figli e figliocci, due maschi e due femmine, e lavorava nelle strutture educative del Comune.
Ascoltiamo la “…ho desiderato riprendere da dove avevo lasciato una serie di cose tra cui c’era anche questa università che volevo finire, non tanto perché mi interessasse per il lavoro, perché già lavoravo, ma proprio per un bisogno di riprendere un qualche cosa che avevo lasciato a metà”, così raccontava in una intervista del 2000 in occasione di una ricerca sulla storia delle donne grossetane di cui lei è figura di primo piano, situata con generosità e intelligenza nell’intersezione, a partire dai primi anni Settanta, tra Udi, movimento femminista e le tante realtà di impegno e lotta nella sua città, ma anche a Prato, Firenze, Roma, perfino all’estero come quando nel ’76 andò in Guatemala a fare volontariato per la scolarizzazione delle comunità rurali.
La sua tesi in verità era stata già pubblicata nel 2013 grazie al Centro Donna di Grosseto, di cui Vanna è stata presidente negli anni 1990-2007, e aveva come titolo: “Tra storia e memoria. Il racconto di Vanna” Stampalternativa Strade Bianche - 2013 (presentazione alla Casa Internazionale Donne, ndr).
Un libro, questo, voluto anche dall'Associazione Raccontincontri che a Grosseto gestisce la Libreria delle Ragazze, perché fosse riconosciuto il valore politico e umano di questa donna nata in Abruzzo, a L’Aquila, vissuta in Friuli e approdata infine a Grosseto, “nomade” soprattutto perché libera nell’aprirsi alla vita e alla verità delle altre, degli altri con delicata sensibilità e una feconda curiosità ed empatia.
La tesi di Vanna racconta di relazioni politiche tra donne, del valore dell’autocoscienza, di aborto e violenza sessuale, parla della sua doppia militanza tra femminismo e Udi che continuerà anche quando l’Udi a Grosseto dopo l’XI Congresso del 1982, cesserà la sua attività. Particolarmente preziosi risultano i due allegati finali. Il primo riporta un dibattito del 1976 a Grosseto sul consultorio introdotto da Vanna e con gli interventi di Simonetta Tosi, Luciana Viviani, Giuseppina Giuffreda in cui risultano chiare le differenti impostazioni, ma anche il sincero desiderio di capirsi. Il secondo allegato propone una riflessione sulle ‘150 ore’ dove il vissuto di ciascuna diventa base imprescindibile da cui partire. Porta l’esempio delle casalinghe di Follonica le quali attraverso quella esperienza “sono uscite dall’individualismo domestico (…) hanno preso coscienza di sé e innestato un processo di crescita permanente”.
Bene hanno fatto le donne dell’ANPI di Grosseto a riproporre oggi questa tesi insolita e coraggiosa per quei tempi che ha il merito di farci toccare con mano il fervore e la passione politica degli anni Settanta, un fervore che ha investito scuola, luoghi di lavoro, tessuto sociale e, soprattutto, le donne e il loro forte desiderio di cambiare sé stesse e il mondo.
Questo racconto appassionante qui si arricchisce di numerose testimonianze di persone che hanno incontrato in vario modo e in più luoghi Vanna e che, in un intreccio tra passato e presente, toccano anche nodi irrisolti dell’oggi. Ne esce nitida una figura di donna fuori dall’ordinario, per me in parte sconosciuta visto che lei non ha mai esibito a pieno il valore umano e politico del proprio modo di abitare la vita, attraversando e collegando varie realtà, sempre in prima fila nella raccolta delle firme, la distribuzione di volantini, la scrittura di lettere e petizioni. L’occupazione del Garibaldi per una sede autonoma del movimento delle donne grossetane e le trattative che seguirono col Comune, diedero vita a mobilitazioni che restano tra i “fatti più rilevanti ed entusiasmanti” di quegli anni, come sostiene nel libro Lucilla, la sua figlioccia. Impegnata nel diffondere i documenti del femminismo, dell’Udi nazionale e il giornale Noi Donne, Vanna coinvolgeva infatti nel suo attivismo la sua famiglia, con la casa sempre aperta alle persone più fragili. Una vita intensa, ricca la sua! Vanna invece si presentava quasi sottotono e sempre con gentilezza e modestia, come a scusarsi di qualcosa. Porto come esempio il Convegno sui legami d’amore che come Udi romana La Goccia organizzammo nel ’98. Lei mise a disposizione senza enfasi e con semplicità una interessantissima esperienza fatta nel seminario “Madre/figlia: il principio della relazione col mondo” promosso dal Centro Donna di Grosseto due anni prima. Nel libro che raccoglie gli atti del Convegno dell’Udi romana La Goccia c’è con lo stesso titolo l’intervento di Vanna. Lei, riferendosi a teoriche femministe tra cui Luce Irigaray, prende le distanze dalla psicoanalisi “nata e cresciuta sotto il segno del padre” che mette al centro del processo di identificazione del soggetto la separazione netta dalla madre a vantaggio del legame col padre. Per Vanna al contrario l’attaccamento alla madre – definito da Freud inafferrabile, umbratile, addirittura una patologia femminile – resta fondamentale e fondante, nonostante i conflitti e le dinamiche di potere che pure vi sono al suo interno. Lei pone al centro la madre nella sua verità, il suo valore di cura al di fuori di ogni retorica, modello di riferimento per ogni relazione umana: grande groviglio, questo, da districare ancora oggi, in un tempo di guerre e violenze, di nuovi padri-padroni, di potenti patriarchi e patriarche.
Torno al libro, che ha il grande merito di restituire, attraverso una singola donna sia pure eccezionale, la vasta rete di relazioni e la vivacità di un territorio ritenuto ‘marginale’, una marginalità decisamente sconfessata in queste pagine. Faccio riferimento solo ad alcune associazioni che danno conto degli attraversamenti e delle preziose tessiture di Vanna nella sua lunga vita: l’Udi, il Consultorio, il Collettivo femminista, il Teatro studio, il Centro donna, le Donne in nero, l’Arci, Legambiente, Amnesty International, La libreria delle ragazze, Storie di cinema, Non una di meno, il Collettivo transfemminista quer Sirena Guerrilla, il CUAV centro uomini autori di violenza.
Da tutti questi luoghi, ma anche dalla sua famiglia allargata, provengono le numerose testimonianze presenti nel volume. Ne riporto solo alcuni frammenti.
La figlia Lorella ricorda “Sono state molto importanti le riunioni di autocoscienza che si tenevano nelle case private e spesso nel salotto di casa nostra il mercoledì. Vi partecipava anche mia sorella Lucilla come giovane femminista.”
Ascoltiamo anche il figlio Lorenzo “Certamente la mia non è stata una infanzia “canonica”, non sono cresciuto all’oratorio ma dentro le attività di una mamma che faceva riunioni in casa e che portava i figli con sé nelle sue battaglie e nelle manifestazioni.” “E non si limitava all’ospitalità, ma si impegnava per trovare un modo per riscattarne le esistenze. E così cercava lavoro per chi non l’aveva, si informava sulle cure per le persone malate, si preoccupava di coloro che non avevano soldi a sufficienza.” Sintetizza così il giudizio su di lei il figlioccio Gian Piero “Vanna aveva la capacità di governare le situazioni e di fare compenetrare le varie forze, senza farsi sopraffare dagli schemi politici consolidati pur rimanendo sempre dentro e al centro.”
Lucilla, trasferitasi presto a Roma e con cui ho condiviso la gestione dell’occupazione dell’ex Buon Pastore, sottolinea tra le altre cose il fatto che “Grazie a Vanna e ad altre donne, dal lontano 1980 in poi si istituì la componente grossetana degli “Intergruppi regionali femministi”; in tal modo la nostra realtà era collegata a quelle di Pisa, Pontedera, Siena e Prato.”
Ed emoziona non poco Roberto di Amnesty International “Vanna mi colpì subito per la sua empatia e il suo spirito solidale, perché è sempre stata una persona con l’intera umanità dentro di sé.”
Della Libreria delle ragazze parla Mariella Folchi: “in ogni occasione emergeva la capacità relazionale di Vanna con le attiviste di tutta Italia, dal nord alla Sicilia. Essendo molto legata all’Udi, ha sempre portato in libreria gli aggiornamenti e le pubblicazioni dell’associazione.”
Francesco, dell’associazione Storie di cinema, ci informa: “Vanna è stata con noi per diversi anni come attrice e interprete di monologhi centrati soprattutto sulla condizione femminile, questi ultimi interpretati in modo magistrale.” (In verità al convegno sui legami d’amore del ‘98 Vanna aveva pensato di iniziare l’intervento con una pièce teatrale su alcuni esempi di relazione madre-figlia anche divertenti, ma purtroppo la compagna che recitava con lei non era potuta venire).
Ritorno alle testimonianze e a parlare è Stefania Cecchi del CUAV – Centri uomini contro la violenza: “lei ha avuto il pregio, la qualità, la peculiarità di rendere femminista anche l’Udi (di Grosseto) e poi di farne un punto di riferimento per tutte le donne.”
E non mancano le voci delle giovanissime come Bianca Baccetti di Non Una Di Meno, associazione oggi non più attiva a Grosseto, che parlando di lei conclude: “sono state proprio le donne che avevano fatto attivismo a Grosseto nel momento dell’apice delle lotte femministe che, in senso politico ci hanno cresciute e hanno fatto ponte tra le due generazioni.”
E’ proprio così. Vanna è stata ed è una femminista intersezionale, con una particolare attenzione alla costruzione di una genealogia femminile e di un senso dell’umano capace di restituire libertà e dignità a tutte e a tutti.
Rosanna Marcodoppido
Maria Giovanna Zanini
“OCCUPIAMO IL GARIBALDI. Quando le donne lottano per i diritti”
Le Rocce - 2025