L’ultimo film di Sebastián Lelio racconta i pregiudizi sociali e la lotta personale di una donna transgender
Martedi, 24/10/2017
Oltre allo sgomento ed alla sofferenza per la scomparsa dell’amato, Marina deve fare fronte a quanto accade dopo, trovandosi risucchiata come in un vortice dagli interrogatori della polizia e dal rifiuto e dalla violenza della famiglia del defunto, in particolare dal figlio, che da subito le chiede le chiavi di casa e le prepara le valigie invadendone la privacy, e dalla ex-moglie, inizialmente comprensiva ma che rivela presto tutto il suo livore e la sua sete di vendetta.
“Vedo 'Una donna fantastica' - continua Lelio - come un film dallo splendore estetico, dal vigore narrativo, un film di tensione e sentimento, politonale, multi sperimentale, multi emozionale e che allo stesso tempo celebra e indaga il suo personaggio principale: Marina Vidal. Cosa vedranno gli spettatori quando vedranno Marina? Una donna, un uomo, o la somma di entrambi? Vedranno un essere umano che cambia continuamente sotto ai loro occhi, che fluisce, vibra, e modifica se stessa. Ciò che stanno vedendo non è esattamente quello che vedono, e questa condizione trasforma Marina in un vortice che trascina la fantasia e il desiderio dello spettatore, invitandolo ad esplorare i limiti della sua stessa empatia”.
Lascia un Commento